Sapri, nelle prime ‘Cosmographia’.

Lo studio della toponomastica attraverso le antiche carte geografiche.

Nel 1987 pubblicai a stampa uno studio (1) sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri. In questo studio, cercheremo di fare degli approfondimenti circa la presenza del toponimo di Sapri sulle carte geografiche, manoscritte, contenute nei primi Atlanti stampati in epoca Rinascimentale che riproducevano e riproponevano le carte geografiche della Geografia di Claudio Tolomeo, giunta solo nel 1396 da Costantinopoli in Italia e poi tradotta da Jacopo d’Agnolo della Scarperia, che la tradusse dal greco in latino tra il 1406 e il 1409 con il nome di ‘Cosmographia’.

Le carte annesse agli Atlanti a stampa della Cosmographia di Tolomeo del XV sec.

L’antico testo della ‘Geographia’ di Claudio Tolomeo, quasi dimenticata nel mondo occidentale per tutto il medioevo, ma sempre apprezzata tra gli arabi, ritornò in auge nel Rinascimento, allorquando fu rinvenuta a Costantinopoli (l’odierna Istambul in Turchia), dove fu scoperta e giunse in Italia e fu conosciuta dal mondo latino-occidentale solo nel 1396, in pieno Rinascimento, grazie a Emanuele Grisolora che la portò in Italia. Intorno alle carte che corredano la γεωγραφία di Claudio Tolomeo nei manoscritti greci finora conosciuti – poco più di una trentina – solo una minoranza è accompagnata da carte. Infatti, nel 1396 giunse in Italia da Costantinopoli, dove fu scoperta, la ‘Geografia’ di Tolomeo, grazie al maestro greco Manuele Crisolora, assunto come docente dal Comune di Firenze. I documenti tolemaici cominciano con le carte d’Italia annesse ai codici greci della Geographia di Tolomeo, già in circolazione molto prima che fosse eseguita la traduzione latina del testo da parte di Jacopo d’Agnolo della Scarperia, allievo del Crisolora, che la tradusse dal greco in latino tra il 1406 e il 1409 nella Curia romana e, con il nome di ‘Cosmographia’, la dedicò al Papa Alessandro V. La ‘Geographia’ fu tradotta dal greco all’arabo nel IX secolo e in latino. Tra i codici greci che hanno ispirato le prime carte a stampa, vi è ad esempio la carta manoscritta annessa al codice latino detto LAURENTIANO XXX.1, conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Sono entrambe di derivazione tolemaica ed entrambe sono molto interessanti. Il più antico Codice latino con carte manoscritte finora conosciuto, il Vat. Lat. 5698, appare nel corredo cartografico col tipo dell’Urbinate greco 82. Nella prima, i toponimi dei luoghi sono segnati in rosso ed in nero. Sarebbe interessante approfondire lo studio dei toponimi ivi riportati. Le tavole dell’Italia annesse ai codici latini realizzati nel XV secolo e derivati dai quattro precitati codici greci vengono tradizionalmente suddivise in cinque gruppi, originanti da altrettanto scuole di cartografia, ma di queste opere e carte parleremo in un nostro prossimo studio.

