Le strutture d’epoca romana a Santa Croce

La collina di S. Martino a Sapri

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(Fig. 1) Veduta aerea da satellite dell’area di S. Croce a Sapri

Le foto illustrano alcuni ruderi archeologici forse di una villa patrizia d’epoca romana o forse infrastrutture pubbliche annesse a quelle portuali in località S. Croce a Sapri ( figg. 1,2). In particolare, la foto in copertina illustra i ruderi rinvenuti in occasione dell’ultimo recente scavo effettuato dalla Soprintendenza di Salerno, nell’area a ridosso della S.S. 18, nella porzione di terreno posto tra l’Istituto dei Padri Bigi di S.Croce e l’edificio nei pressi chiamato “Traiano”.

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(Fig. 2) Strutture d’epoca romana nell’area archeologica di S. Croce nei pressi dell’ex Istituto dei Padri Bigi

Le foto che seguiranno ci illustrano le porzioni di ruderi di fabbrica e di opera d’epoca romana rinvenuti in occasione degli ultimi scavi ed in particolare strutture termali per il relax, forse strutture pubbliche di strutture annesse al piccolo porto o forse strutture termali facenti parte di ambienti di una ricca villa patrizia o come noi pensiamo più semplicemente strutture pubbliche annesse alle strutture portuali ivi presenti in quell’area. Si vedono chiaramente le opere di canalizzazione per lo smaltimento o l’imbrigliamento dell’acqua calda che serviva a riscaldare i vari ambienti dedicati al relax ed alla cura del corpo umano.

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(Fig. 3) Strutture termali d’epoca romana

Questa struttura pubblica per il relax e la cura e la salute del corpo, termae d’epoca romana, presenta in alcuni punti dei tratti di pavimentazione realizzata con finissimi mosaici le cui tessere musive policrome disegnano mirabili motivi geometrici.

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Come ad esempio questo tratto di pavimentazione realizzata a mosaico policromo che si intervalla a basi di colonne.

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(Fig. 4) Mosaici policromi di pavimentazione d’epoca romana

Queste strutture furono viste e bene descritte da un visitatore del ‘700, il Barone di S. Biase Giuseppe Antonini (3), che le descrisse nel suo libro: ‘La Lucania, I discorsi’, nella sua prima edizione del 1745 e, nelle successive edizioni del 1756 e, l’edizione del 1795, edita dal nipote dell’Antonini, Matteo Egizio.

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La descrizione dei ruderi che ci fa l’Antonini (3), per la priva volta nella storiografia degli studi , è minuziosa. L’Antonini ci parla anche di un teatro che forse doveva esistere in quel luogo ma di cui non resta traccia, forse a causa delle spoliazioni di mercanti d’arte ed antiquari napoletani nel 1700. L’Antonini dice a proposito del teatro che vide: “Quì poco lontano si veggono le rovine d’un teatro, i di cui gradi ( i gradini) manifestamente mostrano; e questo solo mi fa credere, che se non era Sapri una gran Città, doveva essere di qualche considerazione, tenendo il teatro.”. L’Antonini vede gli scalini o gradini ( gradi) del teatro dove oggi vi sono sterpaglie, nella porzione di area recintata posta tra gli attuali scavi visitabili e l’edificio diroccato detto del “Traiano”. Infatti, in quel punto il terrapieno della vicina collinetta di Santa Croce, anch’esso vincolato dalla Soprintendenza, mostra una forma ad emiciclo proprio come se su quel terrapieno fossero stati adagiati i gradini di un odeon o piccolo teatro greco-romano. Crediamo che l’area su cui dovrebbero concentrarsi gli scavi dovrebbero interessare anche quest’area insieme alle fondamenta dell’edificio ottocentesco detto “Traiano”.

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L’Antonini ci parla dell’ambulacro lungo 70 passi.

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(Fig. 5) S. Croce, la Specola e le Cammerelle viste dal mare

L’ambulacro di cui ci parla l’Antonini (3) è il pavimento che corre longitudinalmente sulla copertura degli ambienti posti a livello della battigia del mare, distinguibili nella foto d’epoca ‘900 come grotticelle o piccole camerette e che la tradizione orale saprese le ricorda come “Cammerelle”.

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(Fig. 6) Pavimentazione dell’Ambulacro ad opus regularum

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(Fig. 7) Pavimentazione dell’ambulacro ad opus regularum

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(Fig. 8) Pavimentazione in mattoni di cotto  dell’Ambulacro ad opus spicatum ( disposti a spina di pesce).

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(Fig. 9) Pavimentazione in mattoni di cotto dell’ambulacro ad opus spicatum ( disposti a spina di pesce).

