Nel 1325, ‘Safri’ nelle carte nautiche di Angelino Dalorto o Dulcert

Per la ricostruzione storica delle nostre terre e dei nostri luoghi nel periodo medievale, dai primordi fino al XVI secolo in poi, la documentazione sulle fonti storiche sono molto scarse. Delle poche fonti e documentazione a noi pervenutaci, la cartografia medievale, e con essa le carte nautiche e portolani antichi e manoscritti, rappresentano delle valide testimonianze per la toponomastica dell’epoca. Attraverso la toponomastica medievale, che figura sulle carte antiche, possiamo suffragare alcune ipotesi sull’esistenza o meno di alcuni centri antichi. Come è noto, la cartografia ( le carte geografiche), manoscritte della antichità, possono fornire un valido contributo alla storiografia ed alla toponomastica dei luoghi in quanto, attraverso una serie di informazioni in essa contenute si può risali- re all’epoca, alle origini di un luogo nell’antichità e quindi alla sua presenza, come ad e- sempio il toponimo di un luogo nell’antichità o la sua approssimativa ubicazione. I por- tolani o le carte nautiche (le prime conosciute) realizzati nel XIII secolo in Italia, e più tardi in Spagna e Portogallo, noti per la loro precisione cartografica, che ci permettono di affermare che Sapri, sia pur scalo marittimo di minore importanza (non figura mai in rosso), sia stato conosciuto nell’antichità. La scoperta del toponimo ‘Sapri’, in alcune car- te medievali manoscritte, testimonia e prova l’esistenza documentata di un approdo o un porto conosciuto dal nome di ‘Sapri’ nel XVI sec. Il toponimo di Sapri si ritrova, talvolta modificato in ‘Sapra’ o ‘Safri tra i centri costieri annoverati in molte carte nautiche e portolani del XIII e XIV secolo. Sapri, figura e viene annoverato tra i porti o approdi cono- sciuti sulla costa del Mare Tirreno dell’Italia.

L’Almagià, in uno dei suoi studi del 1929 (2), pubblicava un’interessante prospetto sulla toponomastica medievale dell’Italia, attraverso alcune delle prime carte nautiche conos- ciute e, faceva notare come il toponimo di Safri ( Sapri), insieme a Policastro (Panicas- tro), Palinuro (Palinudi) e Maratea (Maratia), figura tra le località costiere in alcune car- te geografiche e nautiche medievali (3). E’ grazie anche agli studi dell’insigne esperto di cartografia e toponomastica medievale Roberto Almagià che, oggi possiamo affermare che il luogo o il porto di Sapri, fosse conosciuto nel XIII secolo. Nell’interessante prospet- to dell’Almagià (3), ritroviamo l’originario toponimo di Sapri, trasformato in ‘Safri‘. Se- condo il prospetto dell’Almagià (3), l’originario toponimo di Sapri, figura come scalo ma- rittimo di colore nero, sotto Policastro che è segnato di colore rosso (essendo un luogo più importante), in una delle carte nautiche o portolani più antiche e a noi giunte. Se- condo il prospetto dell’Almagià (Fig. 1)(3), l’antico toponimo di Sapri, figura nelle due carte nautiche di Angelino Dalorto (Figg. 2-3). In queste due carte del Dalorto, l’origina- rio toponimo dello scalo marittimo o porto di Sapri, viene segnato con il toponimo di Safri’. Si tratta di due carte bellissime di notevole importanza per la storia della carto- grafia e della toponomastica medievale in quanto esse sono datate al 1325 la prima (Fig. 2) ed al 1339 la seconda (Fig. 3) e, la presenza in queste carte del XIV secolo, del toponimo di Safri, è una importantissima testimonianza che ai primi del 1300, Sapri era un luogo conosciuto. Noi non abbiamo potuto esaminare de visu le due carte in quanto la prima si trova conservata a Firenze mentre la seconda è conservata alla Biblioteca Nazionale di Francia, ma abbiamo fatto degli ingrandimenti delle loro riproduzioni pubblicate a stam- pa e possiamo confermare il prospetto pubblicato dall’Almagià (3), ovvero che Sapri, figu- ra come Safri.

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(Fig. 1) Prospetto di Almagià (3).

Sapri o ‘Safri‘, in una carta nautica di Angelino Dalorto del 1325.

Troviamo Sapri anche in una carta nautica o portolano, che risale al 1325 (Fig. 2), di An- gelino De Dalorto (Dalorto), il più antico cartografo da noi conosciuto dopo il Vesconte, anch’egli genovese, come ha dimostrato il Magnaghi (4). Questa carta manoscritta, è con- servata presso la Biblioteca del Principe Corsini a Firenze (Fig. 2). Nel 1887 era stata in- fatti scoperta a Firenze una carta sicuramente italiana, del 1325 o 1330 (la data in numeri romani non è chiaramente leggibile), di cui l’autore era stato con difficoltà individuato in Angelino Dalorto o Dalorco, dal paese ligure di Orco Feglino: la somiglianza fra le due carte induceva a considerarle opera dello stesso cartografo. Il nome del cartografo è lo stesso ed è un nome tipicamente ligure;  L’iscrizione della carta italiana del 1325 è del tutto simile a quella della carta Dulcert (Fig. 3).

