Gli Studi
Nel 1987, pubblicai a stampa (1) uno studio sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri, negli anni bui del medioevo. Lo studio, iniziato a Salerno e poi a Napoli, fu condotto su vari fronti. Le scarse informazioni che la storiografia locale metteva a disposizione e le scarse fonti archivistiche dell’epoca, rendevano incerti i risultati ma il periodo medioevale meritava ulteriori approfondimenti ed indagini e la ricerca di nuove fonti. Dopo diversi tentativi e dalle diverse notizie che emersero, mi resi conto che ne era valsa la pena. Sebbene ancora andrebbero ulteriormente indagate alcune di queste notizie storiche, dal quadro risulta chiaramente come queste terre, avessero avuto un ruolo non marginale nei secoli bui del medioevo. Anche se oggi vi è rimasta scarsa memoria di tutto ciò, questo studio cerca di far luce su alcuni aspetti e caratteristiche peculiari che l’aspro territorio del ‘basso Cilento’ e del Golfo di Policastro ha avuto nei secoli. Come vedremo, lo studio delle poche fonti fino a noi giunte, anche se andrebbero ulteriormente indagate, restituisce un piccolo ma utile contributo alla storia del ‘basso Cilento’ nei secoli. Il nostro vuole essere un lavoro di ricerca prettamente filologico e storiografico, cercando di rimettere insieme le tante sparse notizie scritte nel tempo dai diversi studiosi e fonti che si sono occupati di queste vicende e di questi luoghi. Il presente saggio, vuole approfondire e meglio indagare su alcune notizie tratte da un libro del 1899 del dott. Nicola Gallotti (…), che ci parlava dell’anica Scidro.
I ruderi a Brizzi che vedeva il Gallotti