L’Antonini (3), descrive minuziosamente la fabbrica costruttiva dell’“ambulacro” d’epoca romana, costituito da più strati che sovrastano le “Cammerelle” o criptoportici e poi descrive le diverse tipologie di pavimentazione in esso costruite come ad esempio quelle illustrate nelle tre foto, ovvero quello detto ‘opus regularum’ e ‘opus spicatum’, mattonelle nel secondo caso in terracotta rossa disposte a spina di pesce. Come ci ricorda l’Antonini (3), l’ambulacro misurava 70 passi e le cammerelle erano venti mentre oggi se ne vedono solo cinque. Quindi, in origine l’ambulacro e l’edificio di cui oggi restano i suoi ruderi, doveva essere molto più lungo.

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(Fig. 10) Vecchio schizzo (disegnato a mano libera): “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, eseguito nel 1819 a cura del Tenente C. Blois del Genio militare Napoletano, dedotto da un rilievo a scala 1:5000 e tratto dal testo di Schmiedt, ove a p. 79, scrive: Si notino i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle”” (16).

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Probabilmente queste strutture annesse a quele portuali, dovevano essere collegate con l’altra struttura portuale che la tradizione orale vuole chiamarsi “Pilae”.

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(Fig. 10) Le ‘Pilae’, strutture portuali d’epoca romana in località S. Croce

Le Pilae a S. Croce

(Fig. 11) Le ‘Pilae’ in località S. Croce a Sapri, visti dal satellite

Le struture d’epoca romana a Sapri (Fig….), risultano molto simili alle ville patrizie sul mare scoperte a Serapo,  Formia. Infatti, nn due foto pubblicate da Giulio Schmiedt, nel suo libro “Il livello antico del Mar Tirreno”, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1972, pp. 134, 138, vengono riportate le due immagini della ‘Villa della nave’, romana situata nella Cala della Nave, al limite occidentale della spiaggia di Serapo, con ‘C – 1,2,3,4,5, fondazioni sommer- se di una veranda sul mare’ molto simili alle nostre ‘pilae’ in località Santa Croce a Sapri ( foto n. 2) e, della ‘veduta di criptoportici della villa romana di Regione Sarinola’ a Formia, molto simili alle nostre ‘Cammerelle’ in località Santa Croce (foto n. 1). 

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(Fig. 12) Ville d’epoca romane a Serapo a Gaeta e a Formia

Resti della villa Nave o di Gneo Fonteio a Serapo a Gaeta

(Fig. 13) Resti della Villa di Gneo Fonteio o Villa Nave di Fig. 12 a Serapo a Gaeta, simili alle Pilae in località S. Croce a Sapri.

L’Antonini ci parla di una costruzione posta più in la delle ‘pilae’, ovvero di una costruzione di forma circolare che doveva essere un’altra struttura termale e le cui strutture sono visibili anche dal mare.

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(Fig. 14) Struttura termale lungo la statale SS. 18 Tirrena Inferiore a S. Croce a Sapri

In occasione della costruzione della S.S. 18, ai primi del ‘900, l’allora Soprintendenza Regia alle antichità affidò all’Ing. Magaldi la sovrintendenza alle opere archeologiche ivi rinvenute. L’Ing. Josè Magaldi scrisse una relazione sugli scavi di cui ancora conservo copia e che andai a recuperare personalmente a Salerno prima della sua scomparsa. Quì pubblico una mia copia del suo stralcio di un rilievo planimetrico dell’area di scavo, ove l’Ing. Josè Magaldi indicava minuziosamente tutti gli ambienti e le costruzioni rinvenute in occasione dei lavori di scavo per la costruzione della statale S.S. 18.

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(Fig. 15) Rilievo planimetrico dei rinvenimenti da me copiato dall’originale dell’Ing. Josè Magaldi (5)

In questo rilievo planimetrico mancano alcuni ruderi che ritroviamo più avanti fino al faro. Si tratta di resti di acquedotto che ritroviamo ancora più avanti verso le proprietà terriere della famiglia Farano nei pressi degli attuali campeggi.

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(Fig. 16) Resti di acquedotto d’epoca romana in località Fortino a Sapri, lungo la costa.