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(Fig. 2) Portolano del Mediterraneo di Angelino Dalorto del 1325, conservato a Firenze (4)

‘Safri’ nella carta nautica di Angelino Dulcert del 1339.

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(Fig. 3) Carta nautica “Dal mar Baltico al mar Rosso”, di Angelino De Dalorto, del 1339.

Nell’interessante prospetto dell’Almagià (3), ritroviamo nella carta del ‘Dalorto‘ l’antico toponimo di Sapri, trasformato in ‘Safri’ (Fig. 3) (3). Si tratta dell’altra carta datata del cartografo Angelino Dalorto, dove pure figura ‘Sapri’, trasformato nel toponimo di ‘Safri’ (3). La carta di cui parliamo è quella che reca il nome Angellino Dulcert datata 1339, conservata nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Alcuni ritengono che si tratti sempre del genovese Angelino Dalorto, emigrato a Maiorca dove avrebbe fondato un’officina carto- grafica. Questa carta, dove figura ‘Sapri’, del 1339 (Fig. 3) è tra i primissimi documenti cartografici medievali. Scrive il De La Ronciere (7) in proposito: “Dal punto di vista della storia della cartografia, gli abitanti di Maiorca non sono da meno dei Genovesi. La prima carta eseguita precisamente a Maiorca è quella di Angelino Dulcert, che risale al 1339. Porta la firma in latino sul margine orientale, ai piedi dell’Imperatore Usbech:  “hoc opus fecit Angelino Dulcert ano M CCC XXX VIIII de mense Augusti in civitate maioricharum”. Sembrerebbe quindi un capolavoro di origine maiorchina. Tuttavia gli studiosi hanno dibattuto per oltre mezzo secolo sulla questione della nazionalità dell’autore. L’iscrizione della carta italiana del 1325 è del tutto simile a quella della carta Dulcert datata 1339 di Fig. 3. Su quest’ultima compare una scritta che esprime un elogio all’Italia, definita ‘gran- de tra tutte le altre regioni‘ e sembra poco verosimile sia scritto da un artefice maiorchi- no. La carta del Dulcert, conservata a Parigi (Fig. 3) è composta da 2 fogli in pergamena manoscritti e miniati, uniti in un unica carta, 750 x 1020 mm (Fig. 3). Nell’interessante prospetto dell’Almagià (3), ritroviamo nella carta del ‘Dalorto’, che insieme all’originario toponimo di Safri, figurano i toponimi di Palinudi (Palinuro), Foresta (?), Policastro, Maratia, Tim, ecc….(3). Noi non abbiamo esaminato de visu le due carte in questione, ma il prospetto dell’Almagià (3), ci conferma la scritta di un ‘Safri’. Il toponimo di ‘Safri’ è riportato in nero mentre quello vicino di Policastro viene riportato con il colore rosso.

Note bibliografiche:

(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, n. 12, 1987;

(2) Almagià R., Toponomastica dell’Italia in alcune carte nautiche medioevali, stà in “Mo- numenta Italia Cartographica”, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore. Appendice I, p. 68.

(3) ibidem, Appendice I, I – Coste liguri e tirreniche della penisola, pp. 67, 68.

(4) (Fig. 2). La carta è stata illustrata e riprodotta da Magnaghi A., “La carta nautica cos- truita nel 1325 da Angelino Dalorto offerta in dono al III Congresso Geografico Italiano.”, Firenze, 1898.

(Fig. 3) Carta nautica di Angelino De Dalorto, del 1339, è pubblicata da De La Ronciere A. M., M. Mollat Du Jourdin, I portolani, carte nautiche dal XIII al XVII secolo, ed. Bramante, Milano, 1992, tav. n. 7 a colori, del 1339 e, commento alla tavole, pagg. 193, 194, conserva- ta Parigi, Biblioteca Nazionale di Francia, Cartes et Plans, Res. Ge B 696 (Fig. 3).

Nel 1480, Sapri nella carta nautica di Albino de Canepa

Sapri ed il suo toponimo figura tra i porti della carta nautica o portolano del cartografo Albino de Canepa, firmata e datata 1480 (sec. XV), oggi conservata alla cartoteca presso la Società Geografica Italiana a Roma (1). Di questa bellissima carta nautica che abbiamo studiato de visu e su cui è riportato anche Sapri tra i porti della costa del Mare Tirreno, si conosce poco. Le uniche notizie si trovano sul collo della pergamena che riporta la data di marzo del 1480, il nome dell’autore ed il luogo di esecuzione cioè Genova:  “ALBINUS DE CHANEPA CIVIS JANUE COMPOSUIT HANC CARTAM ANNO DOMINI MCCCCLXXX DE MENSE MARCIJ IN JANUA”. La carta quindi è di scuola genovese, è manoscritta a colori.

