Gli studi
Nel 1987, pubblicai a stampa uno studio (1) sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri. Come è noto, la cartografia e le carte geografiche, manoscritte dell’antichità, possono fornire un valido contributo alla storiografia, alle origini e alla toponomastica dei luoghi, in quanto attraverso una serie di informazioni in essa contenute si può risalire all’età o alle origini di un luogo. L’antica cartografia manoscritta rimane una valida testimonianza del passato dei luoghi e della geografia più in generale. Le carte geografiche manoscritte nella antichità sono quelle inserite in alcuni Codici manoscritti, di origine greca, i Codici greci manoscritti, rintracciati nel lontano Oriente dove essi erano stati compilati e trascritti e, che a volte contenevano allegati cartografici di notevole importanza come mappe o carte geografiche manoscritte (1). Moltissimi di questi Codici, come quello del geografo alessandrino Claudio Tolomeo, erano sconosciuti allo stesso mondo latino che non li aveva mai copiati. Molti di questi codici greci furono rintracciati e riportati nel mondo latino ed occidentale solo agli albori del Rinascimento. Moltissimi dei Codici latini manoscritti come i Codex miniati da monaci amanuensi, forse derivati da antichi codici di origine più antica e greca, sono andati perduti e non sono stati mai del tutto rintracciati. In questo studio, cercheremo di fare degli approfondimenti circa la presenza del toponimo di Sapri sulle antiche mappe e carte geografiche, manoscritte, contenute nei più antichi e conosciuti Codici miniati e manoscritti in greco-latino, le cui carte ivi contenute e di chiara derivazione tolemaica, erano conosciute già prima della pubblicazione a stampa della ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo. Dopo questo codice, tra i codici latini a noi noti e conosciuti che conservino l’originario tipo greco, vi è il Codice Laurenziano XXVIII, 49, che è il codice più autorevole della classe B.
Le carte annesse alla ‘Geografia’ di Claudio Tolomeo
Quella di Tolomeo è la più antica opera superstite e il suo planisfero è una mappa del mondo così come si presume venisse visto e rappresentato nel II secolo d.C. dalla Civiltà Occidentale. Esso venne realizzato sulla descrizione contenuta nel libro di Tolomeo, Geographia , scritto nel 150 circa d.C. Sebbene le mappe autentiche non siano mai state trovate, la ‘Geographia’, contiene migliaia di riferimenti di varie parti del mondo, con in più le coordinate, le quali hanno permesso ai cartografi di ricostruire la visione del mon- do di Tolomeo, quando il manoscritto venne riscoperto intorno al XIV secolo. Quella di Tolomeo è la più antica opera superstite che adoperi osservazioni astronomiche per de- terminare la latitudine e la longitudine delle località, inserendole così in un reticolato geografico, metodo che l’astronomo greco aveva ereditato dai suoi predecessori d’età ellenistica Eratostene di Cirene ed Ipparco di Nicea, le cui opere originali sono tuttavia disgraziatamente andate perdute. Il planisfero di Tolomeo è una mappa del mondo così come si presume venisse visto e rappresentato nel II secolo d. C. dalla Civiltà Occidentale. Intorno alle carte che corredano la γεωγραφία di Claudio Tolomeo nei manoscritti greci finora conosciuti – poco più di una trentina – solo una minoranza è accompagnata da carte. Nel 1396, il maestro greco Manuele Crisolora, assunto come docente dal Comune di Firenze, fece giungere in Italia, da Costantinopoli, dove fu scoperta, la ‘Geografia’ di Tolomeo. Quando il padre Jos Fischer (18), rese nota l’importante scoperta che, accanto ai codici greci già da lungo tempo conosciuti che contengono 27 carte, esiste un’altra classe di codici contenenti 64 carte. I documenti tolemaici cominciano con le carte d’Italia annesse ai codici greci della ‘Geographia’ di Tolomeo, già in circolazione molto prima che fosse eseguita la traduzione latina del testo da parte di Jacopo