Sapri nei ricordi dei viaggiatori

Gli studi

Nel 1987 pubblicai a stampa (1) uno studio sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri, negli anni bui del medioevo. Lo studio, iniziato a Salerno e poi a Napoli, fu condotto su vari fronti. Le scarse informazioni che la storiografia locale metteva a disposizione e le scarse fonti archivistiche dell’epoca, rendevano incerti i risultati ma il periodo medioevale meritava ulteriori approfondimenti ed indagini e la ricerca di nuove fonti. Dopo diversi tentativi e dalle diverse notizie che emersero, mi resi conto che ne era valsa la pena. Sebbene ancora andrebbero ulteriormente indagate alcune di queste notizie storiche, dal quadro risulta chiaramente come queste terre, avessero avuto un ruolo non marginale nei secoli bui del medioevo e come gli eserciti succedutisi dopo la caduta dell’Impero romano  abbiano usato i piccoli e naturali scali marittimi, soprattutto quello di Sapri, per l’approdo e l’ancoraggio delle flotte di navi militari che ivi portavano i loro eserciti. Anche se oggi non vi è rimasta memoria di tutto ciò, questo studio cerca di far luce su alcuni aspetti e caratteristiche peculiari che l’aspro territorio del ‘basso Cilento’ e del Golfo di Policastro ha avuto nei secoli. Come vedremo, lo studio delle poche fonti fino a noi giunte, anche se andrebbero ulteriormente indagate, restituisce un piccolo ma utile contributo alla storia del ‘basso Cilento’ e di Sapri nei secoli. Il presente saggio, vuole approfondire e meglio indagare su alcuni viaggiatori che in passato hanno pubblicato notizie tratte dai loro appunti di viaggio nel ‘basso Cilento’ ed in particolare la visita al nostro piccolo paese ricco di storia e di tradizioni popolari. In particolare in questo saggio mi occupo dell’umanista e dantista Karl Witte che visitò Sapri nel 1828 e di Tait Craufurd Ramage (…) che pure lo visitò nel 1828. La Relazione di Filippo Rizzi (…), fino ad arrivare all’architetto Renato Angelini che restò a Sapri durante le operazioni belliche dell’ultimo conflitto mondiale e gli scritti del noto giornalista Enzo Siciliano che nel suo romanzo “Mia madre amava il mare”, parlava spesso di Sapri. Aggiungiamo così facendo nuove e forse inedite notizie alla nostra storia.

Amedeo Maiuri (….), nella sua relazione per il 2° Convegno di studi sulla Magna Grecia tenutosi a Taranto (quello del 1962), il cui dibattito è stato pubblicato nel testo “Le via della Magna Grecia”,  in seguito riproposto da Mario Napoli (….), nel suo “La Magna Grecia”, a p. 61, in proposito scriveva che: “Quando venne proposto lo studio delle vie, quale tema del 2° Convegno di studi sulla Magna Grecia, era ovvio che si avesse presente la ricognizione e possibilmente l’esatta identificazione delle vie istmiche, delle vie cioè che dovevano servire a stabilire comunicazioni e traffici fra il versante ionico e il versante tirrenico, e soprattutto fra le città metropoli sullo Jonio e le loro filiali o federate o indipendenti, in funzione di scali marittimi, sul Tirreno…..il lavoro da fare, in un terreno così tormentato, qual’è quello della Calabria e della Lucania, era quello di una ricognizione aerea e di una ricognizione pedonale che riprendesse il filo delle vecchie vie mulattiere, degli antichi valichi etc…Bisognava insomma riprendere la tradizione dei viaggiatori inglesi del primo Ottocento che hanno perorso a piedi la Calabria descrivendo e disegnando costumi e paesaggio, etc…Ho detto dei viaggiatori inglesi del primo Ottocento (e ricorderò fra essi il viaggio fatto a piedi nel 1847 dal pittore Edw. Lear, e il ‘Pedestuam Tour’ di Arthur John Strutt nel 1842), ma debbo ricordare un viaggiatore a noi più vicino, il Norman Douglas, che ha scritto il suo famoso libro ‘Old Calabria’, tradotto in italiano, dopo due viaggi fatti in gran parte a piedi nel 1907 e nel 1911, ma senza proporsi anch’egli, pur non ignorandoli, speciali problemi archeologici.”. Ai viaggiatori citati da Amedeo Maiuri, archeologo e profondo conoscitore delle nostre terre, aggiungo i seguenti:

