Nel 1311, 1313, 1318 e del 1325, Sapri nelle carte di Pietro Vesconte

carta del 1311

(Fig. 2) Carta nautica o portolano “Mediterraneo orientale, del mar Nero e del mar d’Azov”, firmata da Pietro Vesconte e da- tata 1311, tratta da un’Atlante ‘Atlas’ di Pietro Vesconte. La carta è conservata ed appartiene all’Archivio di Stato di Firenze (A.S.F.), da cui è tratta l’immagine collegandosi al sito: http://www.archiviodistato.firenze.it/archividigitali/unita-archivistica/?id=34

Toponomastica e carte nautiche o portolani e cartografia medievale.

Per la ricostruzione storica delle nostre terre e dei nostri luoghi nel periodo medievale, dai primordi fino al XVI secolo in poi, la documentazione sulle fonti storiche sono molto scarse. In particolare, nel medioevo fino alla caduta del Regno di Napoli aragonese, sono scarsissime le fonti e le testimonianze andate perse nei vari conflitti succedutivi nei se- coli. Parte dei documenti angioini e poi aragonesi sono andati persi definitivamente con gli incendi degli archivi borbonici distrutti dai francesi napoleonici. Si sono salvati gli archivi e le biblioteche di siti come la Badia di Cava dei Tirreni o di Cividale ecc…..Delle poche fonti e documentazione a noi pervenutaci, la cartografia medievale, e con essa le carte nautiche e portolani antichi, rappresentano delle valide testimonianze per la topo- nomastica dell’epoca. Attraverso la toponomastica medievale, che figura sulle carte anti- che, possiamo suffragare alcune ipotesi sull’esistenza o meno di alcuni centri antichi. Co- me è noto, la cartografia ( le carte geografiche), manoscritte dell’antichità, possono for- nire un valido contributo alla storiografia ed alla toponomastica dei luoghi in quanto, at- traverso una serie di informazioni in essa contenute si può risalire all’epoca, alle origini di un luogo nell’anti- chità e quindi alla sua presenza, come ad esempio il toponimo di un luogo nell’antichità o la sua approssimativa ubicazione. L’antica cartografia manoscritta rimane una valida testimonianza del passato dei luoghi e della geografia più in generale. Le carte geografiche manoscritte nell’antichità sono quelle inserite in alcuni Codici ma- noscritti, quelli non stampati ma scritti a mano (manoscritti), i codex o codici miniati, che a volte contenevano allegati di notevole importanza come mappe o carte geografiche ma- noscritte. Si ritiene che la cartografia nautica abbia avuto inizio in Italia, probabilmente a causa della sua posizione centrale nel Mare Mediterraneo. Le Carte nautiche o portola- ni medioevali e manoscritte, erano carte geografiche delineate da cartografi dell’epoca per i naviganti. Le circa 180 carte nautiche sopravvissute nel periodo intercorso tra il 1200 e il 1400, in larga misura di produzione italiana, costituiscono una fondamentale fonte di conoscenza nel periodo alto  medievale per queste terre. Nel Medioevo furono rinomati compilatori di portolani i genovesi e i veneziani. La compilazione di portolani (nel senso di carte nautiche) si diffuse rapidamente ovunque. Nel Trecento i sovrani, spe- cie aragonesi, emanarono precise direttive per imporre l’uso dei portolani in ogni nave in viaggio nel Mediterraneo. Il portolano diventa così (proprio all’inizio del XIV secolo) uno strumento di lavoro, che deve essere redatto da professionisti. Portolano, grafici por- tolano sono le mappe di navigazione basate sulle direzioni della bussola e distanze sti- mati osservati dai piloti in mare. Essi sono stati realizzati nel XIII secolo in Italia, e più tardi in Spagna e Portogallo, noti per la loro precisione cartografica. E’ attraverso alcune antiche carte geografiche e/o portolani o carte nautiche medievali, in cui figura il topo- nimo di Sapri, che possiamo affermare con sufficiente certezza che questo centro, sia pur scalo marittimo di minore importanza (non figura mai in rosso), sia stato conosciuto nel- l’antichità. La scoperta del toponimo ‘Sapri’, in alcune carte medievali manoscritte, testi- monia e prova l’esistenza documentata di un approdo o un porto conosciuto dal nome di ‘Sapri’ nel XVI sec. Il toponimo di Sapri si ritrova, talvolta modificato in ‘Sapra’ o ‘Safri’ tra i centri costieri annoverati in molte carte nautiche e portolani del XIII e XIV secolo. Sapri, figura e viene annoverato tra i porti o approdi conosciuti sulla costa del Mare Tir- reno dell’Italia. L’assenza di un ‘Portum‘ o del feudo di Sapri, sui registri angioini, che censivano la popolazione (1,2,3,4,5) che, all’epoca delle operazioni militari della guerra del Vespro (1282-1302), aveva fatto calare sensibilmente il numero degli abitanti del pic- colo centro costiero di Sapri, non dimostra che non esistesse affatto. Infatti, la presenza genovese nella nostra zona, la presenza nella nostra zona di uomini della Repubblica marinara di Genova, giustifica la presenza dello scalo portuale di Sapri o ‘Portum’ sulle prime carte nautiche o portolani manoscritti giunte fino a noi e redatte proprio a quel-l’epoca, principalmente da cartografi genovesi, pagati dalla Repubblica marinara di Ge-nova che partecipava alle operazioni militari per la conquista del Regno di Napoli an-gioino. Riguardo le fonti per il XIII secolo, in altri scritti e studi abbiamo segnalato e non sappiamo a quale opera si riferisse il geografo Giulio Schmiedt, si riferisse, quando nel suo studio sugli ‘Antichi porti d’Italia’ (6), affermava che nella carta nautica detta ‘Porto-lano del Mediterraneo (sec. XII), vengono citati gli scali portuali:  dopo il porto di Policastro il Portolano del Mediterraneo (172), elenca nel Sinus Laus gli scali di Marina di Vibonati, di Sapri e di Maratea…”. L’abbaglio dello Schmiedt, è dovuto al fatto che i primi portolani o atlanti nautici conosciuti vi è sicuramente ‘lo compasso de navegare’ (7), datato gennaio 1296 e quindi XIII secolo. Non si conoscono atlanti o peripli o carte da navigare o portolani che risalissero al XII secolo, tantomeno un ‘Portolano del Mediterraneo’ del XII secolo. Quelli conosciuti risalgono tutti al XIII secolo.