d’Agnolo della Scarperia, allievo del Crisolora, che la tradusse dal greco in latino tra il 1406 e il 1409 nella Curia romana e, con il nome di ‘Cosmographia’, la dedicò al Papa Alessandro V. Le carte manoscritte, contenute nei Codici latini redatti prima della pubblicazione a stampa della ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo, derivano da quelle redatte dal geografo greco e alessandrino e, malgrado queste carte siano annesse ai codici greci e latini conservati sino ai nostri giorni, esse non sono opera sua. Solo dopo la sua traduzione dal greco in latino, il testo della ‘Geographia’ o γεωγραφία di Claudio Tolome (scoperta a Costantinopoli, l’odierna Istambul in Turchia), la sua versione latina, venne data alle stampe a caratteri mobili, con il nome di ‘Cosmographia’. Malgrado nessuna delle carte manoscritte annesse ai codici greci e latini conservati sino ai nostri giorni sia opera dello stesso Tolomeo, è lecito comunque ritenere che siano state redatte (dal XI al XV secolo) sulla scorta di dati e di notizie tramandate dal geografo alessandrino: la qualifica di carte tolemaiche è perciò, corretta e pienamente accettabile. Nei codici della prima classe (classe A), le carte si trovano alla fine del testo, o intercalate al libro VIII, in quelli della seconda (classe B), sono inserite nei capitoli corrispondenti. Dei manoscritti greci, il Cuntz (6), ne indica sette fondamentali, dei quali tre soli contengono carte, e cioè il Vat. Urb. gr. 82, ed il Ven. Marc. gr. 516, che appartengono alla classe A, ed il Laurenziano XXVIII, 49 della classe B (Fig. 8-9). Recentemente Borri (3), ci illumina su diversi aspetti della cartografia antica e, scrive in proposito: “Con qualche semplificazione si ritiene che, in relazione alla regione italiana, sia opportuno prendere in considerazione un ristretto gruppo di carte manoscritte greche (corrispondenti a quelle del Capello C., inserite nel Gruppo 1, Redazione A), e più precisamente quelle annesse ai codici (codex): Urbinate Greco 82 (Urb. 82), realizzato tra il 1000 ed il 1100; Laurenziano 626 (Laurent. 626), dell’inizio del secolo XV; Marciano 388 (Marc. 388); Vindobonensis Hist. (Vind. Hist) (Figg. 2-3-4), realizzato nel 1454 circa. Per queste carte interessantissime essendo le più antiche conosciute, rimandiamo allo studio ivi pubblicato: “Sapri, nelle prime carte greche-tolemaiche conosciute.”. Riguardo le altre carte geografiche conosciute e fino a noi giunte, il Borri, dice in proposito: “Un’attenta osservazione dei contorni, disegno orografico, ecc.., ci consente di affermare che che dai predetti codici greci (ed in particolare dal Vind. Hist) derivano le carte annesse ai codici latini che, come si vedrà, saranno la fonte delle prime carte a stampa della penisola italiana.” (3).
Le carte annesse ai Codici e Atlanti a stampa della ‘Cosmographia’ di Tolomeo del XV sec.
Come è noto, l’unica cartografia pervenutaci dal mondo antico è quella cosiddetta tole- maica, ovvero delle carte geografiche medioevali, copie manoscritte delle originarie car- te di origine greca contenute nella ‘Geographia’ di Claudio Tolomeo. Oltre a questi antichi Codici miniati, le cui carte manoscritte ivi contenute, sono di estremo interesse per gli studiosi di toponomastica medievale e di cui ci siamo occupati quì in altri studi, vi sono pure tutti i Codici miniati che seguiranno alla pubblicazione a stampa di Jacopo d’Agnolo della Scarperia, che, tra il 1406 e il 1409, tradusse nella curia romana dal greco in latino, l’opera di Claudio Tolomeo, γεωγραφία (Gheografikè ufeghesis), giunta in Italia da Cos- tantinopoli nel 1396, dove fu scoperta, grazie al maestro greco Manuele Crisolora, assun- to come docente dal Comune di Firenze, e dandogli il nuovo nome di ‘Cosmographia’. Quando il padre Jos Fischer rese nota l’importante scoperta che, accanto ai codici greci già da lungo tempo conosciuti che contengono 27 carte, esiste un’altra classe di codici contenenti 