Nel 1858, la visita di Karl Witte a Sapri

Nel 1998, in occasione della redazione del mio studio “Analisi: Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, lo studio storico-Urbanistico per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998, depositata al Comune di Sapri, approfondii alcune notizie circa i viaggi e le visite a Sapri e dintorni intrapresi da alcuni studiosi come Gianni Granzotto che ha lasciato delle pagine interessantissime che riguardano il nostro paese o del viaggio nel sud d’Italia intrapreso dall’umanista e dantista tedesco Johan Heinrich Friedrich Karl Witte che venne a Sapri e che nel 1858 ne pubblicò a Berlino il resoconto in un suo scritto poco conosciuto: ‘Alpinisches und Transalpinisches‘. Su uno scritto di Giovanni Domenico Brandolino e Domenico Mediati apparso recentemente su ‘ArcHistor’ leggiamo che nel volume “A classical Tour Through Italy” del 1802, il pastore anglo-irlandese John Chetwode Eustache (…) fornisce una generica notizia sulla presenza di una comunità grecofona in Italia Meridionale. E’ un’informazione rilevante ma rimane del tutto trascurata fino al viaggio del giovane filologo tedesco Karl Witte nel Sud Italia. Nel 1820 egli attraversa la Campania, Basilicata e Calabria, alla ricerca di una sperduta isola alloglotta di lingua “greca”, che alla fine individua nell’estrema punta meridionale della Calabria. Un anno più tardi, ne dà notizia in un articolo della rivista “Gesellshalter” (3), dove riporta anche il canto greco-calabro “Iglio pu olo ton cosmo portatì” (la cui traduzione è: “Sole per tutto il mondo cammini”) Nel 1856, il glottologo August Friedrich Pott (…) lo pubblica nuovamente sulla rivista “Philologus”, insieme ad altri due canti. L’interesse per la comunità grecofona calabrese a questo punto assume un respiro internazionale e coinvolge studiosi del calibro di Comparetti, Morosi, Pellegrini, Karanastasis, Rohlfs (…). Infatti, il filologo dantista tedesco, dopo trenta anni dal suo viaggio nel sud d’Italia che intraprese nel 1828 pubblicò il testo in tedesco ‘Alpinisches und Transalpinischesneun Bortrage von Karl Witte‘, che tradotto è: ‘Alpine and Transalpine – nove tratti portuali di Karl Witte‘, con un illutrazione di San Marino ma l’edizione è stampata a Berlino nel 1858.

(Fig. 1) Witte Karl, Alpinisches und Transalpinisches, Berlino, 1858

Johan Heinrich Friedrich Karl Witte

Da Wikipidia leggiamo che: Johann Heinrich Friedrich Karl Witte, più conosciuto come Karl Witte, o Carlo Witte (Lochau, 1º luglio 1800 – Halle, 6 marzo 1883), è stato un giurista, filologo, filosofo e traduttore tedesco. Studioso di Dante Alighieri, nel 1865 fu il fondatore della Deutsche Dante-Gesellschaft, la prima nel suo genere, anteriore di oltre un ventennio alla nascita dell’analoga Società Dantesca Italiana fondata nel 1888. Appassionato di Dante Alighieri, nel 1824 pubblicò il saggio Über das Missverständnis Dantes nel quale ipotizzava che la Vita Nuova, il Convivio e la Divina Commedia corrisponderebbero a tre momenti distinti della vita spirituale di Dante. Più avanti curò edizioni critiche della Divina Commedia (del 1862, la prima mai ricevuta da quest’opera), utilizzando il criterio della lectio difficilior, del De Monarchia (1863-71; seconda ed., 1874) e infine della Vita Nuova (1876). Della Divina Commedia Witte fu anche un buon traduttore, con una resa in giambi non rimati (1865), così come era stato il traduttore del Decamerone di Boccaccio (1827; 3ª edizione rifatta, 1859). Nel 1865 si fece promotore della fondazione della Deutsche Dante-Gesellschaft, cronologicamente la prima società dantesca, della quale fu anche il primo presidente. Accumulò una notevole collezione di antiche edizioni dantesche (compresi manoscritti, incunaboli, e cinquecentine) che è confluita, insieme al suo intero patrimonio librario e documentale, in un fondo in possesso della Biblioteca nazionale Universitaria dell’Università di Salisburgo.