Gli Atlanti nautici, le carte nautiche o portolani di Pietro Vesconte, le prime datate e firmate.

Il cartografo Pietro Vesconte, fu attivo tra il 1310 e il 1330, con la produzione di numero- se mappe. Risiedette e lavorò a Genova almeno sino al 1313, prima di trasferirsi a Vene- zia, dove collaborò con Marin Sanudo il Vecchio. Si era trasferito nella città veneta a se- guito della guerra civile tra guelfi e ghibellini che insanguinò il capoluogo ligure dal 1318 al 1331, dato che a Venezia prese a siglare le sue opere con un dragone, nemico di San Giorgio, simbolo di Genova. Anche se Vesconte è nato a Genova, ha prodotto gran parte del suo lavoro a Venezia. Come abbiamo detto, sono giunte fino a noi circa 180 carte, tra cui alcune delle quali, quelle collocate anteriormente alla ‘Carta Pisana‘, non sono datate e firmate. Nella storia della cartografia mondiale, le prime carte datate e firmate sono quelle di Pietro Vesconte. I portolani di Pietro, così come quelli giuntici sotto il nome di Perrino Vesconte (forse la stessa persona o più probabilmente suo figlio), sono testimoni della crescita, si potrebbe dire anno dopo anno, delle conoscenze geografiche del loro tempo e sembra essere stato il primo cartografo professionale per firmare e datare le loro opere regolarmente. Il primo cartografo di cui si conosca il nome, anche perché il primo a firmare la propria opera, è Pietro Vesconte, genovese ma attivo soprattutto a Venezia, dove disegnò alcuni portolani, atlanti e mappamondi dal 1311 al 1321. Pietro Vesconte (1310- 1330) è stato un cartografo e geografo del XIV secolo della Repubblica di Genova, un pioniere nel campo della portolani che ha influenzato la cartografia italiana e catalana nel corso dei secoli XIV e XV. Un altro Atlante (Atlas) del Vesconte, datato 1321 circa, è conservato alla Bibliothèque de la Ville a Lione ed alcune tavole sono state pubblicate dal De La Ronciere. Della notevole produzione cartografica di questo cartografo, in proposito De La Ronciere dice: “l’eccezionale qualità e per la quantità di esemplari ancora esistenti, ha lasciato soprattutto numerosi Atlanti.” (11).

