Il Registro delle Delibere Decurionali del Comune di Sapri

GLI STUDI 

Nel 1987 pubblicai a stampa uno studio (1) sulle origini ed il ruolo dello scalo naturale della baia e del porto di Sapri, negli anni bui del medioevo. Lo studio iniziato a Salerno e poi a Napoli fu condotto su vari fronti. Le scarse informazioni che la storiografia locale metteva a disposizione e le scarse fonti archivistiche dell’epoca rendevano incerti i risultati ma il periodo medioevale meritava ulteriori approfondimenti ed indagini e la ricerca di nuove fonti. Dopo diversi tentativi e dalle diverse notizie che emersero, mi resi conto che ne era valsa la pena. Sebbene ancora andrebbero ulteriormente indagate alcune di queste notizie storiche, dal quadro risulta chiaramente come queste terre, avessero avuto un ruolo non marginale nei secoli bui del medioevo. Anche se oggi vi è rimasta scarsa memoria di tutto ciò, questo studio cerca di far luce su alcuni aspetti e caratteristiche peculiari che l’aspro territorio del ‘basso Cilento’ e del Golfo di Policastro ha avuto nei secoli. Come vedremo, lo studio delle poche fonti fino a noi giunte, anche se andrebbero ulteriormente indagate, restituisce un piccolo ma utile contributo alla storia del ‘basso Cilento’ nei secoli. Il nostro vuole essere un lavoro di ricerca prettamente filologico e storiografico, cercando di rimettere insieme le tante sparse notizie scritte nel tempo dai diversi studiosi e le fonti che si sono occupate di queste vicende e di questi luoghi. Il presente saggio, vuole approfondire e meglio indagare sulla documentazione ancora esistente ed in parte conservata negli Archivi Pubblici e nelle collezioni private che possano riguardare Sapri e la sua Storia. In particolare, in questo saggio mi occupo dell’unico documento ancora esistente presso il Comune di Sapri, dove, in seguito ad un incendio, fu rinvenuto e fatto restaurare dalla locale Sezione di Sapri del Rotary Club. Allora era Sindaco di Sapri Giovanni Colicchio. Si tratta del Registro delle Delibere Decurionali del Comune di Sapri, dove sono raccolte le Delibere del Decurionato di Sapri a partire dal 1 gennaio 1819 all’anno 1842. Dunque, un arco di tempo di oltre 23 anni. Purtroppo, in questo registro, fermandosi all’anno 1842 manca tutto il periodo Risorgimentale – dove il paese ed i suoi abitanti hanno avuto un ruolo non marginale nel processo di Riunificazione dell’Italia. Manca tutto il periodo delle vicende storiche e risorgimentali che hanno visto l’uccisione di Costabile Carducci (1848), lo Sbarco dei Trecento di Carlo Pisacane (1857) e lo sbarco del generale Giuseppe Garibaldi (1860). Dunque, il Registro delle Delibere Decurionali del Comune di Sapri riguarda il periodo del ventennio pre-Risorgimento e riguarda il periodo che ha visto diversi Sindaci avvicendarsi nella Sindacatura e nel Ducurionato di Sapri.

IL REGISTRO DELLE DELLE DELIBERAZIONI DECURIONALI DEL COMUNE DI SAPRI

(Fig. n….) Registro delle Delibere Decurionali del giovane Comune di Sapri – prima pagina – foto Attanasio

Si tratta del Registro delle Delibere Decurionali del Comune di Sapri, dove sono raccolte le Delibere del Decurionato di Sapri a partire dal 1 gennaio 1819 all’anno 1842. Dunque, un arco di tempo di oltre 23 anni. Purtroppo, in questo registro, fermandosi all’anno 1842 manca tutto il periodo Risorgimentale – dove il paese ed i suoi abitanti hanno avuto un ruolo non marginale nel processo di Riunificazione dell’Italia. Manca tutto il periodo delle vicende storiche e risorgimentali che hanno visto l’uccisione di Costabile Carducci (1848), lo Sbarco dei Trecento di Carlo Pisacane (1857) e lo sbarco del generale Giuseppe Garibaldi (1860). Dunque, il Registro delle Delibere Decurionali del Comune di Sapri riguarda il periodo del ventennio pre-Risorgimento e riguarda il periodo che ha visto diversi Sindaci avvicendarsi nella Sindacatura e nel Ducurionato di Sapri. Luigi Tancredi (….), nel suo “Sapri giovane e antica”, nel Capitolo “Sindaci di Sapri (dalla fine del sec. XVIII ad oggi (1))”, a p. 89, nell’elencare i Sindaci di Sapri, in proposito scriveva: “1) – Giovanni Schettino 1795; 2) Pasquale La Corte 1798; 3) – Vincenzo Peluso 1801; 4) – Nicola Calderaro 1803; 5) – Giuseppe Gerbasi 1804; 6) – Vincenzo Peluso 1810; 7) – Lorenzo Autuori 1811; 8) Vincenzo Peluso 1816; 9) – Prospero La Corte 1822; 10) Francescantonio Peluso 1834; 11) – Pasquale Autuori 1844; 12) – Vincenzo Peluso 1852 etc…”. Tancredi, a p. 89, nella nota (7) postillava: “(7) Dagli Archivi Diocesano di Policastro e Comunale di Sapri”. Dunque, il periodo che copre questo Registro riguarda la Sindacatura dei Sindaci: VINCENZO PELUSO che iniziò il suo mandato nel 1816; PROSPERO LA CORTE, che iniziò il suo mandato nel 1822 e lo concluse nel 1834 allorquando subentrò Sindaco PASQUALE AUTUORI che lo concluse nel 1844. Luigi Tancredi (….), nel suo “Sapri giovane e antica”, a p….., in proposito scriveva: “……………..”. Pietro Ebner (….), nel suo “Chiesa, baroni e popolo nel Cilento”, vol. I parlando di “……………..”, vol. I, a p. 639, in proposito scriveva che: “………………….”. Leopoldo Cassese (….), nel suo “Guida Storica dell’Archivio di Stato di Salerno”, ed. Laterza, nel 1969, a p. ……, in proposito scriveva che: “…………………………”.

IL RESTAURO E LA PUBBLICAZIONE DEL REGISTRO DELLE DELIBERE DECURIONALI

SAPRI NEL 1819

(Fig. n….) – Carta del 1788, (credo una carta geografica del Ministero della Guerra Borbonica, apparsa sulla rete, e di cui ivi non riesco a pubblicare lo stralcio), su cui è scritto: “Foglio 24” e, “Gitto. Guerra. inc. Nap. 1788” è rappresentato parte del Cilento, con la costa del Golfo di Policastro ed i toponimi dell’entroterra, si vedono chiaramente i toponimi di questi luoghi. La carta in questione fa parte dell’“Atlante Geografico del Regno di Napoli” redatto da Rizzi-Zannoni. L’Atlante Geografico del Regno di Napoli (titolo completo: Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (autore), Giuseppe Guerra (incisore) Atlante Geografico del Regno di Napoli compito e rettificato sotto i felici auspicj di Giuseppe Napoleone I re di Napoli e di Sicilia, Napoli 1808. L’atlante, in 31 fogli e in scala 1:114.545 (Valerio 1993, p.126), fu completato nel 1812. Il titolo venne modificato nel 1815, al rientro dei Borbone sul trono di Napoli: sostituendo la frase compito e rettificato . . . con delineato per ordine di Ferdinando IV Re delle Due Sicilie. L’opera, in effetti, era stata commissionata nel 1781 da Ferdinando IV di Napoli al geografo padovano Giovanni Antonio Rizzi Zannoni. La carta in questione si trova nella collezione on-line di David Rumsey Collection.

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(Fig…) Foto dei primi dell’900 – “Sapri, La Marina”, (spiaggia di S. Croce) un vecchio ‘gozzo’ dell’epoca (Archivio Attanasio)

(Fig. n….) – Dipinto olio su tela di Sapri nel periodo pre-Unitario

Sapri nel 1819, ten. Blois

(Fig….) Particolare tratto dal disegno del rilievo di Sapri del Ten. Blois del 1819, illustrato nell’immagine della Fig….., “Porto di Sapri’, Rilievo originale eseguito dal Ten. Blois del Genio Napoletano. Sono riportati resti dell’antico porto romano.”, datato 1 gennaio 1819, rilievo in scala 1: 5000. In questo particolare si vede il centro abitato di Sapri come doveva apparire al Genio Militare Borbonico nel 1 gennaio 1819.