Come è noto, l’unica cartografia pervenutaci dal mondo antico è quella cosiddetta tolemaica, ovvero delle carte geografiche medioevali, copie manoscritte delle originarie carte di origine greca contenute nella ‘Geographia’ di Claudio Tolomeo. Oltre a questi antichi Codici miniati, le cui carte manoscritte ivi contenute, sono di estremo interesse per gli studiosi di toponomastica medievale e di cui ci siamo occupati quì in altri studi, vi sono pure tutti i Codici miniati che seguiranno alla pubblicazione a stampa di Jacopo d’Agnolo della Scarperia, che, tra il 1406 e il 1409, tradusse nella curia romana dal greco in latino, l’opera di Claudio Tolomeo, γεωγραφία  (Gheografikè ufeghesis), giunta in Italia da Costantinopoli nel 1396, dove fu scoperta, grazie al maestro greco Manuele Crisolora, assunto come docente dal Comune di Firenze, e dandogli il nuovo nome di Cosmographia’.  Quando il padre Jos Fischer rese nota l’importante scoperta che, accanto ai codici greci già da lungo tempo conosciuti che contengono 27 carte, esiste un’altra classe di codici contenenti 64 carte. Nei codici della prima classe (classe A), le carte si trovano alla fine del testo, o intercalate al libro VIII, in quelli della seconda (classe B), sono inserite nei capitoli corrispondenti. Dei manoscritti greci, il Cuntz (3), ne indica sette fondamentali, dei quali tre soli contengono carte, e cioè il Vat. Urb. gr. 82, ed il Ven. Marc. gr. 516, che appartengono alla classe A, ed il Laurenziano XXVIII, 49 della classe B. Nei Codici latini pervenutici in seguito alla traduzione dell’opera tolemaica fatta da Jacopo d’Agnolo della Scarperia, vi è il  Vindobonensis Hist. (Vind. Hist), realizzato nel 1454 circa. Recentemente Borri (2), ci illumina su diversi aspetti della cartografia antica e, scrive in proposito: Un’attenta osservazione dei contorni, disegno orografico, ecc…., ci consente di affermare che che dai predetti codici greci (ed in particolare dal Vind. Hist) derivano le carte annesse ai codici latini che, come si vedrà, saranno la fonte delle prime carte a stampa della penisola italiana.” (2). La riscoperta di Tolomeo venne accolta con entusiasmo nell’Italia del primo Umanesimo: prima del 1410 era pronta la traduzione latina a cura di Jacopo d’Agnolo da Scarperia ma solo nel 1409 veniva messa in circolazione con la dedica ad Alessandro V. Era dapprima senza carte; queste vennero eseguite da umanisti fiorentini, Francesco di Lapacino e Domenico di Lionardo Buoninsegni, seguendo pedissequamente modelli greci. Se dobbiamo dare importanza per la loro antichità alle tipiche tavole vecchie, che derivate dalle edizioni latine, appaiono poi ancora riportate dalle prime edi- zioni a stampa, ben maggiore significato presentano le cosiddette tavole nuove nei loro diversi rifacimenti. Le tavole dell’Italia annesse ai codici latini realizzati nel XV secolo e derivati dai quattro precitati codici greci vengono tradizionalmente suddivise in cinque gruppi, originanti da altrettan to scuole di cartografia, e precisamente:

  • scuola LAPACINO-BUONINSEGNI, che si ispira, tra altri, al Codice Laurent.175;
  • scuola del pittore fiorentino PIETRO DEL MASSAJO, che si ispira, tra altri, al Codice Laurent. XXX.1, con riferimento sia alla tavola tolemaica sia alla tavola nuova; e scuola del GERMANICO (o NICOLO’ TEDESCO);
  • scuola GERMANICO, del 1° tipo che si ispira, tra altri, ai codici Neap. VF32 e Wilton 1902;

Le prime due scuole, quelle dei cartografi copiatori dei codici tolemaici greci, 1) la scuola dei due umanisti fiorentini, Francesco di Lapacino e Domenico di Lionardo Buoninsegni e, la 2) scuola del pittore fiorentino Pietro del Massajo, che si ispira, tra altri, al Codice Laurent. XXX.1, con riferimento sia alla tavola tolemaica sia alla tavola nuova, hanno a- vuto notevole influenza su tutte le altre, ed in modo più incisivo su quella del Germanico (1° e 2° tipo, ed in particolar modo dal Codice Ebner deriva l’edizione a stampa di Roma del 1478.