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(Fig. 1) Il cartografo Pietro Vesconte, autoritrattosi in una delle carte contenute in un suo Atlante, datato 1318, la tavola n. II: ‘mar nero, mare di Azof, mare di Marmara’. Vesconte si è ritratto seduto al tavolo di lavoro mentre traccia la sua carta. In alto si legge: “Petrus Vesconte de Janua fecit istam certam anno Domini MCCCXVIII”. La carta oggi è conservata al Museo Carrer a Venezia.

Sapri nelle carte nautiche del Vesconte

L’Almagià, in uno dei suoi studi del 1929 (8-9)(Fig. 10), pubblicava un’interessante pros-petto sull’antica toponomastica medievale dell’Italia, attraverso alcune carte nautiche medievali e, faceva notare come il toponimo di Sapri, insieme a Policastro (Panicastro), Palinuro (Palinudo), ecc…, figura tra le località costiere di alcune carte geografiche e nau-tiche medievali (9) (Fig. 10). E’ grazie agli studi dell’insigne esperto di cartografia e topo-nomastica medievale Roberto Almagià che, oggi possiamo affermare che il luogo di Sa-pri, fosse conosciuto nel medioevo. Nell’interessante prospetto dell’Almagià (9), leggiamo che l’antico toponimo dello scalo marittimo (o porto) di Sapri, figura in due carte del car-tografo genovese Pietro Vesconte.Secondo il prospetto dell’Almagià (9) (Fig. 10), il toponi- mo di Sapri, figura come ‘Sapri’ in due carte del Vesconte, ovvero nella prima carta nau- tica datata (a.d. 1311) e firmata da Pietro Vesconte (Figg. 2-3) e poi anche nella carta nau- tica dell’Atlante Vesconte-Senudo (Figg. 6-7-8). Dalle nostre ricerche abbiamo appurato che il toponimo di Sapri, figura anche su un’altra carta nautica del Vesconte, datata 1318. Ma vediamo in particolare queste carte.

La carta nautica di Pietro Vesconte, la prima firmata e datata 1311

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(Fig. 2) Carta nautica o portolano “Mediterraneo orientale, del mar Nero e del mar d’Azov”, firmata da Pietro Vesconte e datata 1311, tratta da un’Atlante ‘Atlas’ di Pietro Vesconte. La carta è conservata ed appartiene all’Archivio di Stato di Firenze (A.S.F.), da cui è tratta l’immagine (12).

