Nel 1350, ‘Safri’ nell’Atlante Tammar-Luxor(o)

Gli studi

Nel 1987 pubblicai a stampa (1) uno studio sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri, negli anni bui del medioevo. Lo studio, iniziato a Salerno e poi a Napoli, fu condotto su vari fronti. Le scarse informazioni che la storiografia locale metteva a disposizione e le scarse fonti archivistiche dell’epoca, rendevano incerti i risultati ma il periodo medioevale meritava ulteriori approfondimenti ed indagini e la ricerca di nuove fonti. Dopo diversi tentativi e dalle diverse notizie che emersero, mi resi conto che ne era valsa la pena. Con la progressiva e definitiva dissoluzione dello Impero romano e, la caduta degli ultimi Imperatori romani, tutta l’Italia fu interessata da continue guerre ed invasioni di popolazioni ‘barbariche’. Le invasioni degli Unni, Ostrogoti, Visigoti, i Vandali di Genserico e, Arabi, produssero sulle popolazioni già stremate, devastazione, pestilenze e, carestie. In questi secoli, anni bui del medioevo, i pochi centri costieri del ‘Cilento’ si desertificarono, restando dei piccoli villaggi di pescatori e ove talvolta, come è il caso di Sapri e Policastro, avevano un porto. Anche se oggi non vi è rimasta memoria di tutto ciò, questo studio cerca di far luce su alcuni aspetti e caratteristiche peculiari che l’aspro territorio del ‘basso Cilento’ e del Golfo di Policastro ha avuto nei secoli. Come vedremo, lo studio delle poche fonti fino a noi giunte, anche se andrebbero ulteriormente indagate restituisce un piccolo ma utile contributo alla storia del ‘basso Cilento’ e di Sapri nei secoli, le sue origini e l’evoluzione storico-urbana del centro costiero. Dall’analisi di alcuni vecchi scritti ed autori della bibliografia antiquaria ed anche in alcune antiche carte nautiche medievali e a stampa, vediamo come il toponimo di Sapri, nell’anticihità sia stato trasformato in Safri. Alla trasformazione del toponimo di Sapri in Safri, in antichità, abbiamo dedicato lo studio: “Safri”, a cui rinviamo per gli opportuni approfondimenti. In particolare in questo studio, cercheremo di fare degli approfondimenti circa la presenza del toponimo di Sapri nell’Atlante Tammar-Luxoro o Luxor (3), (Fig. 1), dove il toponimo di Sapri, figura trasformato in ‘Safri‘.

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(Fig. 1) Carta nautica del “Mediterraneo centrale” tratta dall’Atlante Tammar-Luxoro, Tavv. III e IV. Di autore ignoto, dei primi del XIV secolo (3), conservato alla Biblioteca Civica Berio di Genova.

Tammar-Luxor ricevuto dalla Biblioteca civica di Berio a Genova

(Fig. 2) Particolare tratto dalla Carta nautica del “Mediterraneo centrale” tratta dall’Atlante Tammar-Luxor(o), Tav. IV. Ingrandimento con i toponimi dei porti lungo la nostra costa tirrenica. Si vede, dopo ‘Panicastra (Policastro) Safri’ (5)

Il Safri, ricordato dall’Antonini

Sulla notizia riferita dall’Antonini (2) a proposito di Sapri che “Mario Negro lo chiama Safri “, è una notizia che viene confermata. Infatti, in altri studi sulle antiche carte nautiche e peripli rintracciati, quì pubblicati (….), abbiamo segnalato la citazione del toponimo medievale di Safri su alcune carte nautiche tardo medievali. E’ lo Almagià che in un suo pregevole studio, elenca i toponimi presenti sulle antiche carte (….).  Il toponimo di Sapri, secondo il prospetto dell’Almagià (….) è Safrì sulle prime carte fino a noi giunte. Safri figura sulla carta del Delorto, il Tammar-Luxoro (Fig. 2) e sulla carta detta De Combitis. Queste tre carte del XIII secolo, tra i porti della costa tirrenica annoverano Safri.

‘Safri’ sulle antiche carte nautiche del XIII e XIV secolo

La notizia tratta dall’Antonini, che Mario Negro la chiamava Safri’ci viene con- fermata dai nostri studi ed approfondimenti sul caso. Attraverso lo studio toponomastico da noi condotto attraverso lo studio della cartografia medievale, sulle antiche carte nau- tiche, quì pubblicati (2), si è potuto accertare che il toponimo di ‘Safri’, figura su alcuni documenti antichi ed in particolare Sapri, viene annoverato con il toponimo di ‘Safri’ su alcune carte nautiche e su alcuni portolani. La citazione di un porto o di un approdo co- nosciuto di ‘Safri’, viene confermata dall’Almagià (2) che in un suo pregevole prospetto (2), elenca i toponimi o nomi dei porti presenti sulle più antiche carte nautiche e porto- lani conosciuti (Fig. 3) (2). L’Almagià, nel suo pregevole prospetto, afferma che il toponi- mo del porto di Sapri, trasformato in ‘Safri‘, figura nell’AtlanteTammar-Luxoro’ (Fig. 1-2) (4).

Il toponimo di Safri nell’Atlante Tammar-Luxoro del XIII o inizi XIV secolo (Fig. 1).