64 carte. Nei codici della prima classe (classe A), le carte si trovano alla fine del testo, o intercalate al libro VIII, in quelli della seconda (classe B), sono inserite nei capitoli corrispondenti. Dei manoscritti greci, il Cuntz (3), ne indica sette fondamentali, dei quali tre soli contengono carte, e cioè il Vat. Urb. gr. 82, ed il Ven. Marc. gr. 516, che appartengono alla classe A, ed il Laurenziano XXVIII, 49 della classe B. Dei Codici latini pervenutici in seguito alla traduzione dell’opera tolemaica fatta da Jacopo d’Agnolo della Scarperia, vi è il Vindobonensis Hist. (Vind. Hist), realizzato nel 1454 circa (Figg. 2-3-4). Recentemente Borri (2), ci illumina su diversi aspetti della cartografia antica e, scrive in proposito: “Un’attenta osservazione dei contorni, disegno orografico, ecc…., ci consente di affermare che che dai predetti codici greci (ed in particolare dal Vind. Hist) derivano le carte annesse ai codici latini che, come si vedrà, saranno la fonte delle prime carte a stampa della penisola italiana.” (2). La riscoperta di Tolomeo venne accolta con entusiasmo nell’Italia del primo Umanesimo: prima del 1410 era pronta la traduzione latina a cura di Jacopo d’Agnolo da Scarperia ma solo nel 1409 veniva messa in circolazione con la dedica ad Alessandro V. Era dapprima senza carte; queste vennero eseguite da umanisti fiorentini, Francesco di Lapacino e Domenico di Lionardo Buoninsegni, seguendo pedissequamente modelli greci. Se dobbiamo dare importanza per la loro antichità alle tipiche tavole vecchie, che derivate dalle edizioni latine, appaiono poi ancora riportate dalle prime edizioni a stampa, ben maggiore significato presentano le cosiddette tavole nuove nei loro diversi rifacimenti. Ecco cosa scrive in proposito Vincenzo Boni in una scheda dedicata ad una Cosmographia di Tolomeo, posseduta dalla Biblioteca Nazionale di Napoli (16): “Tolomeo, fervente assertore dei principi matematico-trigonometrici per la costruzione delle carte geografiche, aveva, purtroppo, per l’ovvia penuria propria dei suoi tempi, poche conoscenze astronomiche e, pertanto, la sua geografia ‘ecumenica’ trasferì nel medioevo, ma soprattutto nel rinascimento, errori di calcolo gravissimi, che determinarono conclusioni spesso fuorvianti all’epoca delle grandi scoperte geografiche. Dall’inizio del ‘400 e fino a quasi tutto il ‘500, per effetto della riscoperta dei testi classici e per la venerazione della cultura greco-latina, la geografia tolemaica era legge in virtù della grande autorevolezza dell’autore. Esemplari di codici tolemaici si custodivano gelosamente nelle più ricche biblioteche d’Italia e d’Europa, da quella degli Este a Ferrara, a quella dei Montefeltro ad Urbino, da quella romana della Curia a quella dei Medici a Firenze, da quella napoletana di Alfonso e Ferrante d’Aragona a quella di Mattia Corvino d’Ungheria e Luigi XII di Francia. Colombo stesso, pur estimatore – e probabilmente disegnatore – di carte nautiche, che, ben più precise, ma purtroppo non considerate scientifiche, pullulavano da almeno quattrocento anni in Europa, per la rappresentazione delle coste del Mediterrano, del continente europeo e dell’Africa settentrionale, dovendo affrontare un viaggio intorno al mondo, tenne in gran conto il geografo alessandrino, fidandosi della misura tolemaica della circonferenza terrestre, che non induceva a pensare ad un nuovo continente tra l’Europa e il Catai (Cina) e il mitico Zipangu (Giappone) estreme terre dell’Asia, di cui si avevano notizie.“.
LE CARTE GEOGRAFICHE DELL’ITALIA CONTENUTE NEI CODICI MINIATI GRECO-LATINI PIU’ ANTICHI CONOSCIUTI
Le tavole dell’Italia annesse ai codici latini realizzati nel XV secolo e derivati dai quattro precitati codici greci vengono tradizionalmente suddivise in cinque gruppi, originanti da altrettan to scuole di cartografia, e precisamente:
La carta dell’Italia annessa al Codice greco “Vindobonensis Historia” o VIND-HIST (Fig. 2-3-4) (10).

