Nel 1300, Sapri in una carta contenuta nella ‘Cronaca’ di Fra’ Paolino Minorita

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(Fig. 1) Carta corografica dell’Italia, annessa ad una Cronaca di Fra Paolino Minorita, del XIV sec.: Codice Vaticano Latino 1960 (7).

Sapri, nella carta dell’Italia della Cronaca Fra Paolino Minorita

Per la ricostruzione storica delle nostre terre e dei nostri luoghi nel periodo medievale, dai primordi fino al XVI secolo in poi, la documentazione sulle fonti storiche sono molto scarse. Delle poche fonti e documentazione a noi pervenutaci, la cartografia medievale, e con essa le carte nautiche e portolani antichi, rappresentano delle valide testimonianze per la toponomastica dell’epoca. Attraverso la toponomastica medievale, che figura sulle carte antiche, possiamo suffragare alcune ipotesi sull’esistenza o meno di alcuni centri antichi. Come è noto, la cartografia (le carte geografiche), manoscritte dell’antichità, pos- sono fornire un valido contributo alla storiografia ed alla toponomastica dei luoghi in quanto, attraverso una serie di informazioni in essa contenute si può risalire all’epoca, alle origini di un luogo nell’antichità e quindi alla sua presenza, come ad esempio il to- ponimo di un luogo nell’antichità o la sua approssimativa ubicazione. L’antica cartogra- fia manoscritta rimane una valida testimonianza del passato dei luoghi e della geografia più in generale. E’ attraverso alcune antiche carte geografiche e/o portolani o carte nau- tiche medievali, in cui figura l’originanario toponimo di Sapri, che possiamo affermare con sufficiente certezza che questo centro, sia pur scalo marittimo di minore importanza (non figura mai in rosso), sia stato conosciuto nell’antichità. La scoperta del toponimo ‘Sapri’, in alcune carte medievali manoscritte, testimonia e prova l’esistenza documenta- ta di un approdo o un porto conosciuto dal nome di ‘Sapri’ nel XVI sec. Il toponimo di Sapri si ritrova, talvolta modificato in ‘Sapra’ o ‘Safri’ tra i centri costieri annoverati in molte carte nautiche e portolani del XIII e XIV secolo. Sapri, figura e viene annoverato tra i porti o approdi conosciuti sulla costa del Mare Tirreno dell’Italia. L’Almagià, in uno dei suoi studi del 1929 (2), pubblicava un’interessante prospetto sulla toponomastica medie- vale dell’Italia, attraverso alcune delle prime carte nautiche conosciute e, faceva notare come il toponimo di Sapri, insieme a Policastro (Policasta), Palinuro (Palanudo), Isola di Dino e Maratea (Maratea), figura tra le località costiere in alcune carte geografiche e nautiche medievali (3). E’ grazie anche agli studi dell’insigne esperto di cartografia e toponomastica medievale Roberto Almagià che, oggi possiamo affermare che il luogo o il porto di Sapri, fosse conosciuto nel XIII secolo. Nell’interessante prospetto dell’Almagià (3), ritroviamo l’antico toponimo di Sapri in ben altre tre carte nautiche medioevali. Secondo il prospetto dell’Almagià, l’antico toponimo di Sapri figura nella carta di ‘Fra Paolino’, in cui figura il toponimo di ‘Sapri’, successiva per datazione alle precedenti.

la carta di Fra Paolino

(Fig. 1) Carta dell’Italia annessa ad un Codice della Cronaca di Fra Paolino Minorita (secolo XIV), Codice Vaticano Latino 1960, pubblicata da Almagià (4-7).

L’Almagià, in un suo studio sulla toponomastica medievale (2), pubblica un interessante prospetto (Fig. 2)(3), dove elenca i toponimi che figurano in alcune antiche carte geografiche manoscritte ed in particolare i toponimi che figurano su questa carta lungo la costa tirrenica dell’Italia meridionale, all’altezza del Cilento e, del Golfo di Policastro, nell’elenco per questa carta l’Almagià dice che figurano i seguenti toponimi: Agpoli, cela, capo licosa, pisota, Palanudro, Policastro, Sapri, Maratea, dine, S. Nicolo, Scalea.  A proposito di questa carta, dice l’Almagià: Ma ancor prima della metà del secolo XIV un altro tentativo di combinazione di elementi desunti da carte nautiche con elementi desunti da altra provenienza veniva fatto con particolare riguardo all’Italia; se ne ha traccia purtoppo incompleta – in alcune carte annesse ad un codice della Cronaca di Fra Paolino Minorita, il famoso Codice Vaticano Latino 1960″ (2). Non abbiamo potuto esaminare de visu la carta in questione ma dal particolare tratto dal file digitale del Codice Vaticano Latino 1960 (Fig. 1), si legge chiaramente il toponimo di Sapri.