Nel 1828, Karl Witte scrisse di Sapri

Il giovane filologo dantista tedesco Karl Witte (…), nel 1828 intraprese un viaggio nel sud Italia, e si fermò anche a Sapri. Le sue memorie sono scritte nel testo pubblicato trenta anni dopo, nel 1858 nel testo ‘Alpinisches und Transalpinischesneun Bortrage von Karl Witte‘, che tradotto è: ‘Alpine and Transalpine – nove tratti portuali di Karl Witte‘. Nell’indice del testo a p. VI del testo egli scrive: “Palinuro und Sapri – pp. 363 – 403” ed infatti ci parla anche di Sapri da p. 389 a p. 403, dove accenna anche a Maratea. In particolare Witte a p. 399 scriveva che:

Nel 1879, la contessa Gioconda Walvescky e Sapri nel racconto di Rocco Baldanza

(Fig…)

Nel 1879 lo scrittore Rocco Baldanza (…), pubblicò una serie di racconti romanzati sull’epopea Garibaldina e Risorgimentale. Nel volume II della sua trilogia pubblicò a Roma, per i tipi di Adolfo Paolini, il volumetto II° dal titolo La signora di Sapri: storia dei nostri tempi. In questo piccolo volumetto il Baldanza racconta della permanenza a Sapri della compagna di Giovan Battista Falcone, che morì a Sanza insieme a Carlo Pisacane. Il Baldanza parla della giovane contessa Gioconda Valvescky o Walvescky figlia di Ignazio Walvescky parente di Napoleone III. La Walvescky, compagna di  Giovan Battista Falcone venne ad abitare a Sapri dove morì di tubercolosi. Spesso si recava al sepolcro di Giovan Battista Falcone e Pisacane a Sanza devolvendo le sue ricchezze ai poveri bambini di Sanza. Il testo è conservato presso tre biblioteche, di cui anche la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – Roma – RM. Pare che una copia del vol. II sia di proprietà dell’amico Tonino Luppino che lo segnalò per la prima sul blog Golfonetwork su indicazione dell’amico ALfonso Monaco. Bellissimo e commovente il racconto del Baldanza che scrive una pagina di storia del nostro paese, citando personaggi e luoghi dell’epoca postuma a Pisacane. Io posseggo una scansione di una parte del libretto per gentile concessione della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma.