Il cartografo genovese Pietro Vesconte, fu l’autore della prima carta geografica datata ed autografata, la prima carta nautica datata (a.d. 1311) e firmata giunta fino a noi è quella del “Mediterraneo centrale“, a colori (Fig. 2), di Pietro Vesconte. Essa si trova nell’Archivio di Stato di Firenze e reca la leggenda Petrus Vesconte de Janua fecit istam certam anno Domini MCCCXI” ( anno domini 1311) (Fig. 2). La carta in questione è di cm. 48 x 61 (12). L’immagine della Fig. 2, è tratta dall’Archivio digitale dell’Archivio di Stato di Firenze dove essa è conservata. Nel suo interessante prspetto, l’Almagià (9), riteneva che nella carta del 1311, figurasse lo scalo marittimo di Sapri.Dall’esame de visu della copia digitale (Fig. 2), che illustra le nostre coste, si vedono chiaramente i porti citati, tra cui quello di Sapri. Nel suo interessante prospetto, l’Almagià (9)(Fig. 10), elenca i toponimi che figurano su questa carta lungo la costa tirrenica dell’Italia meridionale, all’altezza del Cilento e, del Golfo di Policastro, si vedono i toponimi degli scali marittimi di Sapri’, diLicosa’ (Capo di punta Licosa), Pissota (Pisciotta), Palinudo (Palinuro), Panicastro (Policastro), Sapri ( Sapri), …..(2), Dino (Isola di Dino a Praja), Scalia (Scalea, segnato in rosso come per Policastro) (Fig. 2-3).

Pietro Vesconte, carta nautica all'ASF, 1311

(Fig. 3) “Mediterraneo orientale, del mar Nero e del mar d’Azov”, del 1311, di Pietro Vesconte – particolare delle nostre coste dove si vede chiaramente scritto il porto di Sapri

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(Fig. 2) ‘Mediterraneo orientale, del mar Nero e del mar d’Azov’, carta nautica firmata da Pietro Vesconte e datata 1311, tratta da un’Atlante ‘Atlas’ di Pietro Vesconte. La carta è conservata ed appartiene all’Archivio di Stato di Firenze. Questa immagine è tratta dal testo del Mazzetti (12).

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(Fig. 10) Prospetto tratto dall’Almagià (9).

Sapri nella carta nautica di Pietro Vesconte del 1313

Un’altra delle carte nautiche o portolani di Pietro Vesconte, è la bellissima carta del “Me- diterraneo centrale”, dove figura lo scalo marittimo di Sapri,è la carta tratta dal testo di De La Ronciere A. M., M. Mollat Du Jourdin (Figg. 4-5) (13). Si tratta di una carta tratta da un’altro Atlante di Pietro Vesconte, datato  1313 che, si conserva alla Biblioteca Nazionale di Parigi (Fig. 4). Essa è la tavola n. 5 del “Mediterraneo centrale ” firmata e datata da Pie- tro Vesconte (a.d. 1313) e, contenuta nel suo primo ‘Atlas’ (13). A proposito di questa carta De La Ronciere dice: “L’Atlante del 1313 è il più antico tra quelli disegnati da Petrus Ves- conte, ed è il primo del genere giunto fino a noi….La tecnica usata presenta una evidente a- nalogia con quella usata nella ‘Carta pisana’, tranne lievi differenze.”. Si tratta di una car- ta manoscritta e miniata a colori, importantissima per i toponimi che ivi figurano. Come si vede chiaramente rappresentato nell’immagine che pubblichiamo (Fig. 4), lungo la co- sta tirrenica dell’Italia meridionale, all’altezza del Cilento e, del Golfo di Policastro, si ve- dono i toponimi degli scali marittimi di ‘Sapri’ o ‘Portum’ , Cauo de Licosa (Capo Lico- sa), Palanuda (Palinuro), Panicastro (Policastro), Dino, Scalea. Lo scalo marittimo di ‘Sapri‘ è di colore nero, mentre Panicastro e Scalea che all’epoca erano due importanti scali marittimi e porto franco, sono segnati con il colore rosso (Fig. 4-5).

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(Fig. 4) Carta n. 5 del “Mediterraneo centrale”,   dell’Atlas di Pietro Vesconte datato 1313 e, pubblicato a Genova, ed attualmente conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi (13).

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(Fig. 5) Carta n. 5 del “Mediterraneo centrale”, dell’Atlas di Pietro Vesconte datato 1313, ingrandimento della costa tirrenica in cui si vede chiaramente il porto di Sapri, Panicas- tro e Dino (13).