Albino de Canepa - 1480, carta nautica alla Società Geografica Italiana di Roma

(Fig. 1) Albino de Canepa, 1480, carta nautica intitolata “Carta da navigare“, oggi alla S.G.I

Sapri, viene rappresentata e figura anche su un’altra carta attribuita sempre ad Albino de Canepa, ma un pò più recente della prima. Quella della fig. 2, è datata 1489 e fu de- scritta a fine ottocento dall’Uzielli e Pietro Amat di San Filippo, la descrissero in occasio- ne del III Congresso di Geografia Internazionale del 1882. Attualmente la carta appartie- ne alla James Ford Bell Library di Minneapolis negli USA. Questa carta del genovese Ca- nepa, conservata negli USA, è mantenuta molto meglio della prima di Fig. 1 che si trova a Roma, ma in entrambe si può leggere il nome del porto di Sapri. Anche questa carta è datata e firmata.

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(Fig. 2) Portolano di Albino de Canepa, 1489, alla James Ford Bell Library di Minneapolis negli USA.

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(Fig. 3) Portolano di Albino de Canepa, 1489, alla James Ford Bell Library di Minneapolis negli USA.

Note bibliografiche:

(1) (Fig. 1) Società di Geografia Italiana, Cartoteca, Roma. Vedi pure: Ferro G., La carta nautica di Albino de Canepa, 1480, Società Geografica Italiana, 1991.

(2) ( Fig. 2) Uzielli P., P. Amat di San Filippo, Mappamondi, carte nautiche, portolani ed altri monumenti cartografici specialmente italiani dei secoli XIII-XVIII, voll. 1 e 2, Roma; vedi pure: https://www.lib.umn.edu/apps/bell/map/PORTO/CAN/index89.html

Nel 1832, Sapri e le carte inedite del Genio Militare Napoletano

Gli studi

Nel 1982, ancora studente, iscritto alla Facoltà di Architettura  dell’Università ‘Federico II’ di Napoli, frequentando spesso l’Archivio di Stato di Napoli, rinvenni alcuni documenti d’epoca borbonica che riguardano le batterie costiere e fortificazioni militari del Regno delle due Sicilie nel Golfo di Policastro, Palinuro, Centola e Sapri. I documenti erano manoscritti e inediti. Presso l’Archivio di Stato di Napoli, dove restavano conservate, rinvenni la seguente documentazione: Pandette Ministero Guerra e Segreteria di Guerra, fasci: 2306, 2409, 1960, 2325, 2364, 2325, 442, 437, Sezione militare, pandette Ministero della Guerra e Segreteria di Guerra, fasci: 442, 437, 1960, 2306, 2325, 2364, 2409, che vanno tutti sotto il nome di “Sapri” e “Piazza di Sapri“. Si tratta di una documentazione inedita ed interessantissima perchè riguardava le fortificazioni e le batterie costiere a Sapri, Palinuro, Centola ecc…e, nel Golfo di Policastro fino ad Agropoli, dell’esercito del Regno Borbonico delle Due Sicilie, nel primo trentennio dell”800 (anni 1832-33). La documentazione che avevo rinvenuto all’Archivio di Stato di Napoli e che avevo già pubblicato in altri miei studi è quella illustrata nelle Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21-22 (1-….). In particolare quelli che ivi pubblico, fanno parte di un fondo di 13 fogli tratti dal Fondo Ministero Guerra, datati Napoli 1832 e 1832, manoscritti e inediti. Di questa documentazione di n. 13 fogli, vi erano alcuni documenti, datati 1832 ( i fogli numerati 4 e 6), è indirizzato dal Sindaco di Sapri Don Francesco Antonio Peluso, facente funzioni di Commissario di Guerra che lo indirizza alla Direzione del Genio Militare del Tirreno (Figg. 17 e 18), per l’affitto di alcuni locali del Barone Palamolla (2). Li pubblicai su alcuni miei studi (1).  In seguito ne pubblicai il resoconto storico in alcuni articoli su alcune riviste, come “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, pubblicato a stampa sulla rivista ‘Progetto‘ (1) e, quello pubblicato già nel lontano 1987 sulla rivista “I Corsivi”, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi” che, in seguito pubblicai nel 1998 nella relazione sull'”Evoluzione storico-urbanistica di Sapri“, redatta per il nuovo Piano Reglatore Generale del Comune di Sapri, di cui fui incaricato e, depositata in Comune. In questi articoli, frutto di studi e ricerche durati anni, pubblicavo alcune notizie storiche su Sapri tratte da alcuni disegni e documenti inediti, come lo studio ivi pubblicato dal titolo: “I disegni e le carte inedite da me scoperte alla Biblioteca Nazionale di Napoli”, a cui rinviamo per gli opportuni approfondimenti. Recentemente, abbiamo chiesto alla Direzione dell’Archivio di Stato di Napoli, la fotoriproduzione digitale della documentazione rinvenuta negli anni ’80, citata ma la Dott.ssa Orciuoli, ci inviato la riproduzione digitale di una documentazione interessantissima che è molto simile a quella rinvenuta negli anni ’80. Si tratta di documenti simili a quelli rinvenuti negli anni ’80, ma diversi. I documenti, recentemente acquisiti in riproduzione digitale dall’ASN, sono inediti e sconosciuti agli studiosi – come del resto quelli rinvenuti negli anni ’80 e, riguardano anch’essi le batterie militari costiere d’epoca borbonica a Sapri e dintorni, alcuni sono datati al 1832 ed altri sono datati al 1833, e sono illustrati nelle immagini delle Figg. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13).