Nel 1828 il viaggio di Craufurd Tait Ramage

Nel 1998, consegnai al Comune di Sapri la Relazione “Analisi: Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, per il nuovo Piano Regolatore Generale del Territorio, dove a p. 9 in proposito scrivevo che: “Nel 1828, il sacerdote scozzese C. T. Ramage, nel suo scritto “Viaggio nel Regno delle due Sicilie”, avendo visitato anche Sapri così ne parlava: “Entrammo poco dopo in un piccolo bellissimo porto, vicino al quale è situato il paese di Sapri. Questo paese aveva un aspetto di maggior benessere di quanti fin qui veduti. Le case erano disseminate tra vigneti e giardini che i recenti acquazzoni avevano rinverdito e che ora si mostravano freschi ed accoglienti. Fui colpito pure dall’a spetto rigoglioso dei frutteti. Gli agrumeti, aranci, e limoni erano di lussureggiante bellezza. L’albicocco quì cresce con particolare rigoglio – il “crisciommolo” napoletano di cui vanno così giustamente orgogliosi – Questo vocabolo è evidentemente una corruzione del greco …………. (“mela d’oro”). Ramage, poi, riportava le iscrizioni incise sulle lapidi viste a Sapri, tra cui quella che già alla epoca si “elevava nella piazza” (149).”. Nato in Scozia a Annefield nei pressi di Newhaven, Ramage è stato un Ministro della Chiesa scozzese e cultore delle lettere classiche. È noto in Italia per aver intrapreso un viaggio nel Regno delle Due Sicilie nel 1828, che descrisse nell’opera intitolata “The nooks and by-ways of Italy. Wandering in search of its ancient Remains and modern superstitions”. In Italia è conosciuto soprattutto per la sua opera intitolata The nooks and by-ways of Italy. Wandering in search of its ancient Remains and modern superstitions, pubblicata in italiano col titolo Viaggio nel Regno delle Due Sicilie, in cui Ramage descrive un viaggio a piedi intrapreso a sud di Napoli, tra l’aprile e il giugno 1828, alla ricerca delle “sopravvivenze” linguistiche, archeologiche e culturali greco-latine. In tale viaggio, Ramage parte da Napoli, giunge a Paestum, attraversa il Cilento, da Policastro visita la Calabria tirrenica e ionica, per giungere in Basilicata, scendendo in Puglia a Taranto, ecc…Il resoconto del viaggio di Ramage rappresenta un’importante descrizione socio-culturale delle provincie del Mezzogiorno italiano nell’anno 1828.

Nel 1838, Strutt Arthur John

Arthur John Strutt (Chelmsford, 12 giugno 1818 – Roma, 1888) è stato un pittore, incisore, viaggiatore, scrittore ed archeologo inglese. Rimase per il resto della sua vita in Italia, interessandosi soprattutto agli aspetti “pittoreschi”, in particolare a quelli della Campagna romana, rivolgendo la sua attenzione, in modo specifico, ai paesaggi e ai costumi degli abitanti. Nel 1838 intraprese un viaggio a piedi verso il sud dell’Italia (allora Regno delle Due Sicilie, in compagnia dell’amico William Jackson. Il 30 aprile giunse a Palermo e il 15 dicembre, dopo aver attraversato la Campania e la Calabria. Le sue osservazioni furono raccolte in un libro, “A pedestrian tour in Calabria & Sicily” (Un viaggio a piedi in Calabria e in Sicilia) che ebbe un notevole successo, soprattutto nei paesi anglosassoni, ed è considerato ancor oggi un documento molto importante per comprendere la società del Regno delle due Sicilie nel periodo pre-unitario. Per suo volere, la famiglia costruì una tomba gentilizia al cimitero protestante di Roma al Testaccio.

Nel 1959 il viaggio di Alberto Moravia e il mare di Sapri

Nel 1987, il sacerdote Mario Vassalluzzo (2), nel suo “Cilento ad occhio nudo”  – una raccolta di saggi di alcuni autori che parlarono del Cilento – ripropose e trascrisse un saggio scritto e pubblicato a stampa da Alberto Moravia dal titolo “Il Mare fra Sapri e Paola” (1), pubblicato nel lontano 1959 sulla rivista bimestrale “Le vie d’Italia” (la n° 5 del Maggio 1959)  edita nel Maggio dal Touring Club d’Italia (1). Nel 1959, lo scrittore Alberto Moravia dopo un soggiorno per motivi di lavoro, in un suo articolo invitava tutti a visitare la costa cilentana:

L’Architetto Sandro Angelini, il servizio militare trascorso tra Sapri e le isole Egee

Enzo Siciliano, sua madre ed il mare di Sapri

Il giornalista e scrittore Enzo Siciliano, in una cronaca familiare avvincente, l’autore ci racconta dei viaggi con la madre nella nostra bella Sapri.

Alcune notizie sulla formazione geologica del territorio

Nel 1966, nel Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli (…), vol. LXXV, 1966, pubblicato a Napoli nel 1967, a pp. 188-189, leggiamo di Sapri e della formazione geologica del territorio circostante.

Notizie di Ufo nella baia Saprese

Ed ora, diciamo così manteniamoci sul gossip. Nel 1980, sulla rivista ‘Notiziario UFO’ a p. 22, apparve un curioso articolo dal titolo ‘Manifestazioni ripetitive a Villammare di Sapri ? (…), a firma U.T. , cita alcune notizie circa delle apparizioni e avvistamenti di Ufo tra Villammare e Sapri, forse una signora napoletana turista al villaggio delle Ginestre.

Ugo Riccarelli

Nel 2004, lo scrittore Ugo Riccarelli (…), ha dedicato un intero romanzo ad un personaggio, forse di fantasia, di Sapri che si trasferisce in un piccolo paese della Toscana. Il suo romanzo è intitolato Il dolore perfetto‘, premio Strega 2004 e del Premio Società dei Lettori – Lucca dello stesso anno. Il dolore perfetto nell’edizione spagnola El dolor Perfecto, pubblicato da Maeva Ediciones, con la traduzione di Carlos Gumpert, ha conquistato il Premio Campiello Europa (Spagna) nel 2007. Il personaggio detto il “Maestro” va ad insegnare in questo piccolo centro della Toscana. Il romanzo si svolge in un periodo che va dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino agli anni cinquanta del Novecento. Un uomo, chiamato sempre Il Maestro, di idee anarchiche, si trasferisce dal suo paese del Sud, nei dintorni di Sapri, a Colle Alto, un piccolo paese in un punto imprecisato della campagna toscana, dove ha ottenuto un posto di insegnante. A Colle Alto conosce e sposa la Vedova Bartoli, dalla quale avrà quattro figli (Ideale, Mikhail, Libertà e Cafiero), dei quali il romanzo seguirà le tragiche vicende. Parallelamente, viene narrato dei Bertorelli, una ricca famiglia di commercianti di maiali, da quando Ulisse Bertorelli sposa la Rosa. Dal matrimonio nasceranno Sole e l’Annina. Le storie delle due famiglie si uniscono quando l’Annina decide, contro la volontà dei parenti, di sposare Cafiero. Il romanzo prosegue raccontando le vite dei loro figli, Sole e Ideale. Le vicende delle due famiglie si svolgono sullo sfondo della storia italiana, alla quale sono indissolubilmente legate. Entrano a cambiare e spesso a sconvolgere la vita dei protagonisti la prima modernizzazione di fine Ottocento, le guerre coloniali con la sconfitta di Adua, la Prima Guerra Mondiale e l’avvento del Fascismo, fino alla Seconda guerra Mondiale, l’invasione tedesca e la Resistenza.

Paolo Sorrentino

Nel ………, il regista Napoletano Paolo Sorrentino (…), ha citato più volte Sapri, nel suo romanzo Tony Pagoda e i suoi amici, per l’edizione di Feltrinelli.

Note bibliografiche:

(1) Attanasio Francesco, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”,  Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato da Felice Cesarino, La Lucania del Barone Antonini, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.-Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, stà nella rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi: Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998 (Comune di Sapri); si veda pure: ‘Le più antiche carte dell’Italia annesse ai più antichi codici greci conosciuti’, stà sulla rivista web ‘Zedinfo’, curata da Tonino Pitarresi, Palermo, ed. ZED, Gennaio 2018, consultabile collegandosi a: http://www.zedinfo.it/?p=9840

(2) Witte Karl, Alpinisches und Transalpinisches – neun Bortrage von Karl Witte, Berlino, 1858; si veda pure la ristampa di ‘Analisi Trend’, 1985 (Archivio Attanasio)

(3) Strutt Arthur John, “A pedestrian tour in Calabria & Sicily” (Un viaggio a piedi in Calabria e in Sicilia); si veda pure in proposito: “Passando per il Cilento. Avventure e scoperte di un «turista» inglese nel Cilento borbonico”, edizione Galzerano, Casal Velino Scalo, 2010 (Archivio Attanasio)