La scomparsa di gran parte della documentazione originale dell’epoca

Ferdinando e Amedeo La Greca e Antonio Capano e Migliorino (….), nel loro “Temi per una storia di Torraca”, parlando della documentazione relativa a Torraca conservata presso l’Archivio di Stato di Salerno hanno pubblicato gli stralci dei documenti contenuti nei fascicoli inerenti Torraca conservati presso il Comune di Torraca negli anni che interessano la nostra ricerca e non mi pare che vi siano documenti significativi che riguardino il periodo, il 1860, anno del passaggio di Garibaldi. Riguardo il periodo di Garibaldi ed il comune di Torraca, possaimo desumere i decurioni, i Sindaci, gli Intendenti borbonici dell’epoca ecc..In generale, il periodo del 1860, per il comune di Sapri ed il comune di Torraca, non è molto documentato e rappresentato. Non si capisce e non si conoscono i reali motivi della dispersione di molta documentazione che riguarda il periodo del passaggio di Garibaldi e questo non solo riguarda gli Archivi Municipali, come ad esempio gli Atti Decurionali ma ciò riguarda anche la documentazione dell’epoca conservata presso gli Archivi di Stato di Salerno e di Napoli. Molti dei documenti, atti, delibere decurionali, lettere, documenti d’Uffici pubblici, ecc…, che furono redatti all’epoca dei fatti che caratterizzarono la marcia di Garibaldi per la conquista dell’ex Regno borbonico delle Due Sicilie, andarono persi in seguito non solo a causa del loro deterioramento negli anni, spostamenti dai vari Archivi ecc.., a causa degli incendi che in ogni Comune si ebbero, o quelli causati dai borbardamenti del secondo conflitto mondiale, come l’ultimo eclatante di San Paolo Belsito dove andarono persi i preziosi documenti antichi conservati nell’allora Grande Archivio di Napoli, ma vi furono anche molti documenti che non furono sufficientemente raccolti e protetti e forse pure fatti sparire volutamente in quei luoghi, come Sapri, che furono i luoghi dove furono protagonisti i fatti e gli uomini suggellati alla Storia da Pisacane a Garibaldi. Ferdinando e Amedeo La Greca e Antonio Capano e Migliorino (….), nel loro “Temi per una storia di Torraca”, hanno pubblicato i documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Salerno che riguardano la “Questione demaniale”. Dopo il 1860, nl periodo detto “Post-Unitario”, nel 1861, nacque la questione dei confini e dell’attribuzione delle terre demaniali di cui si servivano i diversi Comuni vicini. Infatti, i 4 autori, nel loro “Temi per una storia di Torraca”, a p. 267 ci parla dell’“Archivio Demaniale”, e per es. dei diversi processi intentati dai Comuni come quello di Torraca, che nel “Archivio Demaniale. Atti Demaniali. Torraca. Busta 820. Fascicolo 1 – Documenti a prò del Comune (di) Torraca in sostegno della domanda di scioglimento di promiscuità, contro i Comuni di Tortorella, Vibonati, Battaglia e Casaletto, cc. ss. 56. 1651-1874.”. Ecc… Dopo il 1860 nacque la “Questione demaniale” che si protrasse fino al 1874 con innumerevoli istanze e processi civili intentati tra i comuni limitrofi.  Sulla questione demaniale, si veda pure i documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Salerno elencati da p. 43 del testo sulla Mostra documentaria “La provincia di Salerno nell’età del Risorgimento”, a cura dell’A.SS. catalogo, 1957, Salerno. I 4 autori, nel loro “Temi per una storia di Torraca”, a p. 268 ci parla dell’“Archivio Demaniale”, e per es. dei diversi processi intentati dai Comuni come quello di Torraca, che nel “Fascicolo 8 – Il Barone Vespasiano Palamolla, chiede una copia legale della divisione dei Demani che fu eseguita nel 1813, e carteggio vario. cc. ss. 55. 1832-1835.”