
(Fig. 1) Stemma araldico della Famiglia Peluso, scolpito sulla lapide marmorea con epitaffio nella Chiesa dell’Immacolata in Piazza del Plebiscito a Sapri, ilustrata nell’immagine che segue.

(Fig. 10) Lapide marmorea con epitaffio nell’androne d’ingresso della Chiesa Madre in Piazza del Plebiscito a Sapri. Essa ricorda la morte di D. Antonio Peluso, Vice Console del Consolato Britannico di Sapri.
Un’altra testimonianza del passato di Sapri sono i numerosi stemmi e, riggiole, le matto- nelle policrome ed invetriate che sormontano i portali dei palazzi, affreschi, lapidi mar- moree, torrini e fortilizi, edicole votive, di cui ancora oggi si vedono i resti.

(Fig. 2) Portale nel rione Marinella a Sapri, sormontato da un’edicola votiva dedicata alla Madonna Vergine Maria (Foto Archivio Storico Attanasio).
Palazzo del Barone Gallotti in via Nicodemo Giudice
Lo stemma affrescato, nell’androne del Palazzo del nobile liberale saprese Barone Giovanni Gallotti in Via Roma, dove nel 1860, fu ospitato Giuseppe Garibaldi che risaliva le Calabrie (Fig. 3).

(Fig. 3) Affresco dipinto sulla volta dell’androne d’ingresso a Palazzo Gallotti in via Nicodemo Giudice a Sapri (Foto Archivio Storico Attanasio)
Questo stemma, si trova dipinto sulla volta dell’androne d’ingresso di Palazzo Gallotti in via Nicodemo Giudice a Sapri. Esso rappresenta lo stemma araldico della Famiglia del Barone Gallotti di Sapri, noto liberale del tempo. Garibaldi, nella sua risalita dalle Calabrie alla volta di Napoli per la conquista del Regno delle due Sicilie, si fermò a soggiornare a Sapri in questo palazzo, ospitato dal Barone Gallotti. Lo ricorda la lapide ( Fig. 4).

(Fig. 4) Portale e lapide in ricordo di Garibaldi di Palazzo Gallotti in via Nicodemo Giudice a Sapri

(Figg. 4-5) Portale di Palazzo Gallotti in via Nicodemo Giudice a Sapri
Palazzo Masiello
A Sapri, girando per il centro abitato, si possono ancora vedere i numero si stemmi lapi- dei che sormontano alcuni portali d’ingresso. E’ chiaramente visibile la scritta “A.D.1700”, l’anno di costituzione, scolpita sullo stemma di pietra che sormonta il portale di una casa in Via Cassandra oggi di proprietà Mangravita. Un’altro stemma (Fig. 3) è quello del portale di casa Speziale – Masiello in Via Nicodemo Giudice (Figg. 5-6).

(Fig. 5) Palazzo Masiello in via Cassandra a Sapri, con androne e stemma araldico che campeggia sulla chiave di volta del portale d’ingresso.

(Fig. 6) Palazzo Masiello in via Cassandra a Sapri, con androne e stemma sul portale d’ingresso.
Nel Palazzo Masiello è interessante il bellissimo androne o corte scoperta all’ingresso e, si possono ancora vedere nel corpo scala originario, le voltine a crociera sui pianerottoli ( Fig. 7). Altre simile scalinate sono state viste anche nel Palazzo del Barone Gallotti in via Roma e in un’altro palazzotto fortificato al Timpone.

(Fig. 7) Palazzo Masiello a Sapri in via Roma – volte a crociera nei pianerottoli delle scale
Palazzo Timpanelli in C.so Umberto I a Sapri


(Figg. 8-9) Stemma araldico lapideo e scolpito in marmo che campeggia sulla chiave di volta del portale d’ingresso della famiglia Timpanelli in Corso Umberto I a Sapri.
Il Palazzo della Famiglia Timpanelli, oggi Palazzo Tavernese in C.so Umberto I a Sapri, di cui si è salvato solo lo splendido portale, era la dimora dell’arciprete diacono Don Nicola Timpanelli, della curia di Sapri, ricordato nella lapide marmorea posta all’interno dell’androne della Chiesa Madre di Sapri in Piazza del Plebiscito ( Fig. 10).
I Peluso


(Fig. 11) Portale marmoreo finemente scolpito della casa natale dell’Avv. Vincenzo Peluso a Vibonati. La fattura è un’insieme di sapienza e di eleganza (Foto Archivio Storico Attanasio).
Queste due foto (Fig. 11), illustrano il bellissimo portale lapideo di Palazzo Peluso a Vibonati. Infatti, i Peluso, antica famiglia di Notai e Giuriconsulti vibonatesi, a Sapri risiedevano in un bel Palazzotto in C.so Garibaldi e che fu descritto da C. Pesce (3), in un suo libro sull’uccisione del patriota Costabile Carducci. I Peluso, ed in particolare l’arciprete Vincenzo era un fervente filoborbonico a differenza di altre famiglie liberali come quella del Barone Gallotti e dei Timpanelli che, all’epoca, appartenevano alla fazione antiborbonica.