La carta nautica di Pietro Vesconte datata 1318

Atlante nautico su pergamena di Pietro Vesconte al Museo Carrer

Vesconte lavorò a Venezia e realizzò nel 1318 due atlanti nautici, attualmente conservati al Museo Correr e alla Biblioteca Imperiale di Vienna. L’Atlante del 1318 realizzato a Venezia è composto da 7 fogli datati e firmati da lui (Port 28), conservato al Museo Carrer di Venezia. Tra i n. 7 fogli o tavole, vi sono le tavole n. 4 e n. 5 del “Mediterraneo centrale”, dove figura il toponimo di Sapri o ‘Sapra‘. Un’altra delle carte nautiche o portolani di Pietro Vesconte, è la bellissima carta del “Mediterraneo centrale”, dove figura lo scalo marittimo di Sapri, è la carta tratta dal testo di  Schuler (Fig. 1-9), contenuta in un altro suo Atlante, firmato e datato 1318, i cui unici esemplari conosciuti si trovano conservati nel Museo Correr a Venezia e le altre sono (di n. 10 tavole (MS 594) ), oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Austria  a Vienna (Osterreichische Natio- nalbibliothek). Da questo Atlante (Atlas) di Pietro Vesconte, datato 1318, è tratta l’imma- gine della Fig…., in alto a sinistra di una delle sue tavole ivi contenuta e che, rappresenta il cartografo Pietro Vesconte, autoritrattosi seduto al tavolo di lavoro mentre traccia la sua carta. La tavola in questione è la n. II: ‘mar nero, mare di Azof, mare di Marmara’. In alto si legge: “Petrus Vesconte de Janua fecit istam certam anno Domini MCCCXVIII”. L’Atlante Correr, di Pietro Vesconte, è composto da 7 carte nautiche raffiguranti parti del “portolano normale” delineate su pergamena incollata ad un supporto di legno dello spes-sore di mm 3 che presenta, sui lati minori, un piccolo foro in prossimità del dorso, traccia di una possibile legatura. Le carte nautiche conpongono l’Atlante sono orientate con il sud verso l’alto.

Sapri in un Atlante del Vesconte datato 1318 (Figg. 9-10).

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(Fig. 9) Carta del ‘Mediterraneo centrale’ tratta dall’Atlas di Pietro Vesconte del 1318.

Vesconte lavorò a Venezia e realizzò nel 1318 due atlanti nautici, attualmente conservati al Museo Correr e alla Biblioteca Imperiale di Vienna. L’Atlante del 1318 realizzato a Ve-nezia è composto da 7 fogli datati e firmati da lui (Port 28), conservato al Museo Carrer di Venezia. Tra i n. 7 fogli o tavole, vi sono le tavole n. 4 e n. 5 del “Mediterraneo centrale”, dove figura il toponimo dello scalo marittimo di ‘Sapri’. Nella Fig. 10, pubblichiamo l’in-grandimento della bellissima carta nautica “Mediterraneo centrale”,dell’Atlante del Ve- sconte datato 1318 e, dove si legge chiaramente il toponimo dello scalo marittimo di Sa- pri. L’immagine (Fig. 10 – ingrandimento della Fig. 9) è tratta da un’immagine pubblicata da Schuler (16), contenuta in un altro suo Atlante, firmato e datato 1318, i cui unici esem-plari conosciuti si trovano conservati nel Museo Correr a Venezia e le altre sono (di n. 10 tavole (MS 594) ), oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Austria  a Vienna (Oster-reichische Nationalbibliothek). L’Atlante Correr, di Pietro Vesconte, è composto da 7 carte nautiche raffiguranti parti del “portolano normale” delineate su pergamena incollata ad un supporto di legno dello spessore di mm 3 che presenta, sui lati minori, un piccolo foro in prossimità del dorso, traccia di una possibile legatura. Le carte nautiche conpongono l’Atlante sono orientate con il sud verso l’alto. La carta o tavola n. IV “Mediterraneo cen-trale (sud) (Fig. 9-10), carta nautica manoscritta e miniata, datata 1318 e contenuta nell’A-tlante (Atlas) del Vesconte, detto ‘Atlante Correr‘, conservato al Museo Correr di Venezia. In questa carta, si legge il toponimo di Sapri che viene annoverato tra le località costiere dell’Italia Meridionale (Fig. 10).