Le fortificazioni lungo il litorale Saprese in epoca Borbonica

Durante il decennio dell’occupazione francese del Regno delle due Sicilie (1806-1815), il meridione d’Italia visse una vera e propria guerriglia civile, che si manifestò col cosiddet- to “brigantaggio”, alimentato dai borboni e dagli inglesi, respinti ed arroccati in Sicilia. Anche il Cilento venne coinvolto, tanto dalle operazioni terrestri tanto da quelle navali, per la difesa delle coste (2). Nel Regno delle due Sicilie, durante il breve periodo di occu- pazione napoleonica di Giuseppe Bonaparte prima e con Gioacchino Murat dopo (1806-1815), il programma di organizzazione strategico militare promosse il potenziamento dell’assetto difensivo del Regno, soprattutto sulle coste, con il ripristino ed il rinnovamento delle fortificazioni esistenti e con la riprogettazione e la realizzazione di nuovi presidi militari. A Sapri, tale programma di potenziamento riguardò principalmente le fortificazioni di batteria costiera, in parte già esistenti. Il rafforzamento e l’ingrandimento delle fortificazioni militari esistenti, fu certamente oggetto di particolare attenzioni del governo napoleonico, in epoca murattiana, come risulta da alcuni disegni manoscritti inediti, da me ritrovati presso la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli (4) e da me pubblicati nel 1987 (1). Alcuni disegni simili e di simile provenienza, che però riguardano la piazza di Palinuro, furono pubblicati molti anni dopo, nel 1989, in uno studio di Antonio Caffaro (9). Molti di questi disegni, ma non quelli trovati da noi e qui riportati, furono già citati dal Vassalluzzo nel suo “Castelli, torri e borghi della costa cilentana” (8) e poi successivamente pubblicati da A. Caffaro, “Le fortificazioni della costa cilentana attraverso alcuni disegni inediti” (9) che però si ferma alle batterie e fortificazioni progettate a Palinuro. Già lo Schmiedt, nel suo studio sui “Antichi porti d’Italia” (5) sui porti della Magna Graecia, pubblicava un’interessante disegno “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, che scriveva in proposito: “….dedotto da un rilievo a scala 1:500 eseguito nel 1819 dal Tenente Blois del Genio Militare Napoletano. Si notano i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle”. Nellinteressante disegno di rilievo planimetrico dell’area di S. Croce a Sapri, si vede come doveva apparire al giovane Tenente del Genio Militare Napoletano nel 1819 e, si vede anche la “Torre del Fortino” (oggi non più visibile), ove si vede scritto “la marinella” (5), forse proprio il vecchio fortino di cui ci parla il Gallotti (6-7) e del progetto di un Fortilizio da me scoperto, che voleva rinforzarlo. Questa documentazione inedita, ci consente di arricchire la ricostruzione storica del territorio cilentano, da sempre prima linea di difesa alla conquista del Regno e causa principale dello spopolamento delle sue coste, dall’altra, costituiscono testimonianze che contribuiscono a chiarire alcuni aspetti della progettazione e del rafforzamento militare dell’epoca nelle nostre zone costiere (3). La particolare attività di rilievo lungo la costa del litorale saprese a fini militari, sia du-rante il decennio francese (1806-1815), che durante il breve periodo di occupazione napoleonica, con Giuseppe Bonaparte prima e con Gioacchino Murat dopo, il programma di organizzazione strategico militare promosse il potenziamento dell’assetto difensivo del Regno delle due Sicilie, soprattutto sulle coste, con il ripristino ed il rinnovamento delle fortificazioni borboniche già esistenti e con la riprogettazione e la realizzazione di nuovi e più efficaci presidi militari. A Sapri, tale programma di potenziamento, riguardò principalmente le fortificazioni di batteria costiera, in parte già esistenti.

Le carte inedite dell’Esercito Borbonico recentemente acquisite all’ASN

Nel 1891, il Dott. Nicola Gallotti (5), il primo Sindaco di Sapri dell’Italia unitaria, in alcuni suoi scritti su Sapri, riportava interessanti notizie storiche e scriveva: “Devo ricordare, a titolo di cronaca locale, l’esistenza di un vecchio fortino, munito pure un tempo di diversi cannoni, e sito sul lembo occidentale estremo dell’antica Sapri. Ora il Fortino è del tutto smantellato, dappoichè parecchi anni indietro ne furono tolti financo i cannoni. Intanto vi fu un momento, in cui nel 1860, Garibaldi voleva attivare a difesa questo vecchio spaldo.”. Il Gallotti, in un suo pregevole scritto dell’epoca, riferiva che il Re Gioacchino Murat, visitò il paese per ispezionare il Fortino situato nell’omonima zona, la quale era guarnita di cannoni (5), mentre il Pesce, ricordava che, moschetti, cannoni e mortaretti, alcuni dei quali furono mandati nel sec. XVII a guarnire il Fortino presso il mare di Sapri e Vibonati (6). Si trattava di una piccola fortificazione borbonica, costruita ove attualmente si trova il faro a Sapri o nei pressi dell’attuale Ospedale civile di Sapri, forse rinforzato  durante il decennio napoleonico sotto il regno dei francesi di Gioacchino Murat. La ricca documentazione inedita, conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli, da me ritrovata e pubblicata pima nel 1987 e poi nel 1994 (1-3), attesta come anche con il ritorno della monarchia borbonica, dal 1819 al 1833, le fortificazioni di Sapri furono oggetto di vari movimenti e lavori di trasformazione rivolti a trasformare i riferimenti costieri come si può vedere anche dal documento (Fig. 23), in mio possesso. Si tratta di un lasciapassare rilasciato dall’Intendente borbonico della Provincia di Bari a Giuseppe Immediato nativo di Sapri. Recentemente, abbiamo chiesto alla Direzione dell’Archivio di Stato di Napoli, la fotoriproduzione digitale della documentazione rinvenuta negli anni ’80, citata ma la Dott.ssa Orciuoli, ci inviato la riproduzione digitale di una documentazione interessantissima che è molto simile a quella rinvenuta negli anni ’80. Si tratta di documenti simili a quelli rinvenuti negli anni ’80, ma diversi. I documenti, recentemente acquisiti in riproduzione digitale dall’ASN, sono inediti e sconosciuti agli studiosi – come del resto quelli rinvenuti negli anni ’80 e, riguardano anch’essi le batterie militari costiere d’epoca borbonica a Sapri e dintorni, alcuni sono datati al 1832 ed altri sono datati al 1833, e sono illustrati nelle immagini delle Figg. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13).

