
(Fig. 1) “Tabula del Mediterraneo” di Giovanni di Mauro da Carignano del 1333.
Per la ricostruzione storica delle nostre terre e dei nostri luoghi nel periodo medievale, dai primordi fino al XVI secolo in poi, la documentazione sulle fonti storiche, sono molto scarse. Delle poche fonti e documentazione a noi pervenutaci, la cartografia medievale, e con essa le carte nautiche e portolani antichi, rappresentano delle valide testimonianze per la toponomastica dell’epoca. Attraverso la toponomastica medievale, che figura sulle carte antiche, possiamo suffragare alcune ipotesi sull’esistenza o meno di alcuni centri antichi. Come è noto, la cartografia (le carte geografiche), manoscritte dell’antichità, pos- sono fornire un valido contributo alla storiografia ed alla toponomastica dei luoghi in quanto, attraverso una serie di informazioni in essa contenute si può risalire all’epoca, alle origini di un luogo nell’antichità e quindi alla sua presenza, come ad esempio il to- ponimo di un luogo nell’antichità o la sua approssimativa ubicazione. L’antica cartogra- fia manoscritta rimane una valida testimonianza del passato dei luoghi e della geografia più in generale. E’ attraverso alcune antiche carte geografiche e/o portolani o carte nau- tiche medievali, in cui figura l’originanario toponimo di Sapri, che possiamo affermare con sufficiente certezza che questo centro, sia pur scalo marittimo di minore importanza (non figura mai in rosso), sia stato conosciuto nell’antichità. La scoperta del toponimo ‘Sapri’, in alcune carte medievali manoscritte, testimonia e prova l’esistenza documenta- ta di un approdo o un porto conosciuto dal nome di ‘Sapri’ nel XIV sec. Il toponimo di Sapri si ritrova, talvolta modificato in ‘Sapra’ o ‘Safri’ tra i centri costieri annoverati in molte carte nautiche e portolani del XIII e XIV secolo. Sapri, figura e viene annoverato tra i porti o approdi conosciuti sulla costa del Mare Tirreno dell’Italia. L’Almagià, in uno dei suoi studi del 1929 (2), pubblicava un’interessante prospetto sulla toponomastica medie- vale dell’Italia, attraverso alcune delle prime carte nautiche conosciute e, faceva notare come il toponimo di Sapri, insieme a Policastro, Palinuro e Maratea, figura tra le località costiere in alcune carte geografiche e nautiche medievali. E’ grazie anche agli studi dell’insigne esperto di cartografia e toponomastica medievale Roberto Almagià che, oggi possiamo affermare che il luogo o il porto di Sapri, fosse conosciuto nel XIII secolo.

(Fig. 2) Carta nautica di Giovanni di Mauro da Carignano – particolare delle nostre coste.
Sapri nella carta nautica o portolano di Giovanni di Mauro da Carignano del 1333
Altro reperto cartografico dei primi del XIV secolo è la Carta nautica del “Mar Mediterraneo, del mar Nero e del mar Baltico fino al golfo di Finlandia”, datata 1333, del genovese Giovanni di Mauro da Carignano (Fig. 1)(2). Purtroppo questa bellissima carta corografica firmata da Giovanni di Mauro da Carignano, risalente forse ai primi anni del 1300, si conservava nell’Archivio di Stato di Firenze fino al 1929 quando la pubblicava Almagià (2) e Mori (2), è andata persa in occasione dell’ultimo conflitto mondiale. Giovanni da Carignano era Padre superiore (Rettore) della chiesa del Monastero di S. Marco a Genova, dal 1306 al 1314. Morì nel 1344 e la sua carta reca l’iscrizione attestante la sua paternità della carta (Fig. 1). Contemporaneo di un altro famoso cartografo genovese, Pietro Vesconte (il quale era in contatto con il veneziano Marino Senudo): entrambi firmavano le proprie mappe, modificando la tradizione all’anonimato diffusa fino ad allora. La firma di Giovanni si trova in corrispondenza del mar Baltico: «Presbiter Joannes Rector sancti Marci de portu Janue me fecit» (il prete Giovanni, rettore di san Marco al molo in Genova, mi realizzò). L’opera cartografica grazie alla quale si deve la sua fama è una carta nautica (carta – portolano) che supera i tradizionali confini delle mappe analoghe proponendosi come descrizione di tutta l’ecumene conosciuta, compreso Baltico, Asia ed Africa (Fig. 1). L’importante documento non è più consultabile, essendo stato distrutto nel 1943 durante un bombardamento a Napoli dove era esposto: precedentemente era stato conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. Sono disponibili alcune riproduzioni fotografiche, purtroppo datate e di qualità insoddisfacente. Almagià (2), a proposito della carta di Giovanni di Mauro: “3- I più antichi documenti della cartografia corografica d’Italia – Già la nota carta di Giovanni da Carignano ricorda al sua precedente – che è certo dei primissimi decenni, forse dei primi anni del secolo XIV, e rappresenta oltre al bacino del Mediterraneo; essa non è peraltro già più una carta nautica pura e semplice, perchè, come vedremo in seguito, dà già anche per l’Italia, alcune indicazioni sulle parte interne; ecc…..Il disegno delle coste italiane è già di gran lunga migliore della Carta Pisana e si avvicina molto al tipo che diverrà poi il più comune. La carta, che si conserva nell’Archivio di Stato di Firenze, è stata più volte riprodotta.” (Fig. 1).

(Fig. 1) “Tabula del Mediterraneo” di Giovanni di Mauro da Carignano del 1333.
Note bibliografiche:
(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; si veda pure: Attanasio F., “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998, a p. 15.
(2) (Fig. 1) Frate Giovanni di Mauro da Carignano, Carta nautica del “mar Mediterraneo, del mar Nero e del mar Baltico fino al golfo di Finlandia”. Questa carta si conserva all’Archivio di Stato di Firenze ed è stata più volte riprodotta – Collezione Ongania, Venezia, 1882, fascio III; la carta di Frate Giovanni da Carignano è stata riprodotta (poco bene per verità) nel ‘Periplus’ del Nordenskjold, Stoccolma, 1897 (tav. V). Si veda pure: Mori A., Osservazioni sulla cartografia romana, stà in Atti del III congresso nazionale di studi romani, p. 572-573. Si veda pure: UZIELLI Gustavo e AMAT DI SAN FILIPPO Pietro, Studi biografici e bibliografici sulla storia della geografia in Italia, vol. II: Mappamondi, carte nautiche, portolani ed altri monumenti cartografici specialmente italiani dei secoli XIII-XVII, Roma, Società Geografica Italiana, 1888, pp. 49–50 (scheda 9). Oggi la carta nautica del “mar Mediterraneo, del mar Nero e del mar Baltico fino al golfo di Finlandia”, è consultabile sul sito dell’Archivio di Stato di Firenze: http://www.archiviodistato.firenze.it/archividigitali/riproduzione/?id=148178. Almagià, op. cit. (3), ne parla a p. 3. Riguardo questa carta nei miei studi (1) così scrivevo: “Interessante è la carta di Giovanni da Carignano, che è dei prossimi decenni del XIV secolo (1300 ?) (90). (90) Questa carta si conserva all’Archivio di Stato di Firenze ed è stata più volte riprodotta. Collezione Ongania, Venezia, 1882, fascio III.
(3) Almagià R., Toponomastica dell’Italia in alcune carte nautiche medioevali, stà in “Mo- numenta Italia Cartographica”, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore, p. 3.

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