(Fig. 1) Stemma della famiglia Peluso, impresso sulla lapide marmorea (Fig. 10) con epitaffio nella Chiesa Madre dell’Immacolata in Piazza del Plebiscito a Sapri.
Palazzo Gallotti in Piazza del Plebiscito
Un’altro dei bellissimi portali lapidei e scolpiti che troviamo a Sapri è quello del Palazzo della Famiglia del Dott. Nicola Gallotti, il primo Sindaco di Sapri, da non confondere con il noto liberale Barone Gallotti. Il Palazzo Gallotti, oggi abitato dagli eredi Pia Gallotti, si affaccia sull’odierna Piazza del Plebiscito, ex ‘Aria del Re’. Del portale si possono notare oltre alla fine lavorazione del disegno marmoreo, le volute della chiave posta in sommità a mò di motivo floreale ( Fig. 13).

(Fig. 12) Portale del Palazzo Gallotti in Piazza del Plebiscito a Sapri

(Fig. 13) Portale del Palazzo Gallotti in Piazza del Plebiscito a Sapri – Si noti la maniglia metallica finemente lavorata con il bel disegno a forma di gallo del portone ligneo ( Fig. 15).


A Sapri ed in particolare nell’antico rione della ‘Marinella’ si trovano delle case con dei portali dove in sommità sono state poste delle antiche ‘Riggiole’ o mattonelle policrome ed invetriate ( Fig. 18).




(Figg. 18-19-20-21) Formelle, riggiole, edicole votive e puttini sulle case della Marinella.
A Sapri, in via Cassandra troviamo il Palazzo Florenzano (Fig. 22) che, nel 1817, ospitava la sede del Consolato Britannico di Sapri.
Il Consolato Britannico in via Cassandra

La presenza a Sapri, in epoca borbonica, di un Consolato Britannico, denota principalmente l’importanza che Sapri, in quegli anni, prima della costruzione della linea ferroviaria Napoli-Reggio, aveva assunto come importante scalo marittimo per i notevoli traffici commerciali che dalle Calabrie e Sicilia, si estendevano alla Capitale del Regno delle due Sicilie. Il 1° gennaio 1810, Sapri fu eretta a Comune autonomo dal governo borbonico e, conti- nuò a rimanere tale con l’Unità d’Italia. Un’altro interessantissimo torrino difensivo lo troviamo in una casa di via Cassandra che si affaccia in un giardino privato e visibile nell’adiacente alla I Traversa Cassandra ( Fig. 23).

(Fig. 23) Torrino difensivo in un giardino su vicolo I Traversa Cassandra a Sapri.
Note bibliografiche:
(1) Attanasio F., “Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, stà in ” I Corsivi”, 1987, Anno II, n. 12, pp. 9-10; l’articolo fu citato dal Cesarino F., La Lucania del Barone Antonini, stà in ” I Corsivi”, n. 3, 1988; “I villaggi deserti del Cilento”, rivista ‘i Corsivi’, Gen.- Feb.,1988, anno III, n. 1-2, Sapri, pp. 12-13; ” Sapri, incursioni nella notte dei tempi“, rivista “I Corsivi”, Sa- pri, 1987, p. 9-10; “La pittura locale a Villa Guariglia“, rivista “I Corsivi”, Luglio 1987, anno II, n. 7, Sapri, p. 29; “Notizie storiche su Castelruggero“, rivista “I Corsivi”, Sapri, dic. 1988, anno II, n. 12, pp. 13-14; “Per un centro di storia cilentana“, rivista “I Corsivi”, Sapri, Nov. 1986, anno I, n. 9, p. 23; “Per un’ area di riequilibrio naturale”, rivista “I Corsivi”, Agosto 1986, anno I, n. 6, Sapri, p. 17; “Le fortificazioni primo-ottocentesche del litorale saprese attraverso alcuni disegni inediti”, rivista ‘Progetto’, Salerno, Luglio 1994, anno V, n. 2., pp. 3-4; “Per una politica del recupero“, Rivista ‘Progetto’, Salerno, Maggio 1994, Anno V, n. 1, pag. 11; “I villaggi deserti del Cilento”, “Progetto”, Salerno, Aprile 1995, anno VI, n. 2, p. 16; “Analisi sull’Evoluzione storica-Urbanistica di Sapri“, a mia firma, per il nuovo Piano Re-golatore Generale (P.R.G.) del Comune di Sapri, redatto dal Prof. Francesco Forte, 1998.


(2) Gallotti N., Condizioni igienico sanitarie di Sapri, Lagonegro, Tip. Lagonegrese, 1891, pp. 8-10-16. Si veda pure Gallotti N., Sapri nella storia e nella tradizione popolare, Napoli, 1899.
(3) Pesce C., Storia della città di Lagonegro, Lagonegro, ristampa anastatica a cura delle Tip. Dino Ricca, Lagonegro (PZ), (prefazione del 1913), p. 9.
