Gli studi
Nel 1987, pubblicai a stampa (1) uno studio sulle origini e la storia di Sapri. Lo studio, iniziato a Salerno e poi proseguito a Napoli, fu condotto su vari fronti. Le scarse informazioni che la storiografia locale metteva a disposizione e le scarse fonti archi-vistiche dell’epoca, rendevano incerti i risultati ma, la ricerca di nuove fonti, merita-va ulteriori approfondimenti ed indagini. Anche se oggi non vi è rimasta memoria di tutto ciò, questo studio fa luce su alcuni aspetti e caratteristiche peculiari che l’aspro territorio del Golfo di Policastro ha avuto nei secoli. Come vedremo, lo studio delle poche fonti fino a noi giunte, anche se andrebbero ulteriormente indagate, restituisce un piccolo ma utile contributo alla storia del ‘basso Cilento’ e di Sapri nei secoli. Nello studio redatto per il Comune di Sapri, per la redazione del nuovo P.R.G. di Sapri – oggi conservato negli Archivi del Comune – scrivevo e riportavo alcune notizie e documenti che dal punto di vista strettamente bibliografico e storiografico, restano di estremo interesse. Andrebbero ulteriormente indagate alcune notizie ed alcune carte geografiche o corografiche trovate e su cui figurano i toponimi dei nostri luoghi. Sempre a caccia di nuovi ed interessanti documenti, recentemente il mio Archivio ha acquisito l’unica carta geografica dell’Italia (Fig. 1), annessa ad un esemplare molto raro del ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti, conservato alla Biblioteca Statale di Berlino, che recentemente su cortese interessamento del Prof. Everardus Overgaauw, ci ha fornito la fotoriproduzione digitale tratte dall’originale (fol. 62v e 63r = Aufn. 132 + 133), in cui viene rappresentata tutta la peinisola dell’Italia con le due Isole della Sicilia e della Sardegna, che quì pubblichiamo.

(Fig. 1) L’Italia, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonte, del 1420 (prima metà del secolo XV), contenuto nel Codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ((Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino. L’immagine è tratta da Lago (4).

(Fig. 1) L’Italia (fol. 62v), contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonte, del 1420 (prima metà del secolo XV), contenuto nel Codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ((Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino, dove è conservato e da dove è pervenuto il file tratto dall’originale su gentile loro concessione.
La carta dell’Italia contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi’ del Buontelmonti
L’interessantissima carta dell’Italia, manoscritta e dipinta a colori, della prima metà del XV secolo, allegata all’esemplare del ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti (5), che scrisse nel 1420, è una delle primissime carte corografiche dell’Italia, dove all’altezza del nostro Sapri, cita il toponimo di ‘Scalea’ (Fig. 1) (1).