. Infatti, in seguito all’occupazione francese e subito dopo con i Borboni si acuirono le controversie demaniali tra i Baroni ed i loro possedimenti ed i Comuni. E’ a mio avviso che, in questo periodo saranno effettuate alcune operazioni chirurgiche sul territorio di Sapri, ex di Torraca, dell’ex baronia dei Palamolla e dei diversi processi tra i Palamolla di Torraca ed i Carafa di Policastro. Una parte del territorio di Sapri passerà nei confini del territorio di Vibonati, con cui il Nicotera aveva avuto da sempre ottimi rapporti, sia con i Sindaci che con gli attendibili del posto. Oltre alle diversie controversie tra Comuni diversi a viciniori, nacque anche la questione demaniale dovuta alla cessione di terre demaniali che furono accaparrate dai latifondisti dell’epoca, famiglie di ex-borbonici che facevano il bello ed il cattivo tempo in ogni Comune. In tutto questo si inserì la lotta politica per il successo elettorale della Sinistra democratica di Giovanni Nicotera. Del periodo in cui Nicotera fu Ministro degli Interni del Governo Depretis, non sono chiarissime alcune cose che avvennero nei nostri Comuni, che nel frattempo, dopo il Plebiscito del 21 Ottobre 1860 erano diventati comuni del Regno d’Italia. E’ un periodo, questo che dovrà essere ancora indagato.  E’ in questo periodo che scomparvero diversi documenti che, in parte riguardavano le responsabilità storiche dei fatti del ’57 con Pisacane ma che riguardavano proprio gli uomini di spicco nella nascente politica del Regno d’Italia. Primo fra tutti Giovanni Nicotera che aveva saldi rapporti con molti uomini politici e novelli amministratori dello Stato post-unitario nella Provincia di Salerno. La questione venne alla luce grazie a Giovanni Nicotera, superstite della Spedizione di Carlo Pisacane, dopo la sua liberazione dal carcere di Favignana, nel 1860, volle vendicarsi verso quelli che lui credeva essere i responsabili del fallimento della tragica spedizione di Sapri. Leopoldo Cassese (….), nel suo “Luci ed ombre nel processo per la Spedizione di Sapri”, in “Scritti di Storia Meridionale”, a p. 285, in proposito scriveva che: “E’ passato un secolo dal processo per la Spedizione di Sapri, e la storia, col sussidio dei documenti – primissimi quelli pubblicati nel 1877 da Luigi De Monte nella sua Cronaca del Comitato Segreto di Napoli – ha dato in gran parte ragione a Francesco Spirito. Il quale, ad esempio, a Firenze denunziò coraggiosamente che il barone Nicotera, ministro dell’Interno, aveva arbitrariamente richiamato presso di sé quei documenti del processo che erano stati richiesti dal Tribunale di Firenze. Questa accusa parve allora offensiva ed infondata, ma ora noi possiamo affermare che era esatta: il Ministro dell’Interno, in dispregio dei regolamenti archivistici e della correttezza politica, volle esaminare, prima che fossero trasmessi a Firenze, tutti gli atti processuali di Salerno e tutti quagli altri del Ministero di grazia e giustizia conservati nell’Archivio di Stato di Napoli, che furono chiesti con dispaccio telegrafico (14).”. Cassese, a p. 285, nella nota (14) postillava: “(14) Archivio di Stato di Napoli, Min. di Gr. e Giustizia, Causa del Cagliari. Nel 1° fascio vi è un foglio di trasmissione col seguente oggetto: “Napoli, 11.11.1876. Elenco in doppio originale degli atti della Causa del Cagliari, che si trasmettono nel detto dì al Ministero degli Interni in Roma, per effetto di dispaccio telegrafico del dì 8 nov. 1876 n. 827, del registro di recapito, pervenuto il giorno 9”. Segue l’annotazione: “Addì 15 ottobre 1877 restituiti dal Ministero dell’Interno e rimessi nei propri posti”. Vi è allegato l’elenco dei fasci trasmessi. Sempre in relazione alle preoccupazioni del Nicotera circa l’esistenza di documenti per lui compromettenti, mette conto ricordare che il 21 agosto 1881 ignoti ladri operarono un furto in casa di Silvio Spaventa in Roma e che Antonio Labriola sospettò che si fosse stato organizzato dal De Pretis e da Nicotera per entrare in possesso delle carte che si diceva conservasse lo Spaventa, cfr. Centoventitrè lettere inedite di Antonio Labriola e Bertrando Spaventa, in Supplemento al n. 1 di “Rinascita”, 1954, p. 83.”. Giovanni Di Capua (….), nel suo Onofrio Pacelli – Contributo alla storia del Risorgimento nel Salernitano, a cura del Comune di Ricigliano, Ed. Cantelmi, Salerno, 1985, a pp. 42-43, in proposito scriveva che: Egli, infatti, in questi anni riuscì a stringere in un fascio compatto tutte le forze di opposizione del Mezzogiorno e a condurle sotto il suo controllo….In questo periodo (1869), Nicotera riuscì con abile e tenace lavoro ad erigersi una vasta “signoria” nel Mezzogiorno, utilizzando tutte le forze politiche ivi esistenti….La storia, quindi del Mezzogiorno all’opposizione in questi anni, coincide in gran parte con la storia dell’attività politica del Nicotera, giacché, come si legge in un rapporto della Prefettura di Napoli del 27 marzo 1868, “malgrado i suoi difetti, e la insipienza militare, costui esercita una incontestabile influenza sul partito della opposizione, ed è il solo in Napoli che, volendolo, potrebbe creare un forte partito rivoluzionario”…”.”. Di Capua, a p. 43, nella nota (29) postillava: “(29) Alfredo Capone, L’opposizione meridionale nell’età della Destra, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1970, pp. 88-89 e 265 e seg.”. Alfredo Capone (….), nel suo, Giovanni Nicotera e il “mito” di Sapri, Centro Studi per il Cilento e il Vallo di Diano, Ottobre, Roma, 1967, nel capitolo I: “Il fallimento della spedizione di Sapri”, a p. 13, nella nota (6) postillava: “(6) Le vicende relative ai documenti sulla spedizione di Sapri sono, in parte, oscure.”. Alfredo Capone (….), nel suo, Giovanni Nicotera e il “mito” di Sapri, Centro Studi per il Cilento e il Vallo di Diano, Ottobre, Roma, 1967, nella Prefazione al testo, a pp. 6-7, in proposito scriveva che: Non è impossibile, del resto, risalire alle origini di quelle comuni debolezze, che hanno le loro radici, non a caso a Sapri. Intrecciate, infatti, con quelle vicende eroiche, vi furono anche vicende più oscure, che una storia “per cime” non considera, ma che pure bisogna tenere in conto: come la condotta del Comitato di Napoli alla vigilia della spedizione di Sapri, e il comportamento, durante il processo di Salerno, di Nicotera. Vicende oscure, in molti sensi, anche perchè sono diventate un vero e proprio ‘mistero’ storiografico.”. La documentazione inerente i fatti e le verità sulla Spedizione di Carlo Pisacane a Sapri, non rivestono solo un importanza per la verità storica di quei fatti ma anche perchè molti uomini e patrioti che parteciparono ai preparativi e forse contribuirono al suo tragico fallimento furono, nel 1860, tra i protagonisti della marcia di Garibaldi verso Napoli, alla capitolazione del Regno delle Due Sicilie. Molti personaggi che vedremo in questa ricerca, per i loro trascorsi e la loro partecipazione ai moti insurrezionali del ’48 e del ’57, ebbero una parte attiva nella risalita di Garibaldi, dalla sua partenza da Quarto fino a tutta l’epopea garibaldina della battaglia sul Volturno. Essi, ebbero parte attiva nella politica e nell’amministrazione dello Stato Unitario in seguito ai Plebisciti. Essi, ebbero ruoli e parte anche nell’Italia post-Unitaria, come vedremo in seguito. Il sac. don Giuseppe Cataldo (….), nel suo “Notizie storiche su Policastro Bussentino etc…”, testo dattiloscritto ed impaginato nel “Seminario Vescovile”, nel 1973, a pp. -76-77, in proposito scriveva che: “L’anno 1860 fu l’anno glorioso per la nostra Italia, specialmente per il meridione. L’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi (1807-1882) capo della famosa “Spedizione dei Mille”, partito da Quarto (Genova) il 5 maggio con due navi, …..etc…il terreno infuocato della rivoluzione, repressa, ma accesa dall’eroismo dei martiri, tra cui il Carducci e il Pisacane, degni precursori del Garibaldi.”