LA FAMIGLIA GALLOTTI DI PIAZZA PLEBISCITO A SAPRI
Nel 1895 e nel 1905, il dott. don NICOLA GALLOTTI che successe a Evangelista PELUSO quale Sindaco di Sapri
Luigi Tancredi (….), nel suo “Sapri giovane e antica”, a p. 89, nell’elencare i Sindaci di Sapri, in proposito scriveva: “16) Filomeno GALLOTTI….1880 e 17) Nicola Gallotti, …..1895; 18) Evangelista PELUSO,….1897 etc…(7).”. Tancredi, a p. 89, nella nota (7) postillava: “(7) Dagli Archivi Diocesano e Comunale di Sapri”. Dunque, don Filomeno Gallotti rimase in carica da Sindaco del Comune di Sapri fino al 1895, data nella quale divenne sindaco l’altro Gallotti, il dott. Nicola Gallotti dei Gallotti di Piazza Plebiscito. Ma, Ferruccio Policicchio (….), nel suo “Le Camicie Rosse nel golfo di Policastro”, edizioni Gutemberg, 2011, a p. 218, in proposito aggiungeva pure che: “Filomeno, ….Successivamente rivestì la carica di Sindaco dal 1878 fino al 1905.”. Dunque, il Policicchio – da poco scomparso – scriveva che don Filomeno Gallotti rivestì la carica di Sindaco di Sapri fino al 1905. Ma, credo però che Policicchio si sbagliasse perchè nel 1905 divenne Sindaco di Sapri l’altro Gallotti, il dott. Nicola Gallotti di Piazza del Plebiscito. La famiglia Gallotti di Battaglia, frazione del Comune di Casaletto Spartano, non è da confondere con l’altra famiglia dei Gallotti che abitavano e possedevano l’altro palazzotto che affaccia su Piazza del Plebiscito a Sapri, la famiglia del dr. Nicola Gallotti che fu uno dei primi Sindaci di Sapri, nell’Italia Unitaria. Pare che non vi sia stata parentela fra le due famiglie. I Gallotti che furono proprietari del palazzo che affaccia in Piazza del Plebiscito a Sapri non sono gli stessi Gallotti che abitarono nel Palazzo in via Nicodemo Giudice a Sapri. Pare che i Gallotti di piazza del Plebiscito siano imparentati con i Gallotti nobili di Casaletto Spartano e Battaglia che non si devono confondere con i Gallotti di Sapri di cui ci occupiamo in questo saggio.In piazza del Plebiscito, viveva fino a poco tempo fa la mia carissima amica PIA GALLOTTI consorte di Enzo Mancuso, che da pochi anni ci hanno lasciato entrambi. Accanto al suo appartamento vi era l’altro appartamento di proprietà di un’altra sorella. Un’altra sorella ancora, sorella di Pia è ancora vivente. Si tratta di ………………. La prima, dei baroni Gallotti di Battaglia possedevano anche vaste proprietà in località Fortino del Cervara che si trova non lontano dal piccolo casale di Battaglia. Questo palazzo, sito a Sapri in via Nicodemo Giudice si trovò al centro di due fatti storici che hanno caratterizzato gli anni del Risorgimento italiano nel 1848, nel 1857 e nel 1860 a causa del loro principale inquilino, il barone di Battaglia, don Giovanni Gallotti ed i suoi figli. Nel 1891, il Dott. Nicola Gallotti (36), il secondo Sindaco di Sapri dell’Italia Unitaria, in alcuni suoi scritti su Sapri, riportava interessanti notizie storiche su Sapri e così scriveva: “Devo ricordare, a titolo di cronaca locale, l’esistenza di un vecchio fortino, munito pure un tempo di diversi cannoni, e sito sul lembo occidentale estremo dell’antica Sapri. Ora il Fortino è del tutto smantellato, dappoichè parecchi anni indietro ne furono tolti financo i cannoni. Intanto vi fu un momento, in cui nel 1860, Garibaldi voleva attivare a difesa questo vecchio spaldo.”. Il sacerdote Luigi Tancredi (…) nel suo “Sapri giovane e antica”, a p. 89 riporta l’elenco dei “Sindaci di Sapri” da cui risulta il “17) Nicola Gallotti 1895” fino al “18) Filomeno Gallotti 1880”. Dunque, secondo il Tancredi (….), il dott. Nicola Gallotti eletto Sindaco nel 1895 e rimase in carica fino al 1880. Durante la sua sindacatura il dott. Gallotti pubblicò diversi studi e ricerche su Sapri che ho riportato in un altro mio saggio. Nell’elenco dei “Sindaci di Sapri” pubblicato a p. 89 dal Tancredi (…), notiamo che nel 1883 doveva essere Sindaco di Sapri “16 Filomeno Gallotti, 1880” che restò in carica fino al 1895 con “17) Nicola Gallotti, 1895“. Quest’ultimo è il dott. Nicola Gallotti che, oltre ad essere un noto e benemerito filantropo conosceva la Storia di Sapri avendola studiata attentamente anche attraverso le innumerevoli testimonianze archeologiche che proprio in quegli anni a Sapri si andavano meglio delineando. Nel suo Palazzotto in Piazza del Plebiscito, gli eredi conservano documenti e testimonianza del passato Saprese. Io stesso ho pubblicato ivi diverse immagini. La casa Gallotti dovrebbe diventare un Museo viste le opere, le monete antiche, i dipinti ed i documenti storici che ivi si conservano che spero non vadano disperse e destinate all’oblio tel tempo. A Sapri, purtroppo si sa, non esiste il senso civico della tutela e conservazione dei beni comuni. A Sapri, risulta difficile tutelare il patrimonio storico e ambientale. Il recente intervento di ripristino della Piazza del Plebiscito ha visto mutilati alcuni elementi storici di questa bella Piazza come ad esempio l’olmo che si trovava in piazza che era stato ivi piantato in epoca francese come “Albero della Libertà”. Il diritto d’arma e il sigillo araldico del Gallo sul portone Il palazzo civile di Piazza del Plebiscito custodisce una smentita visiva insindacabile alla tesi delle famiglie separate. Sul portone in legno dell’edificio è montata una maniglia antica in ferro battuto a forma di gallo , Nel diritto araldico del Mezzogiorno, i rami secondari e cadetti (come quello civile) avevano il diritto e l’obbligo di differenziare o modificare lo stemma rispetto ai baroni primogeniti per distinguere le linee di successione.,ma scegliere di mantenere impresso il gallo parlante del 1562 (il simbolo del ceppo originario lombardo venuto dal Nord) era la firma esplicita del sangue comune. La matrice d’origine comune: l’infinità di Gallotti da Battaglia L’origine biologica di tutti questi rami (sia dei Baroni sia dei possidenti stanziali di Torraca) porta immancabilmente all’entroterra, verso l’infinità di Gallotti registrati nella frazione Battaglia (Casaletto Spartano). È da quell’asse feudale unico che, nel Settecento, per via delle leggi del maggiorasco, si è originata la spartizione dei lotti: il titolo e il castello al primogenito, e le terre della fascia superiore costiera (che scavalcavano la montagna verso Torraca e la marina) ai figli cadetti per liquidare le loro quote di dote. La carta burocratica ha diviso i cassetti dei comuni dopo il 1811, la “vecchia” signora ha confuso le date dei palazzi per darsi arie di nobiltà antica.
Questa estate sono stato a Palazzo Gallotti a fare visita all’amico Vincenzo Mancuso ed alla sua consorte Pia Gallotti, nipote ed erede del dottore Nicola Gallotti, di cui parlerò appresso e di cui ho già parlato in interventi precedenti su questa pagina.