(Fig. 2) L’Italia, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonte, del 1420 (prima metà del secolo XV), contenuto nel Codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ((Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino.
Cristoforo Buontelmonti
Cristoforo Buondelmonti nato nel 1386 da una potente famiglia fiorentina, che aveva forti legami con il Levante, si formò con ogni probabilità alla scuola di Guarino ed era legato alla cerchia umanistica di Niccolo Niccoli, con il quale condivise l’interesse per la geografia. Lasciata Firenze, nel 1414 si recò a Rodi, per riscoprire le tracce della antica e civiltà greca e per oltre sedici anni percorse tutte le isole, le città, i monasteri del mare Egeo, Creta, Cipro, l’Ellesponto, Costantinopoli. Frutto di queste lunghe peregrinazioni nella culla della civiltà greca sono due opere storico-geografiche, la Descriptio insulae Cretae, inviata nel 1417 a Firenze a Niccolo Niccoli e il ‘Liber insularum Archipelagi cum pictura’, dedicato a al cardinale Giordano Orsini nel 1420. Il ‘Liber insularum’ conobbe quattro rielaborazioni, quella definitiva redatta a Costantinopoli nel 1430 (la prima è perduta). L’opera ebbe da subito una grande fortuna – sopravvive infatti in numerosi esemplari manoscritti sia nelle biblioteche italiane che europee; venne inoltre ripresa negli isolari manoscritti e a stampa di fine Quattrocento e del Cinquecento, quali gli Isolari illustrati di Henricus Martellus, di Bartolomeo de li Sonetti e di Giovanni Bordone – fonda il genere degli isolari, uno dei piu significativi linguaggi rinascimentali di rappresentazione dello spazio; un linguaggio che conbinava e fondeva le forme simboliche della cartografia nautica, della corografia storico-descrittiva con il linguaggio storico-letterario proprio degli itinerari.
L’Isolario, ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti
Cristoforo Buontelmonti, dopo essersi recato in tantissime località della Grecia e del Me- diterraneo (5) e, dopo aver girato e peregrinato per i luoghi dell’Egeo, Rodi, Creta, Cipro, l’Ellesponto, Costantinopoli, culla della civiltà greca, ha scritto e conosciamo due sue ope- re storico-geografiche, la Descriptio insulae Cretae, inviata nel 1417 a Firenze a Niccolo Niccoli e il ‘Liber insularum Archipelagi cum pictura’, dedicato a al cardinale Giordano Orsini nel 1420. Il Liber insularum.., conobbe quattro rielaborazioni, quella definitiva redatta a Costantinopoli nel 1430 (la prima è perduta). L’opera ebbe da subito una grande fortuna –sopravvive infatti in numerosi esemplari manoscritti sia nelle biblioteche italiane che europee; venne inoltre ripresa negli isolari manoscritti e a stampa di fine Quattrocento e del Cinquecento, quali gli Isolari illustrati di Henricus Martellus, di Bartolomeo de li Sonetti e di Giovanni Bordone – fonda il genere degli isolari, uno dei piu significativi linguaggi rinascimentali di rappresentazione dello spazio; un linguaggio che conbinava e fondeva le forme simboliche della cartografia nautica, della corografia storico-descrittiva con il linguaggio storico-letterario proprio degli itinerari. L‘Isolario del Buontelmonti, è stato scoperto dal fiorentino Poggio Bracciolini che lo pubblicò in un codice latino. Esiste un’altro esemplare dell’Isolario del Buontelmonti che è proprio quello ritrovato da Poggio Bracciolini e si trova presso la Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze (…) (Fig. 2), che pare portasse solo le carte delle isole ma non quella che quì pubblichiamo (Fig. 1-2-4), citata e pubblicata da Luciano Lago (4) e che è contenuta nel codice Hamilton 108 (5), conservato alla Biblioteca Statale di Berlino, che recentemente su cortese interessamento del Prof. Everardus Overgaauw, ci ha fornito la fotoriproduzione digitale tratte dall’originale (fol. 62v e 63r = Aufn. 132 + 133), in cui viene rappresentata tutta la peinisola dell’Italia con le due Isole della Sicilia e della Sardegna, che quì pubblichiamo su gentile autorizzazione della Biblioteca Statale ‘Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek’ di Berlino, che la conserva nel Codice Hamilton 108. Esiste anche un’altra versione del l'”Isolario” del Buontelmonti, conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, ovvero il codice Barb. Latino 270.

(Fig. 3) l’Isolario ‘Liber insularum Archipelagi cum pictura’, del 1420, di Cristoforo Buontelmonti (5), che contiene la carta manoscritta a colori della Fig. 1.
La carta d’Italia del 1420 (Fig. 1)(1), annessa all’Isolario del Buontelmonti (5).

(Fig. 1) L’Italia, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonte, del 1420 (prima metà del secolo XV), contenuto nel Codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ((Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino.

(Fig. 2) Particolare delle coste dell’Italia meridionale nella carta contenuta nel Codice Hamilton 108 (5), contenente l’Isolario di Cristoforo Buontelmonti, del 1420 (prima metà del secolo XV), tratta dall’Italia di Fig. 1.
Luciano Lago (4), scriveva in proposito: “Tav. V – La carta d’Italia che appartiene ad un codice della Biblioteca Nazionale di Berlino (Hamilton, mm. 108), contiene il testo del noto Isolario di Cristoforo Buontelmonti in redazione abbreviata. Appartiene alla prima metà del secolo XV. Le caratteristiche incisioni semilunari del contorno e la nomenclatura costiera (rispetto alla quale quella delle regioni interne è scarsissima) denunciano senz’altro la derivazione da carte nautiche, anzi la stessa inquadratura della carta, con l’intero Adriatico e la costa settentrionale dell’Africa è quella di una carta nautica. Ma il disegno che ha servito di modello (diretto o indiretto) – aggiunge l’Almagià (1929) – “doveva essere molto arcaico, come attestano alcuni particolari, per esempio la esageratissima sporgenza di Ancona, la forma tozza della Calabria, ecc..che anche nei più antichi prodotti della cartografia nautica a noi pervenuti sono molto più attenuati. Si noti anche la strozzatura della Penisola tra i Golfi di Policastro e di Manfredonia e si noti che la parte migliore della carta è ancora il disegno delle coste liguri…”.