1 - Sapri

(Fig. 1) Documentazione inedita, datata 1833, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

2 -Sapri

(Fig. 2) Documentazione inedita, datata 1833 (retro) da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

5 - Sapri

(Fig. 3) Documentazione inedita, datata 1832, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

6 - Sapri

(Fig. 4) Documentazione inedita, datata 1832 (retro), da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

7 -Sapri

(Fig. 5) Documentazione inedita, datata 1832, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

8 - Sapri

(Fig. 6) Documentazione inedita, datata 1832, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

9 - Sapri

(Fig. 7) Documentazione inedita, datata 1832 (retro), da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

10 - Sapri

(Fig. 8) Documentazione inedita, datata 1833, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

10 - Sapri

(Fig. 9) Documentazione inedita, datata 1833 (retro), da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

13 - Sapri

(Fig. 10) Documentazione inedita, datata 1832, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

14 - Sapri (forse

(Fig. 11) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

16 - Palamolla terra in Salerno

(Fig. 12) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

20 - Sapri

(Fig. 13) Documentazione inedita, datata 18 febbraio 1833, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri (2).

I documenti inediti dell’Esercito Borbonico del Regno delle Due Sicilie, da me rinvenuti all’Archivio di Stato di Napoli negli anni ’80.

Dopo i primi anni ’80, presso l’Archivio di Stato di Napoli, dove venivano conservati nella Sezione militare, alcune pandette del Ministero della Guerra del Regno delle due Sicilie sotto il Regno Borbonico, rinvenni alcuni documenti inediti e sconosciuti, e che facevano parte di un fondo e documentazione che andavano tutti sotto il nome di “Sapri” e “Piazza di Sapri” (1). In particolare quelli che ivi pubblico, fanno parte di un fondo di n. 13 fogli tratti dal Fondo Ministero Guerra (2), datati Napoli, 3 Aprile 1833, inediti (Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21). Recentemente abbiamo richiesto all’Archivio di Stato di Napoli, le fotoriproduzioni dagli originali ma ci sono pervenute le carte, anch’esse inedite, che sono illustrate nelle Figg. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13. In attesa delle riproduzioni digitali dei documenti originali, conservati all’ASN, che rinvenni negli anni ’80 e che abbiamo richiesto, pubblichiamo le riproduzioni in b/n (Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21). In particolare vi sono due documenti datati 1832 (i fogli numerati 4 e 6), indirizzati alla Direzione del Genio del Tirreno dal Sindaco di Sapri D. Francesco Antonio Peluso, facente funzioni di Commissario di Guerra. In questi anni, oltre ad alcuni reperti, alle fonti archivistiche, si sono rivelati utili la ricca documentazione inedita conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli, da me ritrovata e pubblicata prima nel 1987 e poi nel 1994 (1-3). Essa attesta come anche con il ritorno della monarchia borbonica, dal 1819 al 1833, le fortificazioni di Sapri furono oggetto di vari movimenti e lavori di trasformazione rivolti a modificare i riferimenti costieri, come si può vedere anche dal documento (Fig. 23), in mio possesso. Si tratta di un lasciapassare rilasciato dall’Intendente borbonico della Provincia di Bari a Giuseppe Immediato nativo di Sapri. Questa documentazione inedita, ci consente di arricchire la ricostruzione storica del territorio cilentano, da sempre prima linea di difesa alla conquista del Regno e causa principale dello spopolamento delle sue coste, dall’altra, costituiscono testimonianze che contribuiscono a chiarire alcuni aspetti della progettazione e del rafforzamento militare dell’epoca nelle nostre zone costiere (6). Due documenti, datati 1832 (Figg. 4-6), indirizzati alla Direzione del Genio del Tirreno da Don Antonio Peluso che in qualità di Sindaco di Sapri faceva funzioni di Commissario di Guerra della Piazza di Sapri. I due documenti (Figg. 4-6), sono due processi verbali stilati nel 1832 a Sapri dal Commissario di Guerra della Piazza di Sapri del Regno delle due Sicilie in epoca borbonica, Francesco Antonio Peluso Sindaco di Sapri che, effettua la disdetta di alcuni locali di proprietà del Barone Palamolla di Torraca, tenuti in affitto dalla Guerra per uso di Magazzino delle Munizioni di Artiglieria”. I locali di proprietà del Barone Decio Palamolla, erano stati affittati dal Genio militare Napoletano che li aveva adibiti a Caserma e spalto difensivo. Dal documento si evince che detti locali erano muniti anche di batterie essendovi munizioni e quindi doveva essere un piccolo fortilizio (Fig. 22). Per questa documentazione, si rimanda al mio studio quì pubblicato: “Il vecchio Fortino Borbonico a Sapri”.

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(Fig. 14) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 15) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 16) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 17) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

Il Sindaco di Sapri D. Francesco Antonio Peluso, nel 1832, facente funzioni Commissario di Guerra.

Nel corso dei miei studi e ricerche (1), rinvenni alcuni documenti presso l’Archivio di Stato di Napoli, ove erano ivi conservati nella Sezione militare, pandette del Ministero della Guerra del Regno delle due Sicilie sotto la dominazione borbonica e che facevano parte di un fondo e documentazione che andavano tutti sotto il nome di “Sapri” e “Piazza di Sapri” (2). La ricca documentazione inedita, conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli, da me ritrovata e pubblicata prima nel 1987 e poi nel 1994 (1), attesta come anche con il ritorno della monarchia borbonica, dal 1819 al 1833, le fortificazioni di Sapri furono oggetto di vari movimenti e lavori di trasformazione rivolti a trasformare i riferimenti costieri (3), come si può vedere anche dai documenti (Fig. 23), in mio possesso che hanno impresso lo stesso timbro del Regno delle due Sicilie che ritroviamo anche su un altro documento (Fig. 23), del 1833. Si tratta di un lasciapassare rilasciato dall’Intendente borbonico della Provincia di Bari a Giuseppe Immediato nativo di Sapri. Questa documentazione inedita, ci consente di arricchire la ricostruzione storica del territorio cilentano, da sempre prima linea di difesa alla conquista del Regno e causa principale dello spopolamento delle sue coste, dall’altra, costituiscono testimonianze che contribuiscono a chiarire alcuni aspetti della progettazione e del rafforzamento militare dell’epoca nelle nostre zone costiere (2). In particolare quelli che quì pubblico, fanno parte di un fondo di n. 13 documenti manoscritti inediti, tratti dal Fondo Ministero Guerra (2), datati Napoli, 1832 e 1833. In un documento datato 1832 (Figg. 4-6), indirizzati dall’allora Sindaco di Sapri, Don Francesco Antonio Peluso – facente funzioni di Commissario di Guerra – alla Direzione del Genio militare Napoletano del Tirreno. In particolare i due documenti (Figg. 4 e 7), sono due processi verbali stilati nel 1832 a Sapri dal Sindaco di Sapri, facente funzioni di Commissario di Guerra della Piazza di Sapri del Regno delle due Sicilie in epoca borbonica, Francesco Antonio Peluso che effettua la disdetta di alcuni locali di proprietà del Barone Palamolla di Torraca, tenuti in affitto dalla Guerra per uso di Magazzino delle Munizioni di Artiglieria”. I locali di proprietà del Barone Decio Palamolla, erano stati affittati dal Genio militare Napoletano che li avevano adibiti a Caserma e spalto difensivo. Da uno dei documenti si evince che detti locali erano muniti anche di batterie essendovi munizioni e quindi doveva essere un piccolo fortino. Per questa documentazione, si rimanda all’altro mio studio quì pubblicato: “Il Fortino borbonico”.

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(Fig. 18) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 19) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 20) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 21) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 21) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 22) Documentazione inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri nel primo trentennio dell”800 (2).

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(Fig. 23) Lasciapassare del 1838, del Regno delle Due Sicilie – epoca borbonica.

Lo studioso Orazio Campagna (…), nel suo ‘La “Regione Mercuriense” nella storia delle comunità costiere da Bonifati a Palinuro’, edito nel 1982, parlando di Policastro, a p. 261, in proposito scriveva che: “Durante la guerra Napoleonica del 1806, la costa Salerno- Policastro fu ispezionata da re Giuseppe (95), però, durante la guerriglia che seguì all’occupazione, Policastro divenne la base da cui partivano le imboscate di Fra Diavolo (96).”. Il Campagna (…), a p. 261, nella sua nota (95), postillava che: “(95) L.M. Greco, Annali di Citeriore Calabria dal 1806 al 1811, ed. del Tornese, per conto della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, I, Roma, 1979, pag. 213.”. Il Campagna, a p. 261, nella sua nota (96), postillava che: “(96) Il Golfo di Policastro costituì il tallone di Achille per i Francesi (cfr. Memoires et corrispondance politique et militare du roi Joseph, etc., 10 vol., Paris, 1853-1854, III); L.M. Greco, Annali di Citeriore Calabria dal 1806 al 1811, ed. del Tornese, per conto della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, op. cit., I, pgg. 136-137. M. Monnier, Notizie storiche documentate sul brigantaggio nelle provincie napoletane dai tempi di fra Diavolo sino ai nostri giorni (1862), Napoli, 1965.”.