Il Palazzo Gallotti è un palazzotto gentilizio con un interessante prospetto della facciata principale che affaccia sulla Piazza del Plebiscito a Sapri con la meravigliosa vista sulla

Chiesa dell’Immacolata o Chiesa Madre di Sapri in Piazza del Plebiscito.
Il Palazzo Gallotti è stato testimone di tante vicende storiche che hanno visto proprio in quella Piazza del Plebiscito, a futura memoria, diversi accadimenti, noti e meno noti, della storia risorgimentale della storia dell’Italia pre-Unitaria e, post-Unitaria, proprio nel paese della “Spigolatrice” simbolo della nascita dell’Unità d’Italia. Costruito nel ‘700 sull’area antistante quella detta ‘l’Aria del Re‘, il palazzo, è di fattura tipica del posto e dell’epoca come del resto altri palazzotti gentilizi presenti a Sapri. Spicca sulla facciata principale il portale in pietra locale, forse pietra di Padula, finemente lavorato e decorato con volute ed portone ligneo con rinforzi metallici lavorati come il battente di bella fattura.


Il palazzo è una costruzione del ‘700 ed è in muratura portante su cui all’epoca dei miei studi di Architettura feci il rilievo architettonico ed uno studio e di cui cercherò di pubblicarne in seguito un estratto. Ricordo che in occasione del rilievo architettonico che feci, notai uno degli elementi costruttivi tipici dei palazzi cilentani, posti al servizio dell’edificio: ‘ u Gliar” ovvero il luogo usato per il ristoro e la conservazione delle derrate alimentari. U Gliar’ che ancora si può vedere, era posto nel sottoscala che restava luogo fresco per tutto l’anno. Riportiamo la foto di uno degli ‘occhi’ presenti nella muratura perimetrale al di sopra del cornicione in facciata costruiti per l’aereazione del sottotetto.