(Fig. 2) Tabula VI del Codice VIND-HIST (10).
La carta d’Italia annessa al Codice greco “Vindobonensis Historia” o VIND-HIST o Codex Vindobonensis, della Geografia di Claudio Tolomeo, la cui copia tradotta in latino è stato realizzata nel 1454 circa e, conservato presso la Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna, in Austria (Fig. 2)(9), contiene questa carta d’Italia manoscritta in greco (Figg. 1- 2). La carta d’Italia annessa e contenuta in questo antichissimo codice greco di deriva- zione tolemaica è probabilmente più antica. La carta del codice VIND-HIST è molto simile al codice Urb. gr. 82 ed è probabile che anche questa carta, come il suo codice, risalgano ad un periodo che va dal XII al XIII secolo.

(Fig. 3) L’Italia nel Codice greco Vidobonensis Historia (Vind-Hist) (10).

(Fig. 4) La carta dell’Italia nel Codice greco Vidobonensis Historia (Vind-Hist), particolare delle nostre coste (10).
Le carte d’Italia annesse ai Codici miniati e latini derivati dai Codici greci della Geografia di Tolomeo
Il Borri (4) afferma che: “Un’attenta osservazione dei contorni, disegno orografico, ecc.., ci consente di affermare che dai predetti codici greci (ed in particolare dal Vind. Hist), derivano le carte annesse ai codici latini che, come si vedrà, saranno la fonte delle prime carte a stampa della penisola italiana. Infatti, dalla carta manoscritta annessa al codice greco della ‘Geografia’ di Tolomeo, detto ‘Vindobonensis Hist.’ (Vind. Hist) (Figg. 2-3-4), ed altre simili, derivano le tavole manoscritte annesse ai codici latini che, come si vedrà, “saranno la fonte delle prime carte a stampa della penisola italiana.” (3). I codici greci hanno ispirato le prime carte a stampa, come ad esempio la carta manoscritta annessa al codice latino detto LAURENTIANO XXX.1 (Figg. 10-11), conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Sono entrambe di derivazione tolemaica ed entrambe sono molto interessanti. Il più antico Codice latino con carte manoscritte finora conosciuto, il Vat. Lat. 5698 (Figg. 5-6-7) (11), appare nel corredo cartografico col tipo dell’Urbina- te greco 82 (stà nell’altro studio ivi). Nella prima, i toponimi dei luoghi sono segnati in rosso ed in nero. Sarebbe interessante approfondire lo studio dei toponimi ivi riportati.
La carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto (Cod. Vat. Lat. n. 5698) (11).
Come ha detto il Borri (3), sia il Codice latino LAURENTIANO XXX.1, conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze e questo Codice latino manoscritto (Codice Vaticano Latino 5698), della prima metà del secolo XV, sono entrambe di derivazione to- lemaica ed entrambe sono molto interessanti per i numerosi toponimi ivi citati. E’ proba- bile che, come afferma il Borri (3), anche questo Codice latino da “Un’ attenta osservazione dei contorni, disegno orografico, ecc.., ci consente di affermare che dai predetti codici greci (ed in particolare dal Vind. Hist) derivano le carte annesse ai codici latini…” (3)(Figg. 5-6-7), la carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto Cod. Vat. Lat. 5698, è il più antico codice latino conosciuto della Geographia di Claudio Tolomeo (prima metà del secolo XV). Nell’originale, la carta dell’Italia misura cm. 69 x 44,5. Il più antico Codice latino con carte manoscritte finora conosciuto, è il Vat. Lat. 5698 che, appare nel corredo cartografico col tipo dell’Urbinate greco 82. Dice l’Almagià (4) in proposito: “2- Carte dell’Italia della Sardegna e della Sicilia nel Cod. Vat. Lat. 5698, il più antico codice latino conosciuto della Geografia di Tolomeo conosciuto.”. La carta manoscritta che rappresenta l’Italia (Fig. 5), andrebbe ulteriormente indagata nei diversi toponimi ivi citati.