Note bibliografiche:

(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., La Lucania del Barone Antonini, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb.,1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ” Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sa- pri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Re-golatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.

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(Figg. 24-25) Attanasio F., Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, pubblicato sulla rivista a stampa ‘Progetto‘, anno V, 2, luglio 1994, pp. 3, 4 (1).

(2) (Figg. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13) Le immagini illustrano la documentazione fotoriprodotta digitalmente, recentemente acquisita presso l’Archivio di Stato di Napoli. Nel corso dei miei studi e frequentazioni presso l’Archivio di Stato di Napoli, nel 1981, rinvenni dei documenti d’epoca borbonica che riguardano le batterie costiere e fortificazioni militari del Regno delle due Sicilie nel Golfo di Policastro, Palinuro, Centola e Sapri. Si tratta di documenti manoscritti ed inediti. Della documentazione rinvenuta all’ASN, negli anni ’80, eseguii delle copie in b/n (Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21), di cui in seguito, pubblicai a stampa i resoconti storici in alcuni articoli su alcune riviste, come “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, pubblicato a stampa sulla rivista ‘Progetto‘ (1) e, quello pubblicato già nel lontano 1987 sulla rivista “I Corsivi”, “Sapri, incursioni nella notte dei tempi” che, in seguito pubblicai nel 1998 nella relazione sull'”Evoluzione storico-urbanistica di Sapri“, redatta per il nuovo Piano Reglatore Generale del Comune di Sapri, di cui fui incaricato e, depositata in Comune. In questi articoli, frutto di studi e ricerche durati anni, pubblicavo alcune notizie storiche su Sapri tratte da alcuni disegni e documenti inediti, come lo studio ivi pubblicato dal titolo: “I disegni e le carte inedite da me scoperte alla Biblioteca Nazionale di Napoli”, a cui rinviamo per gli opportuni approfondimenti. Nel 1981, ottenni all’ASN, le fotoriproduzioni in b/n (Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21). I documenti rinvenuti all’epoca, erano in bianco e nero e, sebbene facessero pare dello stesso fondo d’Archivio, sono differenti da quelli acquisiti recentemente, che pure sono inediti e che pure riguardano lo stesso fondo d’archivio. In particolare, i documenti rinvenuti negli anni ’80 (Figg. 14-15-16-17-18-19-20-21), facevano parte di un fondo di n. 13 fogli tratti dal Fondo Ministero Guerra, fascio 2325, inc. 1609. In particolare, tra quelle carte, vi è una datata Napoli, 30 Settembre 1832, indirizzata alla Direzione del Genio del Tirreno da D. Francesco Antonio Peluso Sindaco del Comune di Sapri. Tutti si trovano conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli, ove rinvenni la seguente documentazione: pandette Ministero Guerra e Segreteria di Guerra, fasci: 2306, 2409, 1960, 2325, 2364, 2325, 442, 437, Sezione militare, Segreteria di Guerra, fasci: 442, 437, 1960, 2306, 2325, 2364, 2409, che vanno tutti sotto il nome di Sapri e Piazza di Sapri. I documenti citati, andavano sotto la segnatura di fascio 2325, inc. 1609. Al momento, la documentazione rinvenuta all’ASN, nei primi anni ’80, che posseggo in fotocopia b/n (Figg. 14 e s.), pare sia introvabile, ma ci proponiamo di rintracciarla e di pubblicare la riproduzione digitale. Recentemente, ho chiesto all’Archivio di Stato di Napoli, di ottenere le fotoriproduzioni digitali che mi sono state inviate ma, sebbene siano simili e di grande interesse per Sapri e le sue fortificazioni militari, la documentazione inviatami è diversa. Ecco cosa ci ha scritto la dott.ssa Orciuoli: “Gentile Studioso, in riferimento alla Sua richiesta si comunica che sono stati consultati i fasci nn. 437, 442, 2306, 2325, 2409, mentre i fasci 1960 e 2364 sono risultati mancanti. In particolare, il fascio 437, contenente un solo fascicolo, riguarda le pensioni; il fascio 442, le richieste di licenza e approvazione di matrimoni; i fasci 2306 e 2409 sono relativi rispettivamente a Difesa della frontiera e delle coste (Pescara,  Civitella delTronto, Capua, Gaeta) e alle Piazze di Nola, Brindisi, Messina, Palermo e Napoli. Solo nel fascio 2325, relativo agli edifici militari, oltre che a quelli di Torre Annunziata, Caserta, Castellammare, Baia, Portici, Granatello, Aversa, Otranto, Napoli, è presente un fascicolo 627, datato 9 marzo 1833 contenente due sottofascicoletti aventi ad oggetto “Piazza di Sapri, esercizio 1832, Processo verbale di continuazione di fitto per l’anno 1832 di un locale in Sapri di proprietà del Sig. Barone Pallamolla, per uso di magazzino delle munizioni di artiglieria” il primo, e “[…] per uso di caserma di artiglieria” il secondo.”. Le carte acquisite recentemente ed illustrate nelle (Figg. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13), sono documenti che fanno parte della documentazione manoscritta inedita, da me scoperta all’ASN, riguardante le fortificazioni militari di Sapri ai primi dell”800 e, del Genio Militare Napoletano Borbonico e, fanno parte di un fondo e documentazione che vanno tutti sotto il nome di Sapri” e “Piazza di Sapri“, conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli, Sezione militare, pandette Ministero della Guerra e Segreteria di Guerra, fascio 2325 “relativo agli edifici militari”, del fascicolo 627, datato 9 marzo 1833 contenente due sottofascicoletti aventi ad oggetto “Piazza di Sapri, esercizio 1832, Processo verbale di continuazione di fitto per l’anno 1832 di un locale in Sapri di proprietà del Sig. Barone Pallamolla, per uso di magazzino delle munizioni di artiglieria” il primo, e “[…] per uso di caserma di artiglieria” il secondo.”.