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(Fig. 10) Particolare delle coste d’Italia della carta di Fig. 9 (16).

Sapri in un Atlante di Vesconte-Senudo del 1325 (15).

Sempre nel prospetto dell’Almagià (9), vi sono segnalate altre due carte nautiche redatte da Pietro Vesconte, in cui figura Sapri e, sono quelle tratte dagli Atlanti veneziani “Liber Secretorum Fidelium Crucis“, di Vesconte-Senudo, del 1325.

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(Fig. 6) L’atlante “Liber Secretorum Fidelium Crucis“, di Vesconte-Senudo del 1325

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(Fig. 7) L’Italia nell’Atlante “Liber Secretorum Fidelium Crucis“, di Vesconte-Senudo del 1325 – particolare delle nostre coste (14).

Opera di propaganda per la ripresa della crociata, illustrata dal cartografo genovese Pietro Vesconte e curata dal veneziano Marin Sanudo Torsello. Il Kretshmer, ha accertato che “tutte le carte nautiche allegate al Liber Secretorum Fidelium Crucis di Marin Senudo sono di provenienza viscontea; esse sono sostanzialmente identiche a quelle dell’Atlante conservato nella Biblioteca Vaticana (Codice Palatino 1362), che porta la firma del Vesconte e la data del 1320.”. La prima è del 1321 circa ed è tratta dal Liber Fidelium di Sanudo ed è conservata alla Biblioteca Apostolica Vaticana (Fig. 6-7) è il Codice Vaticano Latino 2972, tratta da Almagià (14) – Mapamundi più atlante di cinque fogli, senza data ma firmati dal Vesconte, il Liber secretorum di Marin Sanudo (parzialmente perso) appartenenti al Codice Palatino Lat. 1362 A) alla Biblioteca Apostolica Vaticana nella Città del Vaticano (2. Mar nero, Egeo 3., 4. Palestina e Mediterraneo orientale. 5. Adriatico e dell’Africa settentrionale, occidenta- le e settentrionale dell’Atlantico 6. Mediterraneo).

La carta del Vesconte al British Museum

L’Almagià, in un suo studio (15), ha pubblicato una carta dove si vede chiaramente anche lo scalo di Sapri, “l’Italia di Pietro Vesconte in un codice del Liber secretorum fidelium Crucis di Marin Senudo (British Museum – Add. 27326) (15). Questa carta (Fig. 8), è stata pubblicata da Almagià (15), ed è datata 1325. Essa è tratta da un Atlante di Pietro Vesconte, composto da n. 5 tavole, senza data o del segno attribuito al Vesconte, il ‘Liber secretorum’ di Marino Sanudo, conservato alla British Library di Londra, Regno Unito (MS 27376). Nella tavola n. 2 “Mediterraneo centrale”, si vedono chiaramente citati gli scali del Golfo di Policastro, tra cui anche quello di Sapri (15). Secondo l’Almagià (9)(Fig. 10), nel suo interessante prospetto, questa è l’altra carta nautica del Vesconte che cita l’antico toponimo di Sapri. L’Almagià, nel suo interessante prospetto (9), elenca i toponimi che figurano su questa carta che sono: Licosa, Pisota (Pisciotta), Palanudo (Palinuro), Panicast (Policastro), Sapri, Dino, Scallea (Scalea) (Figg. 7-8-10).

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(Fig. 8) Vesconte-Senudo, la carta dell’Italia nel ‘Liber Secretorum Fidelium Crucis’, pubbli- cata dall’Almagià (15).