  • scuola del GERMANICO, del 2° tipo che si ispira, tra altri, al codice Ebner; del 3° tipo che si ispira, tra altri, al Codice Laurent. XXX. 3 (vedi C.M.4);
  • scuola di IGNOTO BERLINGHERIANO, che si ispira ai Codici Urb. Lat. 273 e Braid. XV. 26;
  • scuola MARTELLO, che si ispira al Codice Magliabecano XIII. 16;

Sapri nella carta d’Italia del fioorentino Pietro del Massajo del 1456

Un altro disegnatore di manoscritti del Geographia fu il pittore fiorentino Pietro del Massajo. L’assistente tecnico di Donnus Nicolaus Germanus, che lavorava a Firenze come cosmografo (e forse stampatore) che, nel 1466 presentò in visione a Borso d’Este, duca di Ferrara, il manoscritto di un Geographia. Il manoscritto è tuttora conservato nella Biblioteca D’Este a Modena. Della carta di Pietro Massajo, del 1456, rimandiamo allo studio ivi: “Nel 1456, Sapri nella carta del Massajo”, che è una delle prime carte manoscritte contenute in un Atlante, dove figura Sapri (Fig. 1) (7).

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(Fig. 1) L’”Italia Novella”, di Pietro del Massajo, del 1456, annessa al Codice Latino 4802 della Geografia di Tolomeo (1), conservato alla Biblioteca Nazionale di Francia (7)

La ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo

La geografia di Tolomeo, del 150 d.C., fu riscoperta dal bizantino Massimo Planude, circa un secolo dopo l’umanista greco Emanuele Crisolora ne inviò in Italia una copia, che fu tradotta in latino da Jacopo di Angelo della Scarperia. A Pietro del Massajo (Firenze 1424-1496), pittore e miniatore, noto per lo più per una serie di lavori a carattere artigianale, è attribuita, grazie anche ad una nota aggiunta dal copista Ugo Cominelli di Mezieres all’interno dei volumi, la decorazione e l’illustrazione di tre codici miniati della Geografia di Tolomeo. Il più antico dei tre è considerato il Par. Lat. 17542 ex 4802 della Biblioteca Nazionale di Parigi, del 1456, mentre il Vat. Lat. 5699 e l’Urb. Lat. 277 sono rispettivamente del 1469 e del 1472; i codici contengono, oltre a un mappamondo e una serie di tavole geografiche, alcune vedute di città, tra cui quella di Firenze. I tre disegni sono strettamente simili, anche se graficamente si può riconoscere una maggiore delicatezza nel tratto dell’esemplare parigino, e molto probabilmente vanno riferiti ad un archetipo di fine trecento.

Il Codice della Cosmographia di Tolomeo di Jacobo Angelus (Jacopo Angelo della Scarperia), codice conservato alla Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi e collocato come Par.Lat. 17542, del 1456, il più antico esistente che riproduce le tavole della ‘Cosmographia’ di Tolomeo

Pietro del Massajo, cod. Urb.Lat. 277

(Fig….) Particolare ingrandito delle nostre coste dell’‘Italia Novella’ di Pietro del Massajo annessa al codice parigino Part. Lat. 17542 ex 4802 di Jacopo Angelo della Scarperia

‘Saperi‘, nella Carta Novella’, dell’Italia, realizzata a Firenze nel 1482 da Enrico Martello.

Tra queste carte, la miniatura disegnata e dipinta di Pietro del Massajo, la ‘tavola nuova’ (che quì non rappresentiamo, annessa al Codice Latino Laurenziano XXX.1, conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze), da origine, a cura dell’Ignoto Berlingheriano (anonimo), alla stampa della prima ‘Carta Novella’, dell’Italia, realizzata a Firenze nel 1482 da Enrico Martello ed inserita quale tavola moderna nel Codice Latino MAGLIABECANO XIII.6, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze (6) (Fig. 2). In questa carta manoscritta del XV secolo, si vede scritto il toponimo di Sapri, riportato con il toponimo di Saperi (8). Anche per questa carta, rimandiamo allo studio ivi: “Saperi, in due carte del XV secolo”. (8).

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(Fig. 2) Particolare della carta d’Italia manoscritta, realizzata da Enrico Martello (XV secolo), dove si vede scritto il toponimo di Sapri, riportato con il toponimo di Saperi (8).

La carta d’Italia, annessa ad un Atlante della Cosmographia di  Claudio Tolomeo di Nicolò Germanico, conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli  

Presso la Biblioteca Nazionale di Napoli è conservato un bel esemplare di Geografia di Claudio Tolomeo, che contiene delle carte manoscritte di probabile epoca anteriore e molto più antiche. Sappiamo che dopo la messa in circolazione dell’opera geografica Geographia del geografo alessandrino Claudio Tolomeo, tradotta in latino da un esemplare scritto in greco giunto a Firenze da Costantinopoli, ad opera di Jacopo d’Agnolo della Scarperia, sulla base di una versione letterale del suo maestro Manuele Crisolora, molti sovrani dell’epoca cercarono di accaparrarsi le versioni in latino manoscritte e poi a stampa dell’opera del geografo alessandrino. Sappiamo che nel Regno di Napoli, in que- gli anni, regnava Alfonso d’Aragona che, oltre a promuovere una vasta opera di cultura, mise in piedi una meravigliosa biblioteca Reale e raccolta di testi rari che faceva acquis- tare per corredare la sua biblioteca privata. Sappiamo che fra le migliori opere che Alfonso d’Aragona fece acquistare per corredare la sua biblioteca reale, bisogna ricordare lo splendido esemplare della ‘Cosmographia’ di Tolomeo acquistato a Genova, nel 1453, dal Panormita, dietro incarico del Re, per più di 170 ducati; un’altra copia dell’opera del geografo alessandrino era stata comperata dal fiorentino Giovanni Artani per cento ducati insieme con un arazzo rafigurante l’Etiopia. Esemplare non meno prezioso fu il ma- noscritto, istoriato e miniato da Cola Rabicano, della ‘Geografia’ di Strabone. Le carte tolemaiche – un planisfero, dieci per l’Europa, quattro per l’Africa, dodici per l’Asia nella prima stesura, considerate come la geografia scientifica, non furono mai accantonate per quasi due secoli, anche in numerose edizioni a stampa, semmai aumentate e corrette con le dovute cautele e il profondo rispetto verso l’autore, fino a quando gli atlanti, ed in primis il ‘Theatrum orbis terrarumdi’ Abraham Ortelius (1570), dal tardo cinquecento, le relegarono lentamente a sola testimonianza del sapere antico. Secondo la scheda digitale di Vincenzo Boni, sul sito della BNN, dove si possono vedere le carte annesse a questo meraviglioso codice:  http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/105/le-tavole, il codice napoletano, è uno dei più significativi dal punto di vista grafico e miniaturistico tra quelli che ci tramandano l’opera del geografo alessandrino, ed è attribuibile alla prima redazione cartografica manoscritta, effettuata intorno al 1460-66 dall’umanista tedesco Nicolò Germanico, cosmografo e cartografo, attivo nelle corti degli Este e dei Medici. Infatti,il codice napoletano della ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo è molto simile per fattura all’opera o al Codice di Borso d’Este (Fig. 3) (9), anch’esso di Nicolò Germanico, la carta manoscritta, annessa al Codice latino (Fig. 4 bis) (15) (Fig. 4 bis), Laurenziano XXX.3, detta la carta di Borso d’Este, del 1466, conservato presso la Biblioteca Estense di Modena (15). Il codice napoletano appartiene al fondo Farnese, risalente a papa Paolo III, già cardinale Alessandro Farnese (1468-1549), portato a Napoli, nel 1736, da Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, dopo la conquista del Regno di Napoli nel 1734 (9). Annesso al codice napoletano (Fig. 3), conservato nella BNN, vi è una carta dell’Italia di chiara derivazione tolemaica, VII, Europe tabula sexta Sexta Europa tabula Italiam continent et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis” (Fig. 3). L’ariosa decorazione del codice con modi fiorentini ‘a bianchi girari’ risente dello stile di Francesco Antonio del Chierico, uno dei più stimati miniatori della Firenze del 400. Le carte, in cui predomina lo smagliante azzurro del lapislazzulo e il luccichio dell’oro, offrono una buona visione di toponimi ed anche di oronimi ed idronimi, retaggio della geografia commerciale (itineraria) dei romani. Sviluppate secondo una proiezione conica su base trapezoidale, le carte ci presentano il riquadro di una cornice esterna dorata con ornamenti filigranati in rosso e oro, a cui segue l’indicazione dei gradi di latitudine e longitudine in rosa. I mari, i fiumi e i laghi assumono i toni del blu oltremare, l’orografia color terra di Siena si intensifica fino al bruno laddove lo richiede l’altitudine, le pianure sono lasciate nel colore avorio vergine della pergamena, le foreste rappresentate da gruppi di alberi, illuminati da pennelate di ocra, le città evidenziate da piccoli cerchi dorati.

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(Fig. 3) Nicolò Germanico, Cosmographia, VII, Europe tabula sexta Sexta Europa tabula Italiam continent et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis, alla BBN.

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(Fig. 3) Nicolò Germanico, Cosmographia, VII, Europe tabula sexta Sexta Europa tabula Italiam continent et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis, alla BBN.

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(Fig. 3) Questa carta è bellissima ed interessantissima per i toponimi ivi contenuti. In essa leggiamo i toponimi  di Velie (Velia) e Brixentu (Policastro).

frate Nicolò Germanico Abbazia di Reichenbach in Germania, 1467, BNPolacca

(Fig. 3 bis) Carta dell’Italia in un Atlante di frate Nicolò Germanico Abbazia di Reichenbach in Germania, 1467, BN Polacca.

L’Atlante di Borso d’Este

Il codice estense, miniato su pergamena, si compone di 128 carte di cm 45 × 31. Fu acqui- stato nel 1466 da Borso d’Este, al quale è dedicato, direttamente dall’autore, l’umanista tedesco Nicolò Germanico. La ‘Cosmographia’ tolemaica, nella versione latina di Jacopo Angelo da Scarperia, è corredata dalle tradizionali 27 tavole geografiche a doppia pagina (45 × 62 cm) rinnovate dall’autore con l’adozione della proiezione trapezoidale. La prima delle 27 carte raffigura l’ecumene; le successive, precedute da un testo esplicativo, illustrano le singole regioni terrestri allora conosciute. Oggi è conservato nella Biblioteca Estense Universitaria di Modena (15).

Atlante di Borso d'Este

(Fig. 4) Carta d’Italia nell’Atlante di Borso d’Este.

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(Fig. 4 bis) la carta di Borso d’Este (15).

Sapri, nell’edizione di Ulma del 1482 della Cosmografia di Tolomeo curata da Nicolò Germanico (Tedesco).

Nel Quattrocento, viene inaugurato, dal famoso autore di codici tolemaici, nonché carto- grafo, Niccolò Germano, con 5 carte moderne (Spagna, Gallia, Italia, Paesi del Nord, Terrasanta), che figureranno nell’edizione tedesca della Geografia stampata a Ulma nel 1482 (Fig. 5-6-7) (10). Lo stesso Giovanni Boccaccio compose il primo dizionario di geografia della letteratura italiana, a uso dei letterati che volessero servirsi dei nomi di fiumi, laghi, monti e simili, e si dedicò anche alla romanzata descrizione delle isole Canarie, da poco raggiunte da viaggiatori fiorentini. Francesco Petrarca, dal canto suo, oltre a comporre un’esercitazione erudita sui racconti riguardanti la leggendaria Thule, la terra sconosciuta dell’estremo Nord, scrisse per un amico un itinerario verso la Terrasanta, una sorta di guida turistico-religiosa per la Palestina (senza averla mai visitata); inoltre raccolse una vera e propria collezione di autori classici di geografia: Pomponio Mela, Vibio Sequestre, Solino e Plinio il Giovane.

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(Fig. 5) Tavola Moderna, particolare della carta d’Italia nella Cosmografia di Tolomeo, cu- rata da Nicolò Germanico, 1482, in cui si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri (10).

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(Fig. 6) Tavola Moderna, particolare della carta d’Italia nella Cosmografia di Tolomeo, curata da Nicolò Germanico, 1482, in cui si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri (10).

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(Fig. 7) Tavola Moderna, particolare della carta d’Italia nella Cosmografia di Tolomeo, curata da Nicolò Germanico, 1482, in cui si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri (10).

Sapri, nell’edizione della Cosmografia di Tolomeo curata da Francesco Berlinghieri, 1482

Intorno al 1480 il fiorentino Francesco Berlinghieri ne fece una versione “divulgativa” in lingua volgare, intitolata Le septe giornate della geografia. Quando la Geographia fu tradotta dal greco all’arabo nel IX secolo e in seguito in latino nell’Europa occidentale all’i- nizio del XV secolo, l’idea di un sistema globale di coordinate rivoluzionò l’opinione geografica islamica medievale ed europea ponendola sopra una base scientifica e numerica. I difetti dell’immagine dell’Italia quale si poteva comporre sui dati di Tolomeo, dovevano ben presto necessariamente rivelarsi anche agli studiosi della fine del Quattrocento, onde apparve immediata la necessità di integrare tali raffigurazioni con carte che ne rispecchiassero meglio le condizioni e cioè con tavole nuove. Queste saranno notevolmente più corrette nella figura e nei contorni, perché derivano da carte nautiche e saranno arricchite di molti elementi nuovi per le regioni interne.

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(Fig. 8) Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (Anonimo) annessa alla Geografia di Tolo- meo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482 (11).

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(Fig. 9) Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (autore anonimo), annessa alla ‘Geografia’ di Tolomeo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482 (12).

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(Fig. 10) Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (autore anonimo), annessa alla Geografia di Tolomeo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482 (12).

Sapri nella carta d’Italia di Francesco Rosselli, del 1492 (13).

La carta d’Italia di Francesco Rosselli, incisa in rame e stampata a Firenze, 1492. Questa carta è inserita in alcuni esemplari della Geographia del Berlinghieri, a stampa, che si conserva in tre soli esemplari: il primo, già appartenuto alla Biblioteca Landau Finaly, si trova presso la Biblioteca Nazionale di Firenze; il secondo esemplare di questa carta è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano; il terzo, l’unico con colorazione coeva, appartiene ad una importante collezione privata italiana (13). In questa bellissima carta del Rosselli, del 1492, si vede chiaramente scritto Sapri.

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(Fig. 11) carta d’Italia di Francesco Rosselli, incisa in rame e stampata a Firenze, 1492 (13)

Carta d’Italia ‘Sexta Europa Tabula’ di Nicolò Germanico, del 1508

La Carta d’Italia ‘Sexta Europa Tabula’ di Nicolò Germanico, del 1508, incisa e poi stampa- ta a Roma, è annessa alla ‘Geografia’ di Tolomeo di Nicolò Germanico. Questa carta di origine tolemaica, riporta solo un Buxentum (14).

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(Fig. 12) Carta d’Italia di Nicolò Germanico, incisa e poi stampata a Roma, 1508 (14).

Sapri nella Carta d’Italia nell’edizione bolognese della Geografia di Tolomeo curata da Taddeo Crivelli del 1477

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Taddeo Crivelli, 1477.. - Copia

(Figg. 13-14) Carta d’Italia nell’edizione bolognese della Geografia di Tolomeo curata da Taddeo Crivelli (1477-80) (16), in cui si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri.

Un ‘Vicus’ in una carta d’Italia a stampa del XV secolo (17). 

La Carta d’Italia di Jacques Signot, del 1515, pare che in questa carta fosse segnato un Bibone ed un Vicus, forse il Vicus Saprinum di Frontino in de Coloniis. Stampata a Parigi, è annessa al ‘La totalle et vraye description des tous les passaiges qui sont de Gaules en Italie’.  

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(Fig. 15) Carta d’Italia di Jacques Signot, del 1515, pare che in questa carta fosse segnato un Bibone ed un Vicus, forse il Vicus Saprinum nel ‘de Coloniis’ di Frontino di cui ci parlava l’Antonini (17).

Vent’anni dopo, nell’edizione strasburghese del 1513, le carte moderne sono diventate 20. Nell’edizione «in volgare italiano» uscita a Venezia nel 1548, il corredo cartografico è affidato al maggior esperto italiano del secolo XVI, il piemontese Giacomo Castaldi: le sue 34 carte moderne superano il numero di quelle antiche. Il crepuscolo di Tolomeo si accen tua con l’edizione della Geografia approntata nel 1578 dal grande cartografo fiammingo Gerard Kremer, meglio noto come Mercatore, la cui scelta è radicale: l’opera viene pubblicata senza aggiunta di carte moderne, a sottolineare quanto sia ormai inutile correg- gere Tolomeo: questi è da considerare un maestro del passato, che non può più aiutarci a comprendere la realtà geografica del presente; chi vorrà studiare quest’ultima,  dovrà rivolgersi a strumenti diversi dalla ‘Geografia’ di Tolomeo o alle carte di sua derivazione.

Note bibliografiche:

(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”,  Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., ‘La Lucania del barone Antonini’, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.-Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, stà nella rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998 (Archivio Storico Attanasio); si veda pure: ‘Le più antiche carte dell’Italia annesse ai più antichi codici greci conosciuti’, stà sulla rivista web ‘Zedinfo’, curata da Tonino Pitarresi, Palermo, ed. ZED, Gennaio 2018, consultabile collegandosi a: http://www.zedinfo.it/?p=9840

(2) Borri A., L’Italia nell’antica cartografia, 1477-1799,  ed. Priuli e Verlucca, Torino, 1999.

(3) Cuntz O., Die Geographic des Ptolemaus, Berlino, Weidmann, 1923, pp. 18-20

(4) Almagià Roberto, Monumenta Italia Cartographica, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore, Tav. I.

(5) Brotton Jean, Le Grandi mappe, ed. Gribaudo, 2014, p. 24

(6) Capello F.C., Descrizione degli itinerari alpini di Jaque Signot, Codici e stampe dei secoli XV e XVI, Rivista Geografica italiana, vol. LVII, 1950.

(7) (Fig. 1) L”Italia Novella’ di Pietro del Massajo annessa al codice latino 4802 della ‘Geo- grafia’ di Tolomeo del 1450, dipinta a colori dal fiorentino Massajo nel 1456 su pergame- na e conservata insieme al codice latino nella Biblioteca Nazionale di Parigi. L’originale misura circa cm. 75 x 53. Questa carta e l’immagine sono tratte dall’Almagià (4), Tav. IX, 1), dove si vedono chiaramente riportati i toponimi di Palinudo (Palinuro) e Sapri .

(8) (Fig. 2) La ‘Carta Novella’ d’Italia (Carta moderna dell’Italia), manoscritta, a cura dell’Ignoto Berlingheriano (anonimo), annessa alla stampa della prima ‘Carta Novella’, dell’Italia (Carta moderna dell’Italia), realizzata a Firenze nel 1482 da Enrico Martello (XV secolo), ed inserita quale tavola moderna nel Codice latino MAGLIABECANO XIII.6, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. In questa carta si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri viene riportato comeSaperi’. Questa carta è stata pubblicata da Borri A., op. cit. (2), CM6, p. 15 e dall’ Almagià R., op. cit. (4), Tav. X.