(Fig. 5) Carta d’Italia annessa al Codice Vaticano latino 5698, manoscritto, il più antico Codice latino conosciuto. Questa immagine è tratta dal Mazzetti (8).

(Fig. 6) Carta d’Italia annessa al Codice Vaticano latino 5698, manoscritto, il più antico Codice latino conosciuto. Immagine, tratta dal Mazzetti (8), Tav. I.

(Fig. 7) Carta d’Italia annessa al Codice Vaticano latino 5698, manoscritto, il più antico Codice latino conosciuto. Immagine, tratta dal Mazzetti (8).

(Fig. 8) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto Cod. Vat. Lat. 5698, il più antico Codice latino conosciuto. Immagine, tratta dall’Almagià (4).

(Fig. 9) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto Cod. Vat. Lat. 5698, il più antico Codice latino conosciuto. Immagine, tratta dall’Almagià (4).
La carta d’Italia annessa al Codice Laurenziano – Codice Vat. Latino XXVIII, 49 (12).
Nei codici di derivazione tolemaica, manoscritti e tradotti in latino, vi è il Codice Lauren- ziano (Codice Vat. Latino XVIII, 49), conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze. Questo Codice latino, contenente la ‘Geografia’ di Tolomeo, contiene una carta d’Italia (Figg. 10-11), di cui pubblichiamo un particolare delle coste meridionali ed un ingrandi- mento particolare delle nostre coste, manoscritta, che riporta i toponimi dei luoghi in greco. Questa carta fù pubblicata da Almagià R. (4): “Carta d’Italia nel codice XXVIII, 49 della Biblioteca Laurenziana di Firenze contenente la Geografia di Tolomeo nella redazione B con 64 carte (secolo XIV). L’originale misura cm. 53 x 34″ (10), i cui toponimi andrebbero ulteriormente indagati. Il Cuntz (6) ha dimostrato la stretta parantela fra questo codice Laurenziano e l’Urbinate greco 82, anche per le carte. Ed io aggiungerei soprattutto per le carte. Il Cuntz ritiene che le carte del codice Laurenziano siano state eseguite nel XIV (o XIII) secolo, usufruendo degli stessi materiali che hanno servito per il testo, ma facendo qualche aggiunta di origine straboniana (12). Le carte geografiche annesse a questo antichissimo codice greco, sono delineate da un autore che ci è ignoto e sebbene ricalcassero e citassero nomi o toponimi di luoghi che interessano anche la nostra zona, andrebbero perciò ulteriormente indagate.

(Fig. 10) Carta d’Italia annessa al Codice Laurenziano – Codice Vat. Latino XXVIII, 49 (XIV secolo) (12).

(Fig. 11) Carta d’Italia annessa al Codice Laurenziano – Codice Vat. Latino XXVIII, 49 (XIV secolo) (12).

(Fig. 11) Carta d’Italia annessa al Codice Laurenziano – Codice Vat. Latino XXVIII, 49 (XIV secolo) (12) – particolare delle nostre coste.
La carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto LAURENT. XXX.1, conservato nella Biblioteca Laurenziana-Medicea di Firenze (12).

(Fig. 12) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto LAURENT. XXX.1, conservato nella Biblioteca Laurenziana-Medicea di Firenze (13).

(Fig. 13) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto LAURENT. XXX.1, conservato nella Biblioteca Laurenziana-Medicea di Firenze (13).
La carta d’Italia, annessa al Codice latino manoscritto Ebner (14).

(Fig. 14) Particolare della Carta d’Italia, annessa al Codice latino manoscritto Ebner (14).
La carta d’Italia, annessa al Codice latino Laurenziano XXX.4 (BLF) (15).

(Fig. 15) La carta d’Italia, annessa al Codice latino Laurenziano XXX.4 (BLF) (15).
La carta d’Italia, annessa ad un Codice latino Braid. XV.26 (15).