(Fig. 4) Particolare delle coste dell’Italia meridionale in una carta contenuta nel Codice Hamilton 108 (5), contenente l’Isolario di Cristoforo Buontelmonti, del 1420 (prima metà del secolo XV), tratta e pubblicata dal testo di Lago (4) e di Fig. 1, conservata a Berlino.
Scalea o Porto di Sapri ?
L’interessantissima carta corografica dell’Italia, manoscritta e dipinta a colori, della prima metà del XV secolo, è inserita nel Codice Hamilton 108 che contiene Isolario o ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti, che lo scrisse nel 1420, che quì pubblichiamo (Figg. 1-2-3-4 quella tratta dal testo di Luciano Lago). La carta dell’Italia, illustrata nell’immagine di Figg. 1-2-3, è tratta dall‘Isolario o ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (Fig. 2), di Cristoforo Buontelmonti, del 1420, contenuto nel codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ‘Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek’ di Berlino, a cui recentemente abbiamo chiesto la riproduzione digitale dell’originale ed ottenuto su interessamento del Prof. Everardus Overgaauw, e che pubblichiamo. La carta corografica dell’Italia, in qestione (l’originale misura 30,5 x 32,5), insieme all‘Isolario ‘Liber insularum Archipelagi cum pictura’ di Cristoforo Buontelmonti (5), è stata pubblicata da Almagià (4), e da Luciano Lago (4). Tuttavia, questa carta andrebbe ulteriormente indagata. Non è stato possibile esaminare de visu questa meravigliosa carta geografica dei primi del ‘400, ma dall’analisi dell’ingrandimento della riproduzione digitale (Fig. 4), si può leggere all’altezza di Sapri un toponimo scritto ‘Scalea’. Dal particolare ingrandito delle nostre coste (Fig. 4), si può vedere che tra i toponimi citati lungo le nostre coste da Salerno in giù, tra un ‘Panicastro’ (Policastro), e ‘Malicia’ (Maratea), figura il toponimo di ‘Scalea’. Il toponimo di ‘Scalea’, è citato due volte. Infatti, l’altro toponimo di ‘Scalea’ è citato per la seconda volta dopo ‘Tim’ (che dovrebbe corrispondere all’Isolotto di Dino a Praja a Mare) e di S. Nicola, che dovrebbe corrispondere al toponimo di S. Nicola Arcella sulle coste della Calabria Tirrenica. Quindi – ed è questa la stranezza – che all’altezza di Sapri, troviamo citato il toponimo (il primo) di Scalea. Il primo toponimo di ‘Scalea’ citato, corrisponde al porto di Scalea che doveva essere la baia di Sapri. Certo è che questo primo toponimo di SCALEA, citato, non è lo ‘Scalea’ della Calabria Tirrenica, che è citato poco più giù. Inoltre, bisogna dire che la S di Scalea, si ripete una seconda volta con la sua parte bassa prolungata, tanto che si legge SCALSA. Può anche essere che l’autore anonimo che ha delineato la carta corografica in questione, abbia confuso SCALEA con SCIDRA. All’altezza del Golfo di Policastro della costa tirrenica d’Italia, oltre ai toponimi interessanti di c. de Licosa (Capo di Licosa), Palamia o Palamida (Palinuro), Foresta (? forse Bosco, che ricorre spesso in alcune carte del tempo), Panicastro (Policastro), sotto Policastro o ‘Panicastro’, io leggo il toponimo di Scalea. Dopo ‘Scalea’, leggiamo i toponimi di Malicia (Maratea) e Tim ( Isola di Dino), per poi arrivare ad un secondo Scalea (Scalea). Io credo che il primo toponimo di ‘Scalea’ citato, corrisponda al Porto di Scalea che all’epoca doveva essere considerato la baia naturale di Sapri. Scalea e Policastro, a quell’epoca, costituivano due porti di solito segnati con il colore rosso perche erano entrambi porti franchi, in quanto essi erano particolarmente impegnati nelle operazione belliche della Guerra del Vespro Siciliano, ovvero nella guerra che vi fu cruenta proprio sulle nostre coste tra le due casate, quella Aragonese che voleva conquistare il Regno di Napoli e strapparlo agli Angioini di Carlo II d’Angiò.
La Carta del Mediterraneo contenuta nell'”Isolario” del Buontelmonti, esemplare conservato alla Bibliotteca Medicea-Laurenziana di Firenze
In questa Carta del Mediterraneo (6), