Nel 1817, a Sapri il Consolato Britannico

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(Fig. 1) Cartiglio e timbro del “Regolamento del Consolato Britannico” di Sapri – proprietà eredi Florenzano

Il 12 Ottobre 1817, a Napoli venne istituito il Consolato Britannico di Sapri che ebbe poi in seguito sede nell’attuale palazzo in via Cassandra di proprietà Florenzano (Fig. 2). Il 12 Ottobre 1817, a Napoli il Console Generale Britannico Sir Ludwington redisse, stilò e firmò il “Regolamento generale del Consolato Britannico a Sapri nel 1817”, un documento unico per la storia di Sapri, recante la firma del ‘Console Generale Ludwington’, il sigillo in ceralacca originale, 12 Ott. 1817 ed il timbro impresso dall’originale, che qui riproduciamo una nostra copia fattane dall’originale impresso sul cartiglio.

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(Fig. 2) Portale dell’ex sede del Consolato Britannico in via Cassandra, oggi palazzo Florenzano

Il 12 Ottobre 1817, a Napoli, allora capitale del Regno borbonico del Regno delle due Sicilie venne istituito il Consolato Britannico di Sapri, come recita il Cartiglio del Regolamento Generale del Consolato Britannico di Sapri (Fig. 1), a firma del Console Generale del Regno delle due Sicilie Sir Ludwinghton, il quale, nel cartiglio riporta: “sito nel Portus Saprorum. Il Regolamento Generale del Consolato Britannico di Sapri (Fig. 1), di cui pubblichiamo le pagine che possediamo in copia, è oggi custodito gelosamente dalla Famiglia Florenzano che mi autorizzò a farne copia. In quegli anni, la sede del Consolato Britannico di Sapri era il palazzo oggi di proprietà Florenzano, sito in via Cassandra, di cui vediamo il portale nell’immagine di Fig. 2.  Sul cartiglio o frontespizio del Regolamento (Fig. 1-4), datato 1817 , si legge la firma del Console Generale Britannico del Regno borbonico delle due Sicilie, Sir. Ludwington che,  istituisce a Sapri il Consolato Britannico che, aveva sede nell’attuale Palazzo della Famiglia Florenzano in via Cassandra a Sapri (Fig. 2). La famiglia Florenzano di Sapri che possiede questi due cimeli storici, mi concesse di fotografarne il Regolamento originale e di imprimere il timbro originale sul Cartiglio (Fig. 5-6). Quì di seguito pubblico integralmente le singole pagine dell’intero Regolamento del Consolato Britannico di Sapri, di cui posseggo una copia. Nel documento illustrato nell’immagine di Fig. 8, ovvero la prima pagina del Regolamento Generale del Consolato Britannico di Sapri leggiamo i diritti e doveri del Vice-Console di Sapri che, dall’epitaffio sulla lapide marmorea nella Chiesa dell’Immacolata (Fig. 8), sappiamo essere stato D. Antonio Peluso, nato nel 1795, sposato con Rosa Maria Branda e morto nel 28 Agosto 1820, che lasciava orfane le sue tre figlie Carolina, Maria Clementina, Mariannina.   D. Antonio Peluso, Vice-Console del Consolato Britannico di Sapri era figlio dei sig.ri Vincenzo Peluso ed Anna Brandi. Il documento è di notevole importanza per la storia del nostro paese anche per la descrizione e la citazione di luoghi e di toponimi ancora non del tutto sufficientemente indagati e conosciuti.

Il ruolo del Consolato Britannico nel paese dove nacque l’inizio dell’Unità d’Italia

Non è stata ancora del tutto sufficientemente indagata la presenza ed il ruolo che intorno al primo ventennio dell”800 ebbe il Consolato Britannico a Sapri, nel paese dove iniziarono i primi moti rivoluzionari che portarono all’Unità d’Italia. Riguardo il Consolato Britannico a Sapri, in epoca borbonica, riferiamo pure che nell’ambulacro della Chiesa madre dell’Immacolata in Piazza del Plebiscito a Sapri, si trova la lapide marmorea (Fig. 3) con l’epitaffio a memoria della prematura scomparsa di Don Antonio Peluso, Vice-Console Onorario del Consolato Britannico di Sapri e figlio dei sig.ri Vincenzo ed Anna Brandi, morto il 28 Agosto 1820. Sulla stele marmorea leggiamo che l’elogio funebre fu fatto dal mio avo, il sacerdote Giovanni Eboli – fratello della mia bisnonna paterna Teresa Eboli- alla presenza del Vescovo Sanfedista (filoborbonico) Nicola Maria Laudisio (4) che insieme alla fazione filoborbonica dei Pelusiani a Sapri si macchiò della nefanda uccisione del deputato Costabile Carducci (3). Nella stele marmorea viene citato anche il sacerdote Don Nicola Timpanelli che all’epoca fu testimone diretto sui fatti dell’uccisione di Costabile Carducci e sulla cui importanza sua testimonianza il Cav. Carlo Pesce (…) ha lasciato il suo manoscritto olografo che recentemente ho pubblicato nel mio saggio dal titolo: “Il manoscritto del Dr. Vincenzo Timpanelli, sull’eccidio di Costabile Carducci”, a cui rinvio per gli opportuni approfondimenti. Apparentemente,  la presenza a Sapri, in epoca borbonica, di un Consolato Britannico, denota principalmente l’importanza che Sapri, in quegli anni, prima della costruzione della linea ferroviaria Napoli-Reggio, aveva assunto come importante scalo marittimo per i notevoli traffici commerciali che dalle Calabrie e Sicilia, si estendevano a Napoli, Capitale del Regno delle due Sicilie, ma in realtà, in quegli anni, la Corona Britannica, aveva forti interessi ed un ruolo non secondario nei fatti che portarono alla caduta del Regno delle due Sicilie. Dobbiamo ritenere che il reale motivo della presenza di un Consolato della Corona Britannica a Sapri, fosse solo quella di tutelare gli scambi commerciali e le rotte commerciali marittime? Non credo che il tutto possa ridursi a tutto ciò. Tutto avvenne a Sapri? Pare di si. Sapri ebbe un ruolo non marginale in quegli avvenimenti dopo la caduta della breve dominazione Napoleonica (1806-1815), l’istituzione nel 1817 di un Consolato della Corona Britannica a Sapri non deve essere lasciato come una notizia marginale. Già  in occasione della parentesi e dominazione Napoleonica del Regno delle due Sicilie (1807-1815) e, con Giuseppe I – fratello di Napoleone Bonaparte – il 1° gennaio 1810, Sapri fu eretta a Comune autonomo dal governo francese e, continuò a rimanere tale con il ritorno dei Re Borbonici nel 1816 e con l’avvento dell’Unità d’Italia, nel 1860 (2). Quando i Borbone furono ridotti al possesso della sola Sicilia dall’invasione napoleonica (1805) si trovarono sotto una pesante tutela inglese. Quanto durò l’influenza britannica su Napoli dopo il Congresso di Vienna, e come si manifestò? In quegli anni, dopo la caduta e la fuga di Gioacchino Murat, e con la restaurazione borbonica di Ferdinando IV, a Sapri ed in tutto il Golfo di Policastro, si videro operare diverse sette di Filadelfi e Carbonari. Quale ruolo ebbe l’Inghilterra nella caduta del Regno di Napoli? A Sapri, dopo l’Istituzione nel 1817 del Consolato Britannico, si videro operare fazioni filoborboniche con a capo la setta dei Pelusiani, fedelissimi al Re ed un gruppo di liberali – se così si può dire – di cui facevano parte il Barone Filomeno Gallotti, l’Arciprete Timpanelli ed altri. Non sono pochi i fatti che portarono Sapri ad essere crocevia di alcuni episodi risorgimentali che diedero l’avvio dell’Unità d’Italia. Dopo la Rivoluzione Napoletana del 1799, a Sapri e nella zona, si ebbero diversi episodi rivoluzionari. A Bosco, nel 1828, i moti rivoluzionari del Canonico De Luca a cui parteciparono diversi della zona; il ruolo non marginale che ebbe il Vescovo dell’epoca Nicola Maria Laudisio, fedele Sanfedista e plenipotenziario del Cardinale Ruffo quì nel basso Cilento;  nel 1848, la cattura e l’eccidio di Costabile Carducci (3); nel 1857, lo sfortunato sbarco dei Trecento di Carlo Pisacane che da Sapri; fino al 1860 con l’avvento di Giuseppe Garibaldi. Dobbiamo credere che sia tutta opera delle fazioni filoborboniche che contrastavano quella di alcuni cittadini Sapresi liberali?.

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(Fig. 3) Lapide marmorea con epitaffio commemorativo in ricordo del Vice-Console Britannico D. Antonio Peluso, posta nell’ambulacro della Chiesa dell’Immacolata – foto Attanasio

ingrandimento del Cartiglio

(Fig. 4) Sigillo in ceralacca – particolare del cartiglio del Regolamento Generale del Consolato Britannico di Sapri – foto Attanasio

Timbro del Regolamento Generale del Consolato Britannico di Sapri

(Fig. 5) Sigillo del timbro del Consolato Britannico di Sapri – Attanasio

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(Fig. 6) Sigillo metallico sul timbro del Consolato Britannico di Sapri – mio disegno – ricostruzione Prof. Attanasio

timbro del Consolato Britannico

(Fig. 7) Timbro e sigilllo metallico dell’ex Consolato Britannico di Sapri – proprietà eredi Florenzano

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(Fig. 8) Cartiglio e sigillo impresso del timbro del Regolamento del Consolato Britannico di Sapri – proprietà eredi Florenzano

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(Fig. 9) Cartiglio del “Regolamento Generale del Consolato Britannico” di Sapri, datato 1817, Capitolo primo e articolo 1° – proprietà eredi Florenzano

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Note bibliografiche:

(1) Attanasio Francesco, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato da Felice Cesarino, La Lucania del Barone Antonini, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ”Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sapri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998, depositato in Comune di Sapri.

(2) Valente A., Gioacchino Murat e l’Italia meridionale, Torino (1965), 1976.

(3) Su Costabile Carducci e la sua morte atroce che ritrovò a Sapri, si veda:  Mazziotti M., Costabile Carducci ed i moti del Cilento del 1848, ed. Società editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano-Roma, vol. I, 1909. Oggi l’originale in mio possesso. Si veda pure la ristampa anastatica di Galzerano. Quello illustrato in figura è il vol. I, di mia proprietà; si veda pure: Pesce C., Costabile Carducci e il dramma di Acquafredda – Conferenza per un episodio della Rivoluzione Neapolitana del 1848 – Conferenza per un episodio della Rivoluzione Neapolitana del 1848, Stabilimento Tipografico – Palazzo della Cassazione, Napoli, 1895; questo libro fu ristampato nel 1905, per i tipi della Tip. Lucana; dello stesso autore si veda pure: Pesce C., Storia della città di Lagonegro, Lagonegro, ristampa anastatica a cura delle Tip. Dino Ricca, Lagonegro (PZ), (prefazione del 1913), ristampa a cura delle Tip. Neograf, Diamante, p. 398 e s.; si veda pure: Gallotti N., Sapri nella storia e nella tradizione popolare, Napoli, Tip. G. Golia, 1899, pp. 39-40. Si veda pure Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891; si veda pure: L’Acqua potabile di Sapri – ricordi per il Dott. Nicola Gallotti, Tip. Francesco Graniti, Napoli e, Cassese L., La Spedizione di Sapri, ed. La Terza, Bari, 1969, vedi nota al testo n. 14, p. 55 e vedi pure Cassese L., Contadini e operai nel Salernitano nei moti del Quarantotto, stà in “Rassegna storica salernitana”, IX, 1948, pp. I-IV; Cassese L., op.cit., pp. 51, 52, vedi pure Archivio di Stato di Salerno, Gabinetto dell’Intendenza, fascicolo intitolato: “Per sei cartelli affissi nel Comune di Sapri”, B. 77; vedi pure Bilotti P. E., La Spedizione di Sapri, da Genova a Sanza, Salerno, Stab. Tip. Fratelli Jovine, 1907, p. 195.

(4) Laudisio Nicola Maria, Sinossi della Diocesi di Policastro (Paleocastren Dioceseos hi- storico-cronologica synopsis), Napoli, Tipografia de Dominicis, 1831; si veda pure: Visconti G.G. (a cura di) – Laudisio N. M., Sinossi della Diocesi di Policastro, a cura di Visconti G.G., Centro Studi per la storia del Mezzogiorno, ed di Storia e Letteratura, Roma, 1976, che ha curato anche la traduzione del testo latino.