Note bibliografiche:

(1) Attanasio F.,“Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10. Si veda pure: Silvestri A., ‘La popolazione del Cilento nel 1489’, Sa-lerno, 1956; vedi pure Attanasio F., ‘I villaggi deserti del Cilento’, stà i “I Corsivi”, pp. 12, 13; Si veda pu-re: Attanasio F., “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale ( P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.

(2) Natella P., Peduto P., Pyxous – Policastro, stà nella rivista “L’Universo”, ed. I.G.M., Firenze, 1975.

(3) Brancaccio G., Geografia, cartografia e storia del Mezzogiorno, ed. Guida, Napoli, 1991.

(4) Volpe F., Il Cilento nel secolo XVII, ed. Ferraro, Napoli, 1981, p. 236.

(5) Archivio di Stato di Napoli, Cancelleria Angioina, Reg. 31°. Il documento pubblicato dal Volpe F., Il Cilento nel secolo XVII, ed. Ferraro, Napoli, 1981, p. 236.

(6) Giulio Schmiedt, Antichi porti d’Italia – gli scali fenicio-punici, i porti della Magna Graecia, stà nella rivista ‘L’Universo’, ed. I.G.M., 1975, a pag. 78.

(7) Bacchisio Raimondo Motzo, Il Compasso da Navigare, Opera italiana della metà del secolo XIII, Cagliari, Annali della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Cagliari, VIII, 1947, p. 166, si veda pag. 17 r dello scritto originale.

(8) Almagià R., Toponomastica dell’Italia in alcune carte nautiche medioevali, stà in “Mo- numenta Italia Cartographica”, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore. Appendice I, p. 68.

(9) ibidem, Appendice I, I – Coste liguri e tirreniche della penisola, pp. 67, 68.

(10) Attanasio F., ‘Sapri nel XIII secolo‘ e, si veda anche ‘Sapri nela Carta Pisana, datata 1290′ pubblicati quì. Questa carta riprodotta nel testo di Almagià R., op. cit., tav. III, p. 3, crediamo fosse riportato “Sapra” e non “Saprì”. Noi pubblichiamo quella tratta dal testo di De La Ronciere A. M. , M. Mollat Du Jourdin, I portolani, carte nautiche dal XIII al XVII secolo, ed. Bramante, Milano, 1992, tav. 1.

(11) De La Ronciere A. M., M. Mollat Du Jourdin, I portolani, carte nautiche dal XIII al XVII secolo, ed. Bramante, Milano, 1992, commento alla tavole, pagg. 193, 194.

(12) (Fig. 2)  “Mediterraneo orientale, del mar Nero e del mar d’Azov”, attribuita al cartografo genovese Pietro Vesconte o Visconti, firmata dall’autore e datata 1311, è oggi conservata all’Archivio di Stato di Firenze. La carta manoscritta a colori è su supporto membranaceo e misura mm. 630 x 480. Questa carta è stata riprodotta in Raccolta Ongania, fasc. II e, in Nordenskjold, Periplus, tav. V. e, in Almagià R., op. cit., tav. VI. La carta è stata pubblicata anche da Mazzetti E., Cartografia generale del mezzogiorno e della Sicilia, scritti di Almagià R., Pontieri E., De Luca R., a cura di Mazzetti E., edizioni Scientifiche Italiane (ESI), Napoli, 1972, Tomo I-II., tav. II; la carta è consultabile e scaricabile dal sito dell’Archivio di Stato di Firenze:  http://www.archiviodistato.firenze.it/archividigitali/unita-archivistica/?id=34

(13) (Fig. 4). La carta di Pietro Vesconte, datata 1313, è la tavola in pergamena n. 5 di n. 6 intitolata: “Mediterraneo centrale” , mss miniati, 480 x 400 mm, contenuta nell’Atlas di Pietro Vesconte datato 1313 e, pubblicato a Genova, ed attualmente custodita presso la Bibliotheque National de France, Cartes et plans, Res. Ge DD 687. Questa carta stà in La Ronciere A. M., M. Mollat Du Jourdin, I portolani, carte nautiche dal XIII al XVII secolo, ed. Bramante, Milano, 1992, tav. 3 (vedi commento alla tavole) pagg. 193, 194 (Fig. 4).