. L’uccisione di Costabile Carducci, a Sapri e lo sbarco dei Trecento della Spedizione di Carlo Pisacane a Sapri furono i prodromi e precursori dell’impresa di Garibaldi e delle sue truppe Garibaldine. Ma, anche molti documenti del 1860 riguardanti l’impresa di Garibaldi e del suo passaggio dalle nostre plaghe, non sono più reperibili, forse essi sono scomparsi, tanto che alcuni passaggi rimangono ancora oscuri e non del tutto chiariti. Alfredo Capone (….), nel suo, Giovanni Nicotera e il “mito” di Sapri, Centro Studi per il Cilento e il Vallo di Diano, Ottobre, Roma, 1967, nella “Prefazione”, a p. 5, in proposito scriveva: “”Sapri preannuncia Marsala, il sacrificio ha aperto la strada al trionfo. I venti furono poscia Mille e poscia Legioni. Il sole di Marsala, di Calatafmi, di Palermo, di Milazzo, di Napoli, sorse all’alba di Sapri”. Così i patrioti meridionali, nel 1864, intesero e sentirono il nesso fra le due rivoluzioni, quella di Pisacane, fallita nel ’57, e quella vittoriosa di Garibaldi. Ma quel nesso che essi avevano stabilito era dettato, certamente, più dal sentimento che dalla verità storica. Infatti, a distanza di decenni da quegli avvenimenti, rasserenatesi le passioni, è emersa in piena luce la provvisorietà di quella sintesi, e si è imposto il problema di capire meglio, storicamente, quei fatti; e assieme al problema, naturalmente, le diverse soluzioni. Secondo una nota tesi, che si deve ad Aldo Romano, quella democrazia meridionale che aveva dato luogo all’impresa di Sapri, ed era ispirata alla dottrina rivoluzionaria di Pisacane, non si dissolse dopo il ’57. Essa sostenne compatta la rivoluzione garibaldina del ’60; ma tradita dai troppi compromessi coi moderati, affidò alle nascenti forze socialiste l’eredità del pensiero di Pisacane.”. Alfredo Capone (….), nel suo, Giovanni Nicotera e il “mito” di Sapri, Centro Studi per il Cilento e il Vallo di Diano, Ottobre, Roma, 1967, nel capitolo I: “Il fallimento della spedizione di Sapri”, a pp. 11-12, in proposito scriveva: “Fin dall’indomani della sua liberazione dalla Favignana, Giovanni Nicotera manifestò pubblicamente e clamorosamente il suo desiderio di vendetta nei confronti di coloro che egli riteneva responsabili del fallimento della spedizione di Sapri.”. Alfredo Capone (….), nel suo, Giovanni Nicotera e il “mito” di Sapri, Centro Studi per il Cilento e il Vallo di Diano, Ottobre, Roma, 1967, nel capitolo I: “Il fallimento della spedizione di Sapri”, a pp. 11-12, in proposito scriveva: “…sotto la spinta di tante recriminazioni, allora, iniziò pure, prima strettamente intrecciato alle polemiche politiche e personali, poi col passar del tempo sempre più svincolato da esse, un più serio processo di accertamento storico della verità, che fu portato avanti da uomini politici e da storici che cominciarono a raccogliere memorie e documenti su quei fatti. Tale processo storico, iniziato in quegli anni, dura tuttora; e non metterebbe conto di ricordarne le principali tappe se il giudizio su quegli avvenimenti non fosse rimasto, ancora oggi, assai dubbio e non avesse messo capo a conclusioni assai discordi e talora contraddittorie.”. Alfredo Capone scriveva che nell’Italia post-Unitaria, proprio a causa della rabbia di Giovanni Nicotera, iniziò un processo storico di revisione che dura tuttora.  Capone, a p. 12, continuava: “Tale pubblica presa di posizione di Nicotera il quale apriva un processo morale agli organizzatori napoletani della spedizione di Sapri, sollevò nel partito democratico meridionale il più grave smarrimento e tutto una serie di reciproche accuse e di autodifese che durarono assai a lungo, fino al ’65, cioè fino a quando il successo elettorale della Sinistra a Napoli non giunse a far tacere la spinosa questione nell’interesse di tutti.”.

Bibliografia e Note Bibliografiche 

(1) Attanasio Francesco, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”,  Dicembre 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato da Felice Cesarino, La Lucania del Barone Antonini, stà in ”I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.-Feb., 1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, stà nella rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; si veda pure: ‘Le più antiche carte dell’Italia annesse ai più antichi codici greci conosciuti’, stà sulla rivista web ‘Zedinfo’, curata da Tonino Pitarresi, Palermo, ed. ZED, Gennaio 2018, consultabile collegandosi a: http://www.zedinfo.it/?p=9840 

(1) Attanasio Francesco, “Analisi: Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998 (Comune di Sapri)

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