(4) Rohlfs Gerald, Mundarten und Griechentum des Cilento, in Zeitschrift für Romanische Philologie, 57, 1937, pp. 421–461 (una traduzione in italiano è in Gerhard Rohlfs, Studi linguistici sulla Lucania e sul Cilento. Galatina, ed. Congedo, 1988; dello stesso autore si veda pure: Scavi linguistici della Magna Grecia, Roma, 1933; dello stesso autore si veda pure: Dizionario toponomastico ed onomastico della Campania e della Calabria, Ravenna, 1974; dello stesso autore si veda anche ‘Dizionario dialettale delle tre Calabrie’, Halle-Milano, 1932, ss. I (Archivio Attanasio); Studi linguistici sulla Lucania e sul Cilento, ed. Congedo, Galatina, 1988 (traduzione a cura di Elda Morlicchio, Atti e memorie N. 3, Università degli Studi della Basilicata)

(5) Ondis L.A., Phonology of the Cilentan dialect, New York, Ohio, ristanpa di Galzerano ed., 1996 (Archivio Attanasio)

(6) Ramage Craufurd Tait, The nooks and by-ways of Italy. Wandering in search of its ancient Remains and modern superstitions, ed. Howell, Liverpool, 1868 (Archivio Attanasio); si veda pure dello stesso autore la II° edizione: ‘Viaggio nel Regno delle Due Sicilie‘, E. Clay – De Luca, Roma 1966; per questo autore si veda pure: Attraverso il Cilento – il viaggio di C.T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828, edizioni l’Ippogrifo, agosto 2013 (Archivio Attanasio)

(7) Siciliano Enzo, Mia madre amava il mare, ed. Rizzoli, Milano, 1994 (Archivio Attanasio)

(8) Simoncini Carlo, “Quell’uom di multiforme ingegno” – Vita di Sandro Angelini, ed. Lubrina,

(9) Baldanza Rocco, La signora di Sapri: storia dei nostri tempi, vol. II, Roma, Tipografia di Adolfo Paolini, 1879

(10) Rizzi Filippo, Notizie statistiche sul Cilento, 1809, vedi ristampa ed. Galzerano (Archivio Attanasio)

(11) Granzotto Gianni, Carlo Magno, ed. Mondadori, Milano, (Archivio Attanasio); si veda pure dello stesso autore: La battaglia di Lepanto, ed. Mondadori, ……..(Archivio Attanasio)

(12) Touring Club d’Italia, Guida d’Italia – Napoli e dintorni, ed. 2008, vedi p……(Archivio Attanasio)

(13) Donatone Guido, ‘La maiolica napoletana dalle origini al secolo XV‘ , stà in “Storia di Napoli” (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, vol. IV, da pp. 579 e s.; dello stesso autore si veda pure: ‘La maiolica Napoletana del Rinascimento‘, Gemini Arte Napoli 1993; oppure anche: “La maiolica napoletana dell’età aragonese”, d. Associazione Amici dei Musei di Napoli, 1976, quaderno n. 3 (Archivio Attanasio)

(14) Schmiedt Giulio, ‘Antichi porti d’Italia’, stà in rivista dell’I.G.M. “L’Universo”, 2, Firenze, 1975 (Archivio Attanasio)

(15) Moravia Alberto, Il Mare fra Sapri e Paola, stà in la rivista ‘Le vie d’Italia’ ed. Touring Club Italiano – Anno LXV n° 5, Maggio 1959, pp. 560-567 (Archivio Attanasio)

(16) AA.VV., Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli, vol. LXXV, 1966, Napoli, Tip. Genovese, 1967

(17) Redazione, Manifestazioni ripetitive a Villammare di Sapri ?, stà in ‘Notiziario Ufo‘, rivista, anno III, n. 2 (93), febbraio 1980 (Archivio Attanasio); vedi p. 22 (Archivio Attanasio)

(…) Riccarelli Ugo, Il dolore perfetto, ed. Arnoldo Mondadori, Milano, 2004; si veda pure dello stesso autore ‘Il dolore perfetto‘, prefazione di Carlo Madrignani, UTET, Torino 2006; Ugo Riccarelli, Une douleur parfaite, traduit de l’italien par Nathalie Bauer, Plon, Paris 2005; Ugo Riccarelli, Der vollkommene Schmerz, trad. di Karin Krieger, Deutscher Taschenbuch Verl., München 2009

(…) Sorrentino Paolo, Tony Pagoda e i suoi amici, ed. Feltrinelli, ‘Narratori’.

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