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(Fig. 3) Carta dell’Italia annessa ad una Cronaca del sec. XIV, di Fra Paolino Minorita (4-7).

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(Fig. 2) Prospetto dell’Almagià (3).

Frate Paolino Minorita, Vescovo di Pozzuoli

Più precisamente nella carta dell’’Italia’ (Figg. 1-2-3), annessa ad una ‘Cronaca’ scritta (ancor prima della metà del secolo XIV) da Frate Paolino Minorita, diventato Vescovo di Pozzuoli, nel 1324 e morto nel 1344. La Cronaca di Fra’ Paolino è il famoso  Codice Vaticano Latino 1960, cge si conserva alla Biblioteca Apostolica Vaticana (4). Frate Paolino Minorita Paolino nacque a Venezia nella seconda metà del sec. XIII. Entrò nell’ordine dei minori, fu a servizio della repubblica veneta. Egli fu infatti dapprima inquisitore nella Marca trevigiana e in seguito ottenne la carica di ambasciatore della Repubblica veneta al servizio di Roberto d’Angiò e di Giovanni XXII e della corte avignonese. Il 22 giugno 1324 fu creato vescovo di Pozzuoli e divenne uno dei consiglieri di re Roberto di Napoli; morì nel 1344. L’opera sua più conosciuta è il De regimine rectoris, scritto in italiano (8); esso si divide in tre parti: la prima tratta del governo individuale, la seconda del governo familiare, la terza del governo politico; e nelle divisioni e nel contenuto si rivela l’influenza del ‘De regimine principum’ di Egidio Romano. Un codice della Marciana attribuisce a Paolino una ‘Historia ab origine mundi’, incompleta; e, secondo un altro di Leida, sarebbe suo anche un Liber de Terra sancta; senza dubbio falsa è l’attribuzione che gli si fa d’un Liber secretorum fidelium crucis, che invece è del Vesconte-Senudo; sembra invece più probabile che abbia scritto un libro di ‘Gesta’, autobiografia. La carta corografica dell’Italia in questione (Fig. 1), è tratta dal Codice Vaticano Latino 1960 ed è stata pubblicata in Almagià (4). A proposito di questo cartografo, Piero Bonavero (6) dice in proposito: “Lavvio di queste strade s’intreccia con quelle carte corografiche d’Italia che trovano il più antico esempio nelle tavole annesse a un Codice della Cronaca di Fra’ Paolino Minorita, cioè il famoso Codice Vaticano Latino 1960. Queste carte d’Italia che risalgono alla prima metà del secolo XIV, hanno un’importanza eccezionale nella storia della cartografia. La grande Carta d’Italia intitolata: Italiae provinciae modernus situs, dipinta a colori su pergamena che si conserva al British Museum di Londra e la carta sciolta, anch’essa pergamenacea, forse del 1449, che raffigura l’intera Italia con le isole maggiori che si conserva nella raccolta Cicogna del Museo Civico Correr di Venezia.”.  

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(Fig. 3) Mappamondo, annesso ad una Cronaca di Fra’ Paolino Minorita, Vescovo di Pozzuoli (7).

Note bibliografiche:

(1) Attanasio Francesco, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino Felice, in ‘La Lucania del Barone Antonini’, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, stà nella rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998 (Archivio Attanasio)

(2) Almagià Roberto, Toponomastica dell’Italia in alcune carte nautiche medioevali, stà in “Mo- numenta Italia Cartographica”, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore. Appendice I, p. 68, Tav. IV, 1.

(3) (Fig. 2) ibidem, Appendice I, I – Coste liguri e tirreniche della penisola, pp. 67, 68.

(4) (Figg. 1-2) Carta dell’Italia annessa ad un Codice della Cronaca di Fra Paolino Minorita (secolo XIV), Codice Vaticano Latino 1960 (7).

(5) il ricco notiziario di T. Accurti in Sbaraglia, Bibliotheca hist. bibl., III Supp. (1921), pp. 307-308, si veda anche il testo di Mori A., Le carte geografiche della cronaca di Fra Pao- lino Minorita: carte corografiche d’Italia coeve di Dante e di Petrarca.”, …………………………..

(6) Bonavero P., Riflessi italiani: l’identità di un paese attraverso la rappresentazione del suo territorio, ed. Touring, Milano, 2004, pp. 21-22.

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(7) Codice Vaticano Latino 1960, Paulini Minoritae de Venetiis opera historica Sec. XIV, vescovo di Pozzuoli, conservato alla Biblioteca Apostolica Vaticana, con la seguente segnatura: Vat.lat.1960, sul sito: https://digi.vatlib.it/view/MSS_Vat.lat.1960.

(8) Mussafia A.,  Altfranzösische Gedichte aus Venezianischen Handschriften, edizione di Vienna del 1848, in cui ci parla del ‘De regimine rectoris’, scritto in italiano da Frate Paolino Minorita.

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