Sapri, risulta annoverato con il toponimo di Safri in uno dei più antichi documenti della cartografia nautica che si conosce, il così detto Atlante Tammar-Luxor, così chiamato dal cognome del suo scopritore, il Prof. Tammar Luxoro (uno dei riformatori dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, di famiglia ricca genovese), che lo scoprì tra le carte di famiglia, nel 1861. Il Tammar Luxoro Atlas o Atlante Luxoro, è di autore ignoto ed è uno dei più antichi cimeli di cartografia nautica che si siano conservati in tutto il mondo. E’, da collo- carsi alla fine del secolo XIII, o ai primi anni del secolo XIV (4); Il Tammar Luxoro Atlas o Atlante Luxoro, è di autore ignoto ed è una raccolta anonima di portolani italiani, com- posto da otto piccole tavole (tabulae), di fogli membranacei a colori manoscritti, mm. 226 x 155. Attualmente è conservato presso la Biblioteca Civica Berio a Genova (5). L’autore è sconosciuto. Alcuni ritengono che il suo autore sia Pietro Vesconte mentre altri pensano sia stato realizzato da Francesco de Cesanis di Venezia. (2). L’Almagià (2), scrive in proposito a p. 22: “Tra i più antichi documenti della cartografia nautica si annovera di solito anche il così detto Atlante Tammar-Luxoro. Anche questo Atlante è tuttavia certamente da collocarsi nella prima metà del secolo XIV. “. Dall’Almagia (2)(Fig. 3) e dal Desimoni (4), nella “coste napolitane, terre di lavoro e principati” (4), vengono elencati i toponimi riportati nell’antico testo e nella carta allegata che illustra le coste dell’Italia meridionale, nella sezione A della ‘Tavola quarta‘ (Fig. 1-2), figurano i toponimi di “Safri” (Sapri), Capo de Licosa, Palinuo (Palinuro), Panicastra (Policastro), Foresta (Bosco), Safri (Sapri), Malatri (Maratea), Tim (Isola di Dino), San Nicolo, Scallia (Scalea, scritto in rosso perchè importante). La Tav. IV (dx) è quella dove si vedono i centri costieri della costa tirrenica dell’Italia e dove figura il centro costiero di ‘Safri‘ (2). I toponimi elencati dal Desimoni (4) e dall’Almagià (2), li confermo in quanto, ho esaminato de visu la fotoriproduzione della (Figg. 1-2) che ho ottenuto dalla Biblioteca Civica di Berio su gentile concessione del Comune di Genova.

Tammar-Luxor ricevuto dalla Biblioteca civica di Berio a Genova

(Fig. 2) Particolare tratto dalla Carta nautica del “Mediterraneo centrale” tratta dall’Atlante Tammar-Luxoro, Tav. IV. Ingrandimento con i toponimi dei porti lungo la nostra costa tirrenica. Si vede, dopo ‘Panicastra (Policastro) Safri’.

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(Fig. 4) Pagina 65 dell’Atlante Tammar Luxor(o), illustrato da Desimoni e Belgrano (4).

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(Fig. 3) Prospetto dell’Almagià, sulla toponomastica nelle più antiche carte nautiche (2)

Note bibliografiche:

(1) Attanasio Francesco, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., La Lucania del Barone Antonini, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb.,1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ” Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sa- pri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Re-golatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.

(2) (Fig. 3) Almagià R., Toponomastica dell’Italia in alcune carte nautiche medioevali, stà in Monumenta Italia Cartographica, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore, Appendice I, I – Coste liguri e tirreniche della penisola, p. 68. Si veda dello stesso autore p. 3.

(3) (Fig. 1-2) Carta nautica del “Mediterraneo centrale” tratta dall’Atlante Tammar-Luxoro, Tavv. III e IV. Di autore ignoto, è una raccolta anonima di 8 piccole tavole o Carte nautiche e portolani italiani dei primi del XIV secolo, attualmente conservate presso la Biblioteca Civica Berio a Genova. I toponimi elencati dal Desimoni (4) e dall’Almagià (2), li confermo in quanto ho esaminato de visu la fotoriproduzione della (Fig. 1-2) che ho ottenuto dalla Biblioteca Civica di Berio su gentile concessione del Comune di Genova. Riprodotto ed illustrato da Desimoni C., op. cit. (4).

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(4) Desimoni C. e L.T. Belgrano, Atlante Idrografico del medioevo posseduto dal Prof. Tammar Luxoro, coste napolitane, terre di lavoro e principati, Genova, 1867, Tavola IV, pag. 65, stà in ‘Atti Società Ligure di Storia Patria’, Tomo V, Genova, Tip. dei Sordomuti, 1867; visibile sulla rete sul sito di Google play alla pagina: https://play.google.com/books/reader?id=_GU_AAAAYAAJ&printsec=frontcover&output=reader&hl=it&pg=GBS.PA65. Si veda pre di Desimoni C., Le carte nautiche italiane del medio evo, a proposito di un libro del prof. Fischer, Atti Soc. Ligure di Storia Patria. Vol. XIX, 15.

(5) Carte nautiche da musei e biblioteche della Liguria dal XIV al XVII secolo, Ed. Analisi, 1988, Mostra a Genova, Palazzo Belimbau, a cura di Gaetano Ferro, p. 32.

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