(Fig…) Il Dott. Nicola Gallotti (4), Sindaco di Sapri (Foto Attanasio)(Archivio Storico Attanasio)
Josè Magaldi (…), nel 1928, nel suo libretto inedito ‘Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni’, che scrisse su incarico della Regia Soprintendenza alle Antichitità e Scavi della Campania, a p. 7, dissertava sugli avanzi di fabbrica o ruderi antichi preesistenti a Brizzi, descritti e citati ancor prima dal Gallotti (…). Il Gallotti (…) e poi il Magaldi (…), parlando di questi ruderi, credono appartenessero ad un edificio religioso. Il Magaldi (…), scriveva in proposito: “Ruderi preesistenti in contrada Brizzi – Il Gallotti descrive in quei pressi un rudere importante che la deviazione ed allargamento del torrente ha totalmente travolto e distrutto per cui non se ne riscontrano più le tracce ma che si può individuare preesistente ai piedi della collina Timpone – Difesa, nella proprietà Calderaro”. Il Magaldi (…), nel suo libretto inedito, si riferisce a ciò che scrisse nel 1899, il Dott. Gallotti, nel suo ‘Sapri nella storia e nella tradizione popolare’ di grande interesse per la mole di notizie storiche che ivi sono riportate (…). Nel 1899, Sindaco di Sapri, il Dott. Nicola Gallotti, scrisse alcuni libretti pubblicati a stampa di cui, possediamo alcuni. Nel 1899, il Dott. Nicola Gallotti, scrisse ‘Sapri nella storia e nella tradizione popolare’ (…), pubblicato a stampa, riferisce di alcuni ruderi molto antichi visti a Sapri, in contrade lontane dai ruderi di S. Croce ed in particolare ci parla di alcuni edifici di cui abbiamo testimonianza essere stati costruiti a Sapri e soprattutto visti ma che ancora oggi non si ha traccia della loro presenza. Il Gallotti (…) è l’unico erudito del passato che riporta due notizie interessanti a riguardo. Il Gallotti, riferisce di alcuni ruderi antichi posti nel Torrente Brizzi, oggi scomparsi e di cui non abbiamo traccia. Il Gallotti, nel suo libretto (…), credendo di parlare degli ‘Scidrani’ (così credeva fossero chiamati gli abitanti di Sapri nell’antichità), riferisce: “Verso la base di una delle colline che circondano Sapri, e propriamente là dove oggi spazia il letto del Torrente Brizzi, esistono dei ruderi, a quanto pare, di un piccolo edificio, il quale simboleggia qualcosa delle ordinarie cappelle ecclesiastiche. Detti ruderi distano due chilometri da quelli già descritti di Scidro.”. Poi, prosegue il racconto riferendosi ai ruderi a Brizzi: “Occorre notare che questo edifizio ed i ruderi esistenti nel letto del torrente Brizzi sono simili a quelli di S. Croce. E’ vero che la tradizione locale accenna vagamente ad una cappella nei ruderi siti nel torrente Brizzi ecc..ecc..”. In seguito, nel 1928, sarà il Magaldi (…) che ritornerà sull’argomento, come abbiamo già detto. Bisognerà indagare ed approfondire ulteriormente ciò che segnalava il Gallotti, sullo edificio visto a Brizzi. Sarà poi il Magaldi che preciserà poi in seguito, dove essi si trovavano. In particolare quì ci riferiamo all’edificio che il Gallotti aveva visto nel letto del torrente Brizzi e che il Magaldi dirà essere posto: “…ma che si può individuare preesistente ai piedi della collina Timpone – Difesa, nella proprietà Calderaro”. L’amico ed archeologo Domenico Smaldone mi segnalava alcuni ruderi apparsi nel letto del torrente Brizzi all’altezza dello scasso di Vincenzo detto ‘u Pizzar’. Io credo che la Cappella dal titolo di Santa Maria di Porto Salvo, segnalata in un documento citato dal Gaetani (…), ovvero quelle strutture di cui la tradizione popolare orale saprese credeva fosse nel letto del torrente Brizzi, fosse proprio l’edificio segnalato dal Gallotti (…) prima e poi anche dal Magaldi (…). Il Gallotti (…), nel 1899, nel suo ‘Sapri nella storia e nella tradizione popolare’, a p. 39, scriveva che: “Ed ora vogliamo accennare ad alcuni ruderi isolati, i quali, probabilmente, ricordano qualcosa dei costumi dei nostri cari ‘Scidrani’. Verso la base di una delle colline che circondano Sapri, e propriamente là dove oggi spazia il letto del torrente Brizzi, esistono dei ruderi, a quanto pare di un piccolo edifizio, il quale simboleggia qualcosa delle ordinarie cappelle ecclesiastiche. Detti ruderi distano circa due chilometri da quelli già descritti di ‘Scidro’.”. Il Gallotti (…), nel 1899, sempre a p. 40, scriveva pure che: “E qui cade pure notare che ad oriente di Scidro, nella contrada denominata ‘Bagno’, lungi circa quattro chilometri dai ruderi ‘Scidrani’, trovasi un altro edifizio, a forma di torre, dell’altezza di poco men di tre: esso è diviso in due ‘angustissimi’ scompartimenti, per mezzo di una volta di fabbrica; la parte superiore però è interamente diruta, e gli accennati scompartimenti presentano due piccolissimi vani nel lato settentrionale. Oggi tutto l’edifizio offre un fenomeno bellissimo! Sembra cioè che ricordi, come dicesi, in miniatura la famosa torre pendente, perchè esso è alquanto inclinato da un lato, per la qual cosa le fondamenta dalla parte opposta trovasi sollevate dalla roccia su cui poggiavano; e non pertanto l’edificio da secoli non cade. Occorre notare che questo edifizio ed i ruderi esistenti nel letto del torrente Brizzi sono simili a quelli di S. Croce. E’ vero che la tradizione locale accenna vagamente ad una cappella nei ruderi siti nel torrente Brizzi ecc..ecc..”. Il Gallotti (…), poi a p. 40, dopo aver descritto separatamente sia i ruderi che si vedevano a Brizzi che quelli rinvenuti in località Bagno (credo si tratti della Carnale, dopo il Timpone, dove in un altro nostro saggio sui busti marmorei di Lucio Sempronio Prisco, credo di aver individuato il sacello del giovane diumviro), aggiunge che: “Ma checchè sia della forma e della solidità di questo piccolo edifizio, occorre notare, invece, che esso ed i ruderi esistenti nel letto del torrente Brizzi ripetono l’identica costruzione artistica di quelli che si riscontrano nella vicina Scidro; per la qual cosa riteniamo che i suddetti edifizii appartennero entrambi agli Scidrani. E’ vero che la tradizione locale accenna vagamente all’esistenza di ruderi siti nel torrente Brizzi, ma per quanto è nostra conoscenza, niuna notizia storica afferma che colà abbia, in qualche tempo, funzionato un culto cattolico. E’ probabile perciò che la fondazione di quel piccolo edifizio rimonti ad un epoca molto anteriore a quella del Cattolicismo. Sicchè tanto la speciale torretta della contrada Bagno, che i ruderi nel ‘Brizzi’ pare che siano stati dei piccoli edifizi costruiti dagli Scidrani, i quali azzardiamo l’ipotesi che abbiano adibito per qualche speciale cerimonia religiosa del tempo, come rituali sacrificii, invoacazioni, vaticinii ecc.., cose forse ordinarie nell’epoca in cui vissire gli ‘Scidrani’.”.
Il Magaldi sui ruderi di Brizzi
Josè Magaldi (…), nel 1928, nel suo libretto inedito ‘Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni’, che scrisse su incarico della Regia Soprintendenza alle Antichitità e Scavi della Campania, a p. VII, anche sulla scorta del Gallotti (…), scriveva in proposito che:


(Fig….) Magaldi J., op. cit. (…), copia del suo rilievo dei rinvenimenti in occasione degli scavi del 1928, in località S. Croce a Sapri
Note bibliografiche:
(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., La Lucania del Barone Antonini, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998; si veda pure: ‘Le più antiche carte dell’Italia annesse ai più antichi codici greci conosciuti’, stà sulla rivista web ‘Zedinfo’, curata da Tonino Pitarresi, Palermo, ed. ZED, Gennaio 2018, consultabile collegandosi a: http://www.zedinfo.it/?p=9840

(Fig….) Attanasio Francesco, Sapri, incursioni nella notte dei tempi, stà nella rivista ”I Corsivi”, n. 12, Sapri, Dicembre 1987, pp. 9-10 (Archivio Storico Attanasio)

(…) Gallotti N., Sapri nella storia e nella tradizione popolare, Napoli, Tip. G. Golia, 1899, pp. 39-40. Si veda pure: Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891, pp. da 23 a 27 (Archivio Storico Attanasio)

(…) Gallotti Nicola, “Condizioni igienico-sanitarie di Sapri”, Ed. Tipografia Lagonegrese, 1891; “L’aqua potabile di Sapri – (Ricordi) per il Dott. Nicola Gallotti”, Tipolitografia Francesco Graniti, Napoli, 1901 (di mia proprietà); “L’aqua potabile in Sapri – osservazioni e proposte del Dott. Nicola Gallotti”, Napoli, Ed. Tipografia dell’Accademia Reale delle Scenze, 1902; “Sull’influenza ricomparsa in Sapri- dal Febraio all’Aprile del 1894”, Napoli, Ed. Tipografia di Michele Gambella, 1894; “Per l’inaugurazione del nuovo cimitero in Sa- pri – discorso del Sindaco Dott. Nicola Gallotti, pronunziato il 31 luglio 1904”, Lagonegro, Tipografia lucana, 1904 (erano i tempi dei noti meridionalisti lucani come Giustino Fortunato) (Archivio Storico Attanasio)

(…) Magaldi Josè, Cennno storico Archeologico della città di Sapri, e descrizione dei ruderi ivi esistenti e preesistenti illustrati da rilievi e disegni, Incarico della Regia Soprintendenza alle Antichitità e Scavi della Campania, Sapri, Marzo 1928, Anno VI; questo scritto di cui noi possediamo una copia donataci dall’autore, è inedita ma depositata a Salerno. Il Magaldi scrisse detta relazione a seguito dei lavori di scavo per conto della Regia Soprintentenza che si tennero a S. Croce nel 1928. Nello scritto, il Magaldi racconta che i rinvenimenti maggiori si ebbero nel 1884, in occasione delle opere e lavori che portavano a compimento il tronco di strada provinciale oggi S.S. 18, in località denonominata S. Croce, con Sindaco il dott. Nicola Gallotti che nel 1899, scrisse diversi libretti (…) (Archivio Storico Attanasio)

(…) Schmiedt Giulio, Antichi porti d’Italia – Gli scali Fenicio-punici – I porti della Magna Grecia, Parte II- I Porti delle Colonie Greche, stà nella rivista dell’I.G.M. “L’Universo”, ed. I.G.M., Firenze, 1975 (che noi possediamo in originale), pp. 78-79 (Archivio Storico Attanasio)

(….) Schmiedt Giulio, ‘Il livello antico del Mar Tirreno – testimonianze dei resti archeologici, Firenze, Leo S. Olschki editore, 1972; le immagini sono tratte dal Cap. 5 – “Da Anzio alla foce del F. Garigliano” e, sono: l’immagine illustrata nella Fig. 1, è la Fig. 152, pubblicata da Schmiedt a p. 138 ed illustra i criptoportici della villa romana di “Regione Sarinola”, stà in: “f – il porto, le mura e la peschiera di Formia” (Archivio Storico Attanasio)
(…) Antonini Giuseppe, La Lucania, I discorsi, ed. Tomberli, Napoli, 1795, Parte II, disc. XI, pp. 423, 424, 425, 426, 427,428.
(…) Curzio N., Melania di Blanda, ovvero l’Aurora del Vangelo sul litorale del Tirreno dall’Etna ai sette colli, estratto dal Pensiero Cattolico, Manduria, 1910, cap. XIV, p. 29.
(…) Greco G., Dall’Alento al Mingardo, stà in “A Sud di Velia-I-ricognizioni e ricerche 1982- -1988“, Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia,Taranto, 1990, p. 17; Si veda pure Greco G., 1990b, p. 18; Fiammenghi-Maffettone 1990, p. 32 (Archivio Storico Attanasio)
(…) Johannowsky W., Atti XXII Congresso sulla Magna Grecia, Taranto, 1982, p. 422; si veda pure 1983b; si veda pure dello stesso autore: ‘Le Ville romane dell’età imperiale‘, stà in: ‘Itinerari turistico culturali in Campania’, n. 3, Società Editrice Napoletana, pp. 116, Napoli.
(…) Scarfone A., “Presenze geomitologiche nell’area costiera di Sapri”, stà in “Memorie descrittive della Carta Geologica d’Italia”, XCVI (2014), pp. 447-460, pubblicato su un sito dell’ISPRA; da questo studio, nessun contributo e citazione a Cicerone, se non la frase: “Gli Autori del passato hanno avuto un forte interesse verso la storia di Sapri, definita da Cicerone come parva gemma maris inferi, tracciandone magistralmente gli eventi che si sono succeduti con il trascorrere del tempo. Nel rileggere i loro contributi informativi si è però avuto modo di individuare alcune frettolose affermazioni ecc..”.
(….) La Greca F., L’area del Golfo di Policastro in epoca greco-romana, Agropoli, 2010, pp. 19-25.
(…) Corcia N., Storia delle due Sicilie, dall’antichità più remota al 1789, Tomo III, 1874, p….

(…) Tancredi Luigi, Le città sepolte nel Golfo di Policastro, ed. La Buona Stampa, Napoli, 1978, p. 25; si veda pure: Tancredi L., L’Abbazia Basiliana di S. Giovanni a Piro – Millennio della fondazione 990-1990″, ed. Cantelmi, Salerno, 1991. Si veda dello stesso autore: Tancredi Luigi, L’Abbazia Basiliana di S. Giovanni a Piro, ed. Cantelmi, Salerno, 1991, p. 48 e 49, dove ci parla dell’origine del Cenobio e dell’etimo di “A Pyro” e, cita il Cappelli, op. cit. (…); si veda “Esame della Platea del 1695 (1)”, p. 73 e s.

(…) Tancredi Luigi, Sapri giovane e antica, ed. Parallelo 38, Villa S. Giovanni, 1985, pp. 53-54 (Archivio Storico Attanasio)