(Fig. 16) Carta d’Italia manoscritta annessa al Codice latino Braid. XV.26 (15).
La carta d’Italia, annessa ad un Codice manoscritto della Cosmographia di Claudio Tolomeo alla Biblioteca Nazionale di Napoli (17).
L’immagine di Fig. 17 e la Fig. 18 (particolare del Mezzogiorno d’Italia), illustra la carta VII, Europe tabula sexta Sexta Europe Tabula Italiam continet et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis (cc. 83v – 84r), che si può vedere (insieme alle altre) sulla pagina internet: http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/105/le-tavole. Si tratta della immagine 8 di 28, contenuta in un Codice manoscritto della ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo, posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Da una scheda sull’opera, sul sito della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, Vincenzo Boni, scriveva in proposito che: “Il codice napoletano appartiene al fondo Farnese, risalente a papa Paolo III, già cardinale Alessandro Farnese (1468-1549), portato a Napoli, nel 1736, da Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, dopo la conquista del Regno di Napoli nel 1734.” (17). Da un’attenta analisi, questa Carta manoscritta, risulta quasi identica a quella annessa all’Atlante di Borso d’Este – La Cosmographia di Claudio Tolomeo, altro Codice miniato e manoscritto, conservato alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Ad onor di causa dobbiamo precisare al riguardo che il Codice Napoletano, risulta essere ancora più antico del Codice Modenese.

(Fig. 17) VII – Europe tabula sexta Sexta Europe Tabula Italiam continet et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis (cc. 83v – 84r), l’Italia tratta dalla Tav. VII della ‘Cosmographia’ di Tolomeo, contenuta in un Codice napoletano posseduto dalla BNN (17).