Il Palazzo, a sud della piazza, si affaccia su una pineta unica e di stupenda bellezza con alberi maestosi e secolari di pino mediterraneo.
Il Palazzo è stata la residenza del dott. Nicola Gallotti che pur non avendo nulla a che vedere con la Famiglia del Barone Gallotti, noto liberale dell’epoca che ospitò Giuseppe Garibaldi nel 1860 allorquando risaliva dalle Calabrie alla volta della conquista del Regno Borbonico delle due Sicilie, il dott. Nicola Gallotti ha avuto ed è stato una figura di notevole importanza per il paese. In occasione della visita agli amici Pia Gallotti e Enzo Mancuso , questi mi mostrarono i vari ambienti del loro appartamento dove fotografai alcuni documenti di grande importanza e che testimoniano lo spessore che in passato ha avuto questa famiglia. Infatti, in una bolla autografa datata 1773 (?) della Principessa Teresa Carafa, contessa di Policastro, duchessa di Forlì e Principessa della Roccella, che nominava l’avo di Pia il Mag. Biase Gallotti Governatore del tenimento di “Terra di Sapri” ed un’altra simile bolla in cui il Gallotti veniva nominato Giudice per derimere le controversie di causa e di liti.

Il Maggiore Biagio Antonio Gallotti, nominato Governatore e Luogotenente della Pricipessa Teresa Carafa, a cui apparteneva il paese di Sapri (Terra di Sapri), fece costruire il Palazzo in questione, abitato poi dal figlio dott. Nicola Gallotti, il quale dopo l’Unità d’Italia fu eletto primo Sindaco di Sapri


Un altro documento che riportiamo intitolato “IONNES MARIA CARACCIOLO ARCELLA”, datato 1794, sembra essere la Laurea in medicina rilasciata al Dott. Nicola Gallotti che esercitò poi la professione medica a Sapri e di oggi ci restano testimonianze alcuni suoi scritti a stampa che ivi riportiamo: “Condizioni igienico-sanitarie di Sapri”, Ed. Tipografia Lagonegrese, 1891; “L’aqua potabile in Sapri”, Napoli, Ed. Tipografia dell’Accademia Reale delle Scenze, 1901; “Sull’influenza ricomparsa in Sapri- dal Febraio all’Aprile del 1894”, Napoli, Ed. Tipografia di Michele Gambella, 1894; “Per l’inaugurazione del nuovo cimitero in Sapri – discorso del Sindaco Dott. Nicola Gallotti, pronunziato il 31 luglio 1904”, Lagonegro, Tipografia lucana, 1904 ( erano i tempi dei noti meridionalisti lucani come Giustino Fortunato)



Questi libretti, di cui ne posseggo due, al di là delle osservazioni prettamente mediche che il dottore Gallotti faceva e descriveva, risultano essere un’interessante testimonianza del nostro passato in quanto in essi vengono raccontate alcune interessanti notizie di storia locale ed altro di cui abbiamo parlato in altri studi quì pubblicati. Ad esempio si parla del valore terapeutico dell’“acqua media”, la cui fonte si trova ai piedi del costone roccioso del porto di Sapri, sistemata in tempi recenti ma irrimediabilmente compromessa dai lavori e dalle masserizie del porto.
I coniugi e amici Enzo e Pia hanno un ritratto di uno zio parente Finamore che fu Console d’Italia in Messico e che al suo rientro a Sapri si imparentò con un’altra delle famiglie gentilizie di Sapri, gli Autuori a sua volta imparentta con una nobile famiglia Carafa di Battaglia (la Baronessa Carafa di Battaglia, defunta madre di Nino Autuori). Fu proprio il Finamore che ispirò i Cesarino che al loro rientro dalle americhe fecero costruire la ‘Specola’ (l’osservatorio astronomico) copiandola dal Castello di Miramare a Trieste del- l’Imperatore del Messico Massimiliano d’Asburgo d’Austria.


Salve,
ma esiste un Palazzo Gallotti anche a Battaglia (frazione del comune di Casaletto Spartano).
Lei sa in che relazione sono i due edifici (o meglio i vari rami della famiglia)?
La ringrazio in anticipo e spero in una sua risposta
Cordialmente
Matteo Sereno
Anche a Sapri, le famiglie Gallotti erano distinte. Il Gallotti di Palazzo Gallotti in Piazza del Plebiscito era Nicola, medico e Sindaco mentre in via Nicodemo Giudice vi è a Sapri il Palazzo del Barone Gallotti che ospitò Garibaldi (vedi i miei saggi in proposito). Dei Gallotti di Battaglia, posso solo dire che non erano un ramo collegato con questi di Sapri. Il Barone Gallotti di Battaglia vi è un tumolo sepolcro nel Duomo di Policastro, è un’antica famiglia imparentata forse con i Sanseverino.
In realtà il barone Giovanni Gallotti, che ospitò Garibaldi a Sapri, era figlio dell’ultimo feudatario di Battaglia, il barone Don Mario Gallotti. Nutro invece dei dubbi sui collegamenti parentali tra i Gallotti di Battaglia e l’uomo d’arme Giulio Gallotti che riposa nella cattedrale di Policastro.
Nicola Montesano