Il ritorno dei Cesarino a Sapri e le costruzioni a S. Croce
Ai primi del ‘900, con il ritorno dei Cesarino dal Brasile, dove erano emigrati e da dove questa famiglia di commercianti sapresi che aveva accumulato ingenti fortune, fecero ritorno nella loro terra natia, a Sapri, tanto che al suo ritorno definitivo a Sapri, furono donate alla popolazione e furono costruite alcune costruzioni di grande bellezza e di mirabile fattura di cui parleremo. Il Cav. Giuseppe Cesarino, al rientro definitivo nel suo paese natio, decise di far costruire alcuni edifici che poi donerà alla popolazione di Sapri. Decise di farlo proprio nel luogo detto oggi ‘Largo dei trecento’, ovvero il luogo dove, nel 1857, gli atti del processo dicono fosse sbarcato buona parte dei ‘trecento’ e di Carlo Pisacane. In questo luogo ameno, posto lungo il litorale orientale Saprese, chiamato S. Croce, da secoli vi erano delle preesistenze archeologiche e, ruderi di grandi infrastrutture portuali, forse annesse ad una grande e fastosa villa patrizia romana.

(Fig. 1) Sapri – S. Croce, l’Istituto dei Padri Bigi ed il criptoportico d’epoca romana detto le ‘Cammerelle’.
Il luogo è posto a ridosso del crinale argilloso della collinetta di S.Croce, già nota agli antichi ed agli studiosi del ‘700, tanto da meritargli l’appellativo di “Sapri rui nata” o luogo di rovine, come si può vedere in una carta del ‘500 (Fig. 2) (6).

(Fig. 2) Particolare della Carta geografica di ‘Puglia piana, Terra di Bari, Terra d’Otranto, Calabria et Basilicata’ del cartografo olandese Gerardo Mercatore, del 1589, contenuta nell”Atlas’, stampato a Duisburgo dall’autore nel 1589 (…). L’immagine è tratta da una stampa in mio possesso.
Questo ameno luogo, chiamato all’epoca “Banchina delle Camerelle”, proprio per la presenza dei ruderi archeologici e delle grandi infrastrutture d’epoca romana, fu dichiarato Monumento nazionale da Vittorio Emanuele III Re d’Italia che firmò la Legge Regia n. 635 del 22 Giugno 1911, promulgata dall’allora Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti (Fig….).

(Fig. 3) Sapri – S. Croce, i resti di parte delle strutture in acqua e del criptoportico d’epoca romana detto le ‘Cammerelle’.

(Fig. 4) Vecchio schizzo (disegnato a mano libera): “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, eseguito nel 1819 a cura del Tenente Blois del Genio militare Napoletano, dedotto da un rilievo a scala 1:5000 e tratto dal testo di Schmiedt (3), ove a p. 79, scrive: “Si notino i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle””.
Il Cav. Giuseppe Cesarino di Sapri
In quell’ameno luogo, al rientro definitivo dal Brasile, il Cav. Giuseppe Cesarino, nel 1923 e 1924, fece costruire gli edifici illustrati nella foto dell’epoca: l’Istituto dei Padri Bigi di Frate Ludovico da Casoria che ivi avevano una piccola scuola; l’edificio della “Specola” e la Chiesa di S. Croce, di cui parleremo in seguito in un altro articolo. Gli edifici saranno ultimati il 25 Agosto 1925, come recita la lapide marmorea a suo ricordo. All’epoca il Sindaco era il dott. Nicola Gallotti, autore di notevoli studi e pubblicazioni a stampa.

(Fig. 5) Sapri – S. Croce – Lapide marmorea ed epitaffio in ricordo del Cav. Giuseppe Cesarino sulla facciata dell’Istituto dei Fadri Bigi, datata 1925.
Le opere di sistemazione stradale ai primi del ‘900, sull’area Archeologica di S. Croce.
All’epoca, da poco si era da poco insediato il Governo Fascista che decise la costruzione della S.S. 18 ( oggi Tirrenica Inferiore) e di farla passare proprio in quel punto.

(Fig. 6) Sapri – S.Croce – foto dei primi del ‘900 che illustra l’area come era ai tempi dei lavori di sistemazione stradale.
In occasione dei lavori di sistemazione stradale e degli scavi per la preparazione del letto stradale allora chiamata “rotabile stradale” della statale s.s. 104, tutta l’area archeologica ed i ruderi d’epoca romana, compresi le infrastrutture marittime e portuali ivi preesistenti subirono notevoli danni. Occasione mancata quindi sia da parte del Cesarino che da parte dello stesso Sindaco di Sapri il dott. Nicola Gallotti per l’avallo del passaggio e della conseguente distruzione di quei ruderi archeologici poi rivelatisi una delle poche risorse del paese, non ancora del tutto sufficientemente valorizzata. Non conosciamo i reali motivi che spinsero il Cesarino ed il Sindaco di allora di sistemare quell’area in quel modo ed in particolare la costruzione del tracciato stradale e dell’Istituto di S.Croce che ha occultato in parte l’area archeologica d’epoca romana ivi preesistente da secoli. Infatti, in occasione degli scavi per la sistemazione stradale della nascente strada rotabile s.s. 104 (oggi S.S. 18), la Regia Soprintendenza alle Antichità e Scavi per la Campania, affidò all’Ing. Josè Magaldi la sovrintendenza sui lavori per la repertazione delle opere rinvenute. A conclusione dei lavori, nel Marzo del 1928, l’Ing. Josè Magaldi, consegnò una Relazione di cui quì publichiamo il cartiglio ed un’estratto da me ricopiato del rilievo dell’intera area di scavo. Ebbi l’onore di avere nelle proprie mani lo scritto dell’Ing. Magaldi che dovetti raggiungere nella sua residenza salernitana prima della sua scomparsa. Oggi ne posseggo le copie.

(Fig. 7) Magaldi Josè, “Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni” (8).
La foto che segue illustra un mio disegno copia del rilievo dell’intera area di scavo per le opere di sistemazione stradale nell’area a ridosso della collinetta di S.Croce redatta dall’Ing. Josè Magaldi. Il Magaldi, segna in rosso tutte le costruzioni ivi preesistenti e rinvenute d’epoca antica, mentre quelle d’epoca moderna le segna in nero. Questo rilievo allegato alla Relazione dell’Ing. Josè Magaldi (oggi in possesso del Ministero) ci rivela alcune strutture che ancora non possiamo vedere in quanto non sono state oggetto di scavo in occasione dell’ultimo intervento fatto dalla locale Soprintendenza di Salerno.

(Fig. 8) Magaldi J., Rilievo degli scavi eseguiti nel 1928, dell’area di S. Croce a Sapri
Le costruzioni sono state realizzate a ridosso del crinale argilloso della collinetta di S.Croce Vediamo alcune strutture d’epoca antica preesistenti posteriormente all’Istituto di S.Croce ( l’ex Scuola Media Statale di S. Croce). Sarà il Ministero per i Beni Archeologici e paesaggistici che molto tempo dopo sancirà il vincolo ambientale sull’intera area di S. Croce. E’ stata forse una manna che ha evitato i futuri scempi che si andavano delineando dagli anni ’60 in poi.

(Fig. 9) Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, del 29 marzo 1962, che approvava lo Statuto del nascente Consorzio per l’Industrializzazione del Golfo di Policastro.
La costruzione del tratto panoramico della S.S. 18 che ai primi del ‘900 divise definitivamente le strutture d’epoca romana che ivi insistevano sull’area a ridosso della collinetta di S.Croce, provocando un notevole danno alle antiche strutture che hanno visto nei secoli attraversare quel punto da miriadi di auto. Il tratto della statale in quel punto non è molto felice. L’interruzione causata da quel tratto stradale, impedisce attualmente qualsiasi progetto serio di recupero dell’intera area che invvece dovrebbe essere isolata, recuperata e restituita alla popolazione come isola archeologica con la creazione di un Parco Archeologico. Da sempre convinto della necessità di un Parco Archeologico a S.Croce e di una seria politica di recupero, appena laureatomi, ho sostenuto questa battaglia ideologica e di pensiero anche con pubblicazioni a stampa.

(Fig. 10) Attanasio Francesco – Per una politica di recupero, studio pubblicato a stampa sulla rivista ‘Progetto’ (1).
In occasione dell’incarico che ricevetti dal Comune di Sapri per la redazione della “Relazione Storico-Urbanistica del Comune di Sapri”.

(Fig. 10) Attanasio F., Cartiglio della Relazione di Analisi “Evoluzione Storico-Urbanistica”, redatta per il P.R.G. del Comune di Sapri (1).
del nascente Piano Regolatore Generale da adottare, allegai il Progetto di riqualificazione dell’area Archeologica della collinetta di S. Croce che prevedeva il recupero dell’intera area archeologica e la nascita del Parco Archeologico di S. Croce. Il mio progetto di recupero e valorizzazione di quell’area, prevedeva la completa eliminazione del tratto stradale di collegamento ivi esistente S.S. 18, e quindi la creazione di un parco pensato come isola archeologica di godibilità; l’abbattimento del brutto edificio dell’Istituto di S.Croce ( l’ex Scuola Media) e, la creazione di Antiquarium nell’attuale Specola da restaurare. Il mio progetto e proposta prevedeva anche la creazione di una bretella stradale costruita ad hoc per isolare completamente tutta l’area e renderla pedonale. Per la bretella dell’attuale collegamento stradale proponevo il riuso e l’ammodernamento del vecchio tunnel ferroviario, oggi abbandonato, che corre al di sotto dell’attuale depuratore comunale (dietro l’attuale Caserma dei Carabinieri), proseguendo fino allo sbocco dietro gli attuali campeggi per la costruzione di un nuovo tracciato stradale di collegamento con la città di Villammare all’altezza dell’attuale centro commerciale. Il nuovo tracciato stradale da me previsto come variante stradale dell’attuale S.S. 18, farebbe da bretella a quest’ultima per il collegamento stradale con il resto del tracciato all’altezza dell’attuale centro commerciale. Il nuovo accesso alla nuova bretella stradale creato ad hoc con uno svincolo stradale posto nei pressi della caserma dei Carabinieri di Sapri, permetterebbe di isolare l’intera area archeologica a ridosso della collinetta di S. Croce. Solo isolando l’intera area archeologica di S. Croce dall’attraversamento ed al traffico stradale si potrebbe pensare ad una serie campagna di scavo e di recupero serio delle preesistenti rovine d’epoca romana con la conseguente sistemazione ad un Parco Archeologico che consenta una seria politica di recupero e di valorizzazione dell’intera area archeologica con la creazione di strutture museali e spazi espositivi, percorsi didattici ed itineranti. Un grande museo a cielo aperto che è quello che gia esiste a S. Croce a Sapri. Basterebbe valorizzarlo adeguatamente.
Note bibliografiche:

(Fig….) Attanasio Francesco, Sapri, incursioni nella notte dei tempi, stà nella rivista ”I Corsivi”, n. 12, Sapri, Dicembre 1987, pp. 9-10
(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., ‘La Lucania del barone Antonini’, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.-Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, stà nella rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998 (Archivio Storico Attanasio); si veda pure: ‘Le più antiche carte dell’Italia annesse ai più antichi codici greci conosciuti’, stà sulla rivista web ‘Zedinfo’, curata da Tonino Pitarresi, Palermo, ed. ZED, Gennaio 2018, consultabile collegandosi a: http://www.zedinfo.it/?p=9840

(2) Magaldi Josè, Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni, Incarico della Regia Soprintendenza alle Antichitità e Scavi della Campania, Sapri, Marzo 1928, Anno VI; questo scritto di cui noi possediamo una copia donataci dall’autore, è inedita ma depositata a Salerno. Il Magaldi scrisse la sua relazione a seguito dei lavori di scavo per conto della Regia Soprintentenza che si tennero a S. Croce nel 1928. Nello scritto, il Magaldi racconta che i rinvenimenti maggiori si ebbero nel 1884, in occasione delle opere e lavori che portavano a compimento il tronco di strada provinciale oggi S.S. 18, in località denonominata S. Croce, con Sindaco Prospero La Corte e del dott. Gallotti che nel 1899, scrisse diversi libretti (3).


(3) Gallotti Nicola, Sapri nella storia e nella tradizione popolare – brevi cenni del Dott. Nicola Gallotti, Napoli, Tip. G. Golia, 1899, pp. 39-40. Si veda pure Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891; si veda pure: L’Acqua potabile di Sapri – ricordi per il Dott. Nicola Gallotti, Tip. Francesco Graniti, Napoli (Foto e Archivio Storico Attanasio)
(4) Antonini G., La Lucania – I Discorsi, ed. Tomberli, Napoli, 1795, Parte II, Discorso XI, p. 430 e s.
(5) (Fig….) “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, tratto da Schmiedt G., Antichi porti d’Italia – Gli scali Fenicio-punici – I porti della Magna Grecia, pubblicato nella rivista dell’I.G.M. “Universo”, I.G.M., Firenze, 1975, p. 78-79. Schmiedt, alla nota 173 di p. 78, scrive in proposito: “un vecchio schizzo eseguito nel 1819 a cura del Tenente Blois del Genio Napoletano” e, poi ancora: “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri, dedotto da un rilievo a scala 1:500 eseguito nel 1819 dal Tenente Blois del Genio Militare Napoletano. Si notano i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle”.
(5) Romanelli Domenico, Antica topografia Istorica del Regno di Napoli, Napoli, 1815, Stamperia Reale, ristampa: Il Cilento, Paestum e il Picentino, a cura di La Greca F., ed. Galzerano, 1990, p. 101.
(6) (Fig….) carta geografica di ‘Puglia piana, Terra di Bari, Terra d’Otranto, Calabria et Basilicata’ – Italiae sclavoniae et Graeciae tabulae geographicae, del cartografo olandese Gerardo Mercatore, del 1589, riprodotta poi nell’”Atlas”, Duisburgo, 1595, ristampa ana- statica, ed. Congedo, Galatina, collezione Attanasio. Collezione di Celico Valente, Celico, dim. cm. 34 x 45,5. Questa carta a stampa è tratta da Mazzetti E. (7).
(7) Mazzetti Ernesto, Cartografia generale del mezzogiorno e della Sicilia, scritti di Almagià R., Pontieri E., De Luca R., a cura di Mazzetti E., edizioni Scientifiche Italiane (ESI), Napoli, 1972, Tomo I-II, Tav. X.
