Prefazione

PREFAZIONE

Recentemente, in occasione della redazione e stesura del nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, ho ricevuto l’incarico per la stesura di una relazione di Anali- si dal titolo: “L’evoluzione storico-urbanistica di Sapri”.

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Questo studio è il frutto di anni di ricerche condotte presso innumerevoli biblioteche, archivi e musei, in cui ho raccolto una serie di notizie e testimonianze sulla storia del Golfo di Policastro ed il suo entroterra, con particolare attenzione a quelle che sono state le vicende storiche del mio paese. Sin dai primi anni di Liceo, quando a Salerno conducevo le mie prime ricerche storiche e quando frequentandolo, collaboravo con il Gruppo Archeolo- gico di Sapri (GAS), ravvisavo l’esigenza di raccogliere nuove notizie e testimonianze sulla  storia di Sapri. In quegli anni, il Comune di Sapri , custodiva in stanza abbandonata vecchi testi e quel che restava di una biblioteca, ed in un altra stanza, invece, si conservava quel poco che restava del vecchio archivio comunale. Ebbi uno speciale permesso dal Sindaco dell’epoca, ormai scomparso, Pinuccio Agostini che mi autorizzò ad accedere nell’Archivio tra quei scaffali polverosi. Oggi non so in che condizioni versi e se ancora esista. In seguito, dai primi anni di studio a Napoli, quando frequentavo la Facoltà di Architettura, ho avuto modo di raccogliere e documentare una serie di testimonianze nuove ed inedite, che in parte ho publicato in alcuni articoli su riviste specialistiche a stampa. Nel corso delle mie ricerche, condotte attraverso lo studio delle fonti storiche e degli storici regionali, ho potuto constatare che tranne alcune eccezioni, risultano del tutto assenti i riferimenti storici riferiti all’ambito del Golfo di Policastro e del suo entroterra. Gli storici locali,  tranne alcune eccezioni, avevano invalso l’uso di non citare le fonti e documentare poco ciò che veniva scritto e nei loro scritti, a volte con notizie interessanti, vi era l’assenza di riferimenti bibliografici o di fonti certe. Inoltre a causa della mancanza di documentazione e di testimonianze, negli studi degli storici locali, erano del tutto assenti i riferimenti al periodo successivo all’epoca romana, saltando il periodo medioevale e facendo risalire direttamente l’epoca di fondazione del centro abitato ai primi del sec. XVII. Ma, tranne alcune gravi manomissioni storiche, come quella dell’episodio del Carducci, la storiografia locale ha il grande merito di aver risvegliato l’interesse nella storia di Sapri. Un doveroso plauso deve andare all’opera del locale Gruppo Archeologico di Sapri con i rinvenimenti effettuati all’epoca della direzione del Prof. Felice Cesarino che ha contribuito non poco alla ricostruzione di alcune vicende storiche-archeologiche per l’epoca preistorica e ro- mana. In questo studio, la scelta di evitare il tentativo di una ricostruzione storica vera e propria, a quella preferita di connettere, citandone le fonti, le storie scritte,  parlate e tramandate dalle fonti, vuole essere un contributo più squisitamente storiografico che storico. La ricostruzione o le ricostruzioni delle vicende storiche di Sapri, resta un’ipotesi. Il mio studio deve essere visto sotto questo profilo. Talvolta, però, tali ipotesi, sono state da me suffragate da valide testimonianze documentate. Questo mio studio, ha il merito di proporre documenti e fonti, talvolta inediti e mai pubblicati, e talvolta da me scoperti, di estrema importanza per la ricostruzione delle vicende storiche di Sapri. Interessante è la notizia tratta da Kantarowitz (…), secondo cui Venezia avrebbe dovuto avere il porto di Sapri. Interessanti sono pure le due notizie dateci da Gianni Granzotto (74 e 127). Questi studi, nel capitolo che seguirà:  “Sapri in alcuni portolani, carte nautiche e carte geografiche“, è il frutto di una ricerca in parte da me pubblicata (1), condotta attraverso lo studio della cartografia antica. Nello studio redatto per il P.R.G. di Sapri, al cp. 9, sono state pubblicate 32 carte ove figura il toponimo di Sapri. Purtroppo, non in tutte queste riproduzioni si riesce a leggere chiaramente ‘Sapri’ (segnato sempre in nero), posto sempre al di sotto del toponimo di ‘Policastro’ (segnato sempre in rosso). Certo è che il toponimo di Sapri,talvolta modificato in ‘Saprì ‘ o ‘Safri’ o ‘Saperi’, figura quasi sempre sulle antiche carte nautiche, portolani e carte geografiche, sin dalle prime come la ‘Carta pisana’ antica carta nautica che conosciamo, facendo invecchiare di molti secoli l’origine di Sapri e collocandolo tra quei centri costieri che insieme a Policastro erano conosciuti sin dall’antichità. Le scoperte che, nel 1817 a Sapri vi era un Consolato Britannico, di cui pubblichiamo il timbro ed il cartiglio del Regolamento Generale; tre carte manoscritte, inedite e, conservate alla Biblioteca Nazionale di Napoli; il ricco carteggio d’epoca borbonica, conservato alla sezione militare dell’Archivio di Stato di Napoli, contribuiscono a chiarire alcuni aspetti della storia di Sapri nel sec. XIX.

                                                                                                  Prof. Arch. Francesco Attanasio

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