(9) Boni V., scheda digitale sul sito della BNN: http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/105/le-tavole. (Fig. 3) Nicolò Germanico, Cosmographia, VII, Europe tabula sexta Sexta Europa tabula Italiam continent et Cyrnum insulam cum ceteris adiacentibus insulis, Biblioteca Nazionale di Napoli, Manoscritti, Cosmographia,  (cc- 83v- 84 r) che, si può vedere all’indirizzo: http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/105/le-tavole.

(10) (Figg. 5-6-7) Carta d’Italia di tipo tolemaico nella edizione di Ulma (1482-80) della ‘Cosmografia’ di Claudio Tolomeo, curata da  Nicolò Germanico. Le due carte sono state pubblicate da Almagià R., op. cit. (4), Tavola V, 1), 2), 3) e, da Borri A., op. cit. (2), C1, p. 24 e C4, p. 25. In queste carte si legge il toponimo di Sapri lungo la costa tirrenica.

(11) (Fig. 8) Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (Anonimo) annessa alla Geografia di Tolomeo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482. Questa carta è pubblicata da Borri A. (2), carta 5, p. 26. Pubblicata anche da Almagià R. (4)

(12) (Figg. 9-10) Novella Italia di Ignoto Berlingheriano (Anonimo) annessa alla Geografia di Tolomeo, in terza rima, curata da Francesco Berlinghieri, 1482. Questa carta è stata stampata a Firenze nella tipografia di Nicola Laurenti, detto Todesco. E’ di autore ignoto, è incisa in rame e poi stampata su carta. Qualcuno l’attribuisce a Francesco Rosselli. Questa carta è pubblicata da Borri A. (2), carta 6, p. 26. Pubblicata anche da Almagià R. (4), tav. IX, 2).

(13) (Fig. 11) Carta d’Italia di Francesco Rosselli, incisa in rame e stampata a Firenze, 1492. Questa carta è pubblicata da Borri A. (2), carta 9, p. 29.

(14) (Fig. 12) Carta d’Italia ‘Sexta Europa Tabula’ di Nicolò Germanico, del 1508, incisa e poi stampata a Roma, è annessa alla Geografia di Tolomeo di Nicolò Germanico. Questa carta è stata pubblicata da Borri A. (2), Carta 11, p. 30.

(15) (Fig. 4 bis) Questa carta manoscritta, annessa al Codice latino Laurenziano XXX.3, detta la carta di Borso d’Este, del 1466, dove si possono leggere alcuni toponimi interes- santi, servirono da modello alla scuola del Germanico (del 3° tipo) per la realizzazione della stampa di Ulma del 1482 (vedi quì Figg……..). La carta è stata pubblicata da Borri A. (2), C.M.4, p. 12. Questo Codice miniato è conservato presso la Biblioteca Estense di Mo- dena, Ms. Lat. 463, a. X. 1.3.

(16) (Figg. 13-14) Carta d’Italia di autore Anonimo, nell’edizione bolognese della Geografia di Tolomeo curata da Taddeo Crivelli (1477-80). La carta è stata pubblicata da Almagià R., op. cit. (4), Tavola V, 1). Questa carta è stata pubblicata da Borri A., op. cit. (2), C1, p. 22- 23. In questa carta si vede chiaramente scritto il toponimo di Sapri lungo la costa tirrenica.

(17) (Fig. 15) Carta d’Italia di Jacques Signot, del 1515, stampata a Parigi, è annessa al ‘La totalle et vraye description des tous les passaiges qui sont de Gaules en Italie’. Questa carta è stata pubblicata da Borri A. (2), Carta 17, p. 33. Pubblicata anche da Almagià R. (4), tav. VI, 3).

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