(Fig. 18) Particolare dell’Italia tratta dalla VII tavola (Fig. 17), della ‘Cosmographia’ di Tolomeo, contenuta in un Codice napoletano posseduto dalla BNN (17).
Note bibliografiche:
(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., La Lucania del Barone Antonini, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb.,1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ” Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sa- pri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Re-golatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.
(2) I.G. De Agostini, Mostra tenutasi a Milano: Segni e sogni della terra – il disegno del mondo dal mito di Atlante alla geografia delle reti, ed. de Agostini, 2001, p. 56.
(3) Borri A., L’Italia nell’antica cartografia, 1477-1799, ed. Priuli e Verlucca, Torino, 1999
(4) Almagià R., Monumenta Italia Cartographica, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore, Tav. I.
(5) Capello F.C., Descrizione degli itinerari alpini di Jaque Signot, Codici e stampe dei se- coli XV e XVI, Rivista Geografica italiana, vol. LVII, 1950.
(6) Cuntz O., Die Geographic des Ptolemaus, Berlino, Weidmann, 1923, pp. 18-20.
(7) Brotton J., Le Grandi mappe, ed. Gribaudo, II edizione, 2016, stampato a Hong Kong, p. 24.
(8) Mazzetti E, Cartografia generale del Mezzogiorno e della Sicilia, a cura di E. Mazzetti, scritti di Roberto Almagià, Ernesto Pontieri, Rosario La Duca, ed. Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1972.
(9) (Fig. 1) Planisfero di Tolomeo ricostituito dalla Geographia tolemaica (circa 150 d.C.) nel XV secolo, che mostra la “Sinae” (Cina) all’estrema destra, oltre l’isola di “Taprobane” (Sri Lanka, più grande del normale) e l’“Aurea Chersonesus” (penisola del Sud-Est asiati- co). Questa carta è stata pubblicata da Brotton J. (7).
(10) (Figg. 2-3-4) L’immagine che pubblichiamo riguarda la carta manoscritta annessa al Codice greco “Vindobonensis Historia” o VINDHIST, (Codex Vindobonensis), realizzato nel 1454 circa e, conservato presso la Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna, in Austria (Fig. 2). L’Italia nel Codice greco o Codex Vidobonensis (Vind-Hist) e, particolare. Questa carta è stata pubblicata da Borri A., op. cit. (3), CM1, p. 11.
(11) (Figg. 5-6-7-8-9) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto Cod. Vat. Lat. 5698, il più antico Codice latino conosciuto. Questa carta è stata pubblicata anche da Mazzetti E., op. cit. (8), Tomo II, Tavola I. La carta d’Italia di Figg. 6-7 è stata pubblicata da Almagià, op. cit. (4), Tav. I bis, 2). Le immagini di Figg. 8-9, sono tratte dal testo di Almagià, op. cit. (4), Tav. I.
(12) (Figg. 10-11) Carta d’Italia annessa al Codice Laurenziano (Codice Vat. Latino XVIII, 49) (XIV secolo), della Biblioteca Laurenziana di Firenze, contenente la ‘Geografia’ di Tolomeo, pubblicata da Almagià R., op. cit. (5), Tavola II e nel Capitolo Primo: La cartografia dell’Italia anteriormente al secolo XV, p. 1-2-3. L’Almagià dice in proposito: “Carta d’Italia nel codice XXVIII, 49 della Biblioteca Laurenziana di Firenze contenente la Geografia di Tolomeo nella redazione B con 64 carte (secolo XIV). L’originale misura cm. 53 x 34.”.
(13) (Figg. 12-13) Carta d’Italia annessa al Codice latino manoscritto LAURENT. XXX.1, conservato nella Biblioteca Laurenziana-Medicea di Firenze. Questa carta è stata pub- blicata da Borri A., op. cit. (3), CM2, p. 12.
(14) (Fig. 14) Carta d’Italia, particolare, annessa al Codice latino manoscritto Ebner. Que- sta carta è stata pubblicata da Borri A., op. cit. (4), CM3, p. 12.
(15) (Fig. 15) Stralcio della carta d’Italia, annessa al Codice latino Laurenziano XXX.4. Questa carta d’Italia è tratta da un Codice miniato della Cosmographia di Claudio Tolo- meo, il Codice vaticano latino Laurenziano XXX.4, conservato presso la Biblioteca Nazio- nale di Francia a Parigi. Forse di autore anonimo è uno dei primi Codici miniati con la traduzione in latino dell’opera cartografica ‘Geographia‘ di Claudio Tolomeo, dei primi del XIV secolo. Questa carta è quasi simile a quella contenuta nell’Atlante di Borso d’Este curato da Nicolà Germanico (o il Tedesco).
(16) (Fig. 16) Carta d’Italia manoscritta annessa al Codice latino Braid. XV.26, venne utiliz- zata insieme alla carta annessa al Codice Urb. Lat. 273, dall’Ignoto Berlingheriano quale modello per realizzare a Firenze la tavola di derivazione tolemaica a stampa del 1482, Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (autore anonimo) annessa alla Geografia di Tolo- meo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482 (12), stà quì in Sapri, nelle pri- me carte a stampa; nota (12) (Fig. 6); questa carta (Fig. 12) è pubblicata in Borri A. (4), C. M.5, p. 13.
(17) (Fig. 17-18) Si tratta dell’immagine 8 di 28, VII, Europe tabula sexta Sexta Europe Tabula Italiam continet et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis (cc. 83v – 84r), contenuta in un’esemplare di un Codice manoscritto della ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo, posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli, abbiamo tratto l’immagine di un particolare della Carta dell’Italia della Tav. VII, che ha la seguente collocazione: “Claudio Tolomeo, Cosmographia, Ms. membr., lat., sec. XV (1460-66), cc. I-II,124,III-IV, Biblioteca Nazionale di Napoli, ms. V. F. 32″, che si può vedere sulla pagina internet: http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/105/le-tavole. Da una scheda sull’opera manoscritta, sul sito della BNN, di Vincenzo Boni, traiamo le seguenti informazioni: “Il codice napoletano appartiene al fondo Farnese, risalente a papa Paolo III, già cardinale Alessandro Farnese (1468-1549), portato a Napoli, nel 1736, da Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, dopo la conquista del Regno di Napoli nel 1734.”.
(18) Fischer Theobald, Sammlung mittela Iterlice Welt-und-See-Karten italienischen ursprungs ecc…(raccolta di mappamondi e carte marittime del medio evo d’origine italiana e da Biblioteche e d’Archivi italiani), Venezia, ed. Ongania, 1886.