(3) Valente A., Gioacchino Murat e l’Italia meridionale, Torino (1965), 1976.

(3) Tratti da una grande raccolta di mappe e disegni appartenenti alla ex Biblioteca Provinciale di Napoli e di Salerno, oggi custoditi presso la Sezione ‘Manoscritti e Rari‘ della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli – B.N.N. Sezione ‘Manoscritti e Rari’ ( manoscritto fine sec. XVIII) coll. Ba 25a (71 e, 2) idem (manoscritto inizio sec. XIX) coll. Ba 25a (32; 3). Si veda nota bibliografica (160), dello studio per il P.R.G. del Comune di Sapri (1). Lo schizzo “Croquì di Sapri” ha la seguente collocazione: coll. Ba 25a  (71. e 2, mentre il progetto illustrato in Fig…. è collocato come segue: coll. Ba 25a (32. I resoconti storici e bibliografici della documentazione in questione, sono stati da me pubblicati nello studio: “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, stà in “Progetto”, anno V, 2, luglio 1994, pp. 3-4 (Figg. 6-7). Alcuni disegni e carte simili, furono in seguito, nel 1989 (circa dieci anni dopo la mia scoperta), pubblicate da Caffaro A., op. cit. (8). Caffaro, pubblicò alcune carte inedite del Genio Militare Napoletano che riguardavano il tratto di costa Cilentano da Agropoli fino a Palinuro.

(5) “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri“, tratto da Schmiedt G., ‘Antichi porti d’Italia – Gli scali Fenicio-punici – I porti della Magna Grecia’, pubblicato nella rivista dell’I.G.M. “L’Universo”, ed. I.G.M., Firenze, 1975, p. 78-79. Schmiedt, alla nota 173 di p. 78, scrive in proposito: “un vecchio schizzo eseguito nel 1819 a cura del Tenente Blois del Genio Napoletano” e, poi ancora: “Particolare della costa occidentale della baia di Sapri, dedotto da un rilievo a scala 1:500 eseguito nel 1819 dal Tenente Blois del Genio Militare Napoletano. Si notano i resti dell’antico molo di “Le Cammerelle”. Il disegno originale è conservato all’I.G.M. di Firenze – Nuovo Archivio, Sede S. Marco, classificazione catastale, 75-11, armadio 93, cartella 82, doc. n. 52, scans. 93, e si può ottenere la sua fotoriproduzione digitale andando sul sito: https://www.igmi.org/carte-antiche/digitale_300_dpi/carta-1507626269.46?searchterm=Genio+Napoletano

 

(6) Gallotti N., Sapri nella storia e nella tradizione popolare, Napoli, 1899. Si veda pure: Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891, p. 8.

(7) Pesce C., Storia della città di Lagonegro, Lagonegro, ristampa anastatica a cura delle Tip. Dino Ricca, Lagonegro (PZ), (prefazione del 1913), p. 9.

(8) Vassalluzzo M., Castelli, Torri e Borghi della Costa Cilentana, ed. Econ, Castel S. Giorgio (SA), 1975, pp. 6-24.

(9) Caffaro A., Le prime fortificazioni della costa cilentana, ed. Palladio, 1989. Vedi anche: Caffaro A., Le fortificazioni primo-ottocentesche della costa cilentana attraverso alcuni di- segni inediti, ed. Palladio, Salerno, 1989. Alcuni disegni e carte simili, furono in seguito, nel 1989 (circa dieci anni dopo la mia scoperta), pubblicate da Caffaro A., op. cit. (8). Caffaro, pubblicò alcune carte inedite del Genio Militare Napoletano che riguardavano il tratto di costa Cilentano da Agropoli fino a Palinuro.

(10) Barra F., Cronache del brigantaggio meridionale 1806-1815, Salerno-Catanzaro, 1981, pp. 123-125. Si veda pure: Cortese N., Corpi e scuole militari dell’esercito napoletano dal 1806-1815, Estratto da “Rassegna storica Napoletana”, a. I, n. 4, 1933, pp. 27-28.

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(…) Campagna Orazio, La “Regione Mercuriense” nella storia delle comunità costiere da Bonifati a Palinuro, ed. Pellegrini, Cosenza, 1982 (Archivio Storico Attanasio). Si veda pure dello stesso autore: Miti e storia da Laos a Skidros – La grotta dell’Orco alla Serra di Grisolia, ed. Brenner, Cosenza, 1993 (Archivio Storico Attanasio)