Così come descritto dall’Ing. Magaldi, altre strutture si trovano anche dietro e a ridosso dei muri di contenimento del terrapieno della collinetta di S.Croce e proprio dietro l’Istituto dei P.P. Bigi di S.Croce e della Chiesa che andrebbe ripulito e bonificato da sterpaglie. Proprio dietro la chiesa di S.Croce si vede un bellissimo ed alto muro d’epoca romana ad opus incertum. L’area a ridosso del crinale della collinetta di S.Croce e quei ruderi erano conosciuti da secoli agli studiosi che li avevano visti e ne parlavano sulle loro pubblicazioni come ad esempio quella del Barone Antonini. Le infrastrutture portuali ed i ruderi d’epoca romana, si estendevano dal Largo dei trecento fino ai terreni della famiglia Farano di Sapri al di là del faro su tutto il crinale marino a ridosso della collinetta di S.Croce, tanto che in una carta geografica Sapri viene segnalata come ‘Sapri rui nata’.

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(Fig. 17) “Sapri roui nata” – Particolare tratto dalla carta geografica di ‘Puglia piana, Terra di Bari, Terra d’Otranto,  Calabria et Basilicata’ del cartografo olandese Gerardo Mercatore, del 1589, contenuta nell”Atlas’, stampato a Duisburgo dall’autore nel 1589. L’immagine è tratta da una ristampa pubblicata nel testo del Mazzetti (15).

Piante e Disegni, cartella XXXII, 2, convert. 2

(Fig. 18) Particolare della carta corografica manoscritta ‘Principato Citra – Regno di Napoli‘, da me scoperta all’Archivio di Stato di Napoli (A.S.N.) (12).

Purtroppo fu proprio la costruzione del tratto panoramico della S.S.18 che ai primi del ‘900 divise definitivamente le strutture d’epoca romana che ivi insistevano sull’area a ridosso della collinetta di S.Croce, provocando un notevole danno alle antiche strutture che hanno visto nei secoli attraversare quel punto da miriadi di auto. Il tratto della statale in quel punto non è molto felice. Inoltre, è proprio l’interruzione che ne fa quel tratto stradale che impedisce attualmente qualsiasi progetto serio di recupero dell’intera area che invvece dovrebbe essere isolata, recuperata e restituita alla popolazione come isola archeologica. E’ per questo motivo che in occasione dell’incarico che ricevetti dal Comune di Sapri per la redazione della Relazione Storico-Urbanistica del nascente Piano Regolatore Generale da adottare, allegai il Progetto di riqualificazione dell’area Archeo- logica della collinetta di S. Croce che prevedeva il recupero dell’intera area archeologica con la completa eliminazione del tratto stradale di collegamento ivi esistente S.S. 18, la nascita del Parco Archeologico di S.Croce, isolandolo dai collegamenti stradali e pensato come isola archeologica di godibilità. Il mio progetto e proposta prevedeva inoltre l’uso di un tunnel ferroviario abbandonato del vecchio tracciato ferroviario abbandonato che corre al di sotto dell’attuale depuratore comunale (dietro i Carabinieri), fino allo sbocco dietro gli attuali campeggi per la costruzione di un nuovo tracciato stradale di collegamento con la città di Villammare all’altezza dell’attuale centro commerciale. Il nuovo tracciato stradale da me previsto come variante stradale dell’attuale S.S.18, farebbe da bretella a quest’ultima per il collegamento stradale con il resto del tracciato all’al- tezza dell’attuale centro commerciale e con uno svincolo stradale posto nei pressi della caserma dei Carabinieri di Sapri.

Note bibliografiche:

(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., ‘La Lucania del Barone Antonini’, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen. – Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ”Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sapri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.

(2) Schmiedt G., ‘Il livello antico del Mar Tirreno‘, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1972, pp. 134, 138.

(3) Antonini Giuseppe, La Lucania, I Discorsi, parte II, discorso XI, Napoli, 1795, ed. Tomberli, pp. 417 e s.

(4) Schmiedt Giulio, Antichi porti d’Italia, scali fenicio-punici, i porti della Magna Grecia, stà nella rivista ‘L’Universo’, ed. I.G.M., 1975, a pag. 79.

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(5) Magaldi Josè, Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni, Incarico della Regia Soprintendenza alle Antichitità e Scavi della Campania, Sapri, Marzo 1928, Anno VI; questo scritto di cui noi possediamo una copia donataci dall’autore, è inedita ma depositata a Salerno. Il Ma- galdi scrisse detta relazione a seguito dei lavori di scavo per conto della Regia Soprinten- tenza che si tennero a S. Croce nel 1928. Nello scritto, il Magaldi racconta che i rinvenimenti maggiori si ebbero nel 1884, in occasione delle opere e lavori che portavano a  compimento il tronco di strada provinciale oggi S.S. 18, in località denonominata S. Croce, con Sindaco il dott. Nicola Gallotti che nel 1899, scrisse diversi libretti.

(6) Gallotti Nicola, Sapri nella storia e nella tradizione popolare, Napoli, Tip. Golia, 1899, pp. 39-40 e s. (Archivio Storico Attanasio); si veda pure: Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891, pp. da 23 a 27 (copie in mio possesso).

(8) Scarfone A., “Presenze geomitologiche nell’area costiera di Sapri”, stà in ‘Memorie descrittive della Carta Geologica d’Italia, XCVI (2014), pp. 447-460, pubblicato su un sito dell’ISPRA.

(9) Mazzella Napolitano Scipione, Descrizione del Regno di Napoli, ed. Gio. Battista Cappelli, Napoli, 1586 (I° edizione) e 1601, p…

(10) Laudisio Nicola Maria, Sinossi della Diocesi di Policastro (Paleocastren Dioceseos historico-cronologica synopsis), Napoli, Tipografia de Dominicis, 1831.

(11) Visconti G.G. (a cura di) – Laudisio N. M., Sinossi della Diocesi di Policastro, a cura di Visconti G.G., Centro Studi per la storia del Mezzogiorno, ed di Storia e Letteratura, Roma, 1976.

(12) (Fig. 18) Stralcio della carta corografica manoscritta ‘Principato Citra – Regno di Napoli‘, ove sul retro è scritto ‘1756’ (?), sec. XVIII, Principato Citra, Regno di Napoli‘, da me scoperta all’Archivio di Stato di Napoli nel 1975 – Sezione Diplomatico-politica, “Raccolta piante e disegni“, C. XXXII, 2, di cui si pensa essere stata una copia delle carte conservate  alla Biblioteca Nazionale di Parigi e, fatta riprodurre da Ferdinando Galiani per il Tanuc- ci. Della carta in questione, abbiamo ivi pubblicato lo studio: “Sapri in una carta manoscritta e inedita dell’epoca Aragonese”, a cui rimandiamo per gli opportuni approfondimenti.

(13) Cesarino F., ‘La Lucania del Barone Antonini’, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988. Il Cesarino citò il mio studio ed in proposito scriveva: “Una attenta disamina della cartografia di età medioevale è stata proposta da Franco Attanasio, …nell’articolo al quale rinviamo per gli opportuni approfondimenti.”.

(14) (Fig. 17) Carta geografica di “Puglia piana, Terra di Bari, Terra d’Otranto,  Calabria et Basilicata’Italiae sclavoniae et Graeciae tabulae geographicae”, del cartografo olandese Gerardo Mercatore, del 1589, riprodotta poi nell’”Atlas”, “Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura”, Duisburgo (Duysburgi), 1595, in cui viene riportato il toponimo “Sapri ruinata”, oggi conservata alla BIBLIOTECA NAZIONALE MARCIANA DI VENEZIA. Collezione di Celico Valente, Celico, dim. cm. 34 x 45,5. Questa carta a stampa è stata citata dall’Almagià (4) in un suo pregevole studio ed è stata pubblicata anche dal Mazzetti E. (15), Tav. X. L’Italia nell’Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati Figura, di Gerardo Mercatore, pubblicato a Duisburgo nel 1595. Le immagini illustrate nelle Figg. 1-3, sono tratte dalla carta in questione pubblicata dal Mazzetti (15), Tav. X, mentre l’immagine illustrata nella Fig. 2 è un particolare della carta in questione tratta da una ristampa dall’originale originale in mio possesso: ed. Congedo, Galatina, Collezione Attanasio.

(15) Mazzetti E., Cartografia generale del mezzogiorno e della Sicilia, scritti di Almagià R., Pontieri E., De Luca R., a cura di Mazzetti E., edizioni Scientifiche Italiane (ESI), Napoli, 1972, Tomo I-II, Tav. X.

(16) (Fig. 10) “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, tratto da Schmiedt G., ‘Antichi porti d’Italia – Gli scali Fenicio-punici – I porti della Magna Grecia’, pubblicato nella rivista dell’I.G.M. “L’Universo”, ed. I.G.M., Firenze, 1975, p. 78-79. Schmiedt, alla nota 173 di p. 78, scrive in proposito: “un vecchio schizzo eseguito nel 1819 a cura del Tenente Blois del Genio Napoletano” e, poi ancora: “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri, dedotto da un rilievo a scala 1:500 eseguito nel 1819 dal Tenente Blois del Genio Militare Napoletano. Si notano i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle”. Il disegno originale è conservato all’I.G.M. di Firenze – Nuovo Archivio, Sede S. Marco, classificazione catastale, 75-11, armadio 93, cartella 82, doc. n. 52, scans. 93, e si può ottenere la sua fotoriproduzione digitale andando sul sito: https://www.igmi.org/carte-antiche/digitale_300_dpi/carta-1507626269.46?searchterm=Genio+Napoletano

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