(14) Mappamundi – l’altra carta Vesconte-Sanudo (Fig. 6-7) è tratta dal  Codice Vaticano Latino 2972 (17), tratta da Almagià R., Monumenta Cartographica Vaticana, Planisferi carte nautiche ed affini dal sec. XIV al XVII, esistenti nella Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma, Città del Vaticano, 1944, tav. IX, 2 (in alto). c. 1320-21Mapamundi’ più atlante di cinque fogli, senza data ma firmati dal Vesconte, il Liber secretorum di Marin Sanudo (parzialmente perso) appartenenti al Codice Palatino Lat. 1362 A) alla Biblioteca Apostolica Vaticana nella Città del Vaticano (2. Mar nero, Egeo 3., 4. Palestina e Mediterraneo orientale. 5. Adriatico e del- l’Africa settentrionale, occidentale e settentrionale dell’Atlantico 6. Mediterraneo). Le immagini sono tratte dalla Biblioteca digitale della Biblioteca Apostolica Vaticana, collegandosi al sito: https://digi.vatlib.it/mss/search?k_f=1&k_v=Vat.lat.2972 e dal Codice Vaticano Latino 2972 (17).

(15)(Fig. 8). Questa carta è stata riprodotta anche da Nordnskjold, Periplus, Raccolta Ongania, fasc. II, tav. V., mentre quella che pubblichiamo è tratta dal Codice Londinese (British Museum add. 27326), ingrandita e pubblicata da Almagià R., op. cit., tav. III, 2 (Fig. 7).

(16) (Fig. 1-9-10) Il cartografo Pietro Vesconte, autoritrattosi nel suo foglio del suo Atlante del 1318, nella tavola che si riferisce al ‘mare di Marmara e al Mar Nero’, seduto al tavolo di lavoro mentre traccia la sua carta. In alto si legge: “Petrus Vesconte de Janua fecit istam certam anno Domini MCCCXVIII”. La carta oggi è conservata al Museo Carrer di Venezia, ms 28, foglio 2, prov: Correr, 1405, Port. 28, pubblicato da Susanna Biadene, Carte da Na- vigar, portolani e carte nautiche del Museo Correr 1318-1732, ed. Marsilio, Venezia, 1990, Tav. II, pp. 40-41-42-43. Queste carte e l’Atlante del Vesconte del 1318, si trovano pure alla Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna in Austria. Gli unici esemplari. Si veda pu- re: Casanova, Inventario dei portolani e delle Carte nautiche del Museo Correr, in Bolletti- no dei Musei Civici veneziani, nn. 3-4, 1957, n. 28, pp. 17-36 e Pagani, 1977, pp. 20-21. Un altro Atlante (Atlas) del Vesconte, datato 1321 circa, è conservato alla Bibliothèque de la Ville a Lione ed alcune tavole sono state pubblicate dal De La Ronciere, op. cit., tav. 5-6 e commento alle tavole, pp. 194-195. Le Figg. n. 9-10 sono tratte da Schuler C. J., Cartogra-fare il mondo, ed. Logos, Modena, 2010, pp. 20-21 (Fig. 9-10). Attualmente la sua collocazione è: Cl. XLIVa n. 0028.

Vat.lat.2972_0011_fa_0001r_s

(17) Codice Vaticano Latino 2972, tratto dal sito della Biblioteca digitale della Biblioteca Apostolica Vaticana, collegandosi al sito: https://digi.vatlib.it/mss/search?k_f=1&k_v=Vat.lat.2972 e dal Codice Vaticano Latino 2972, che illustra il libro della Geographia di Claudio Tolomeo curato da Marin Sanudo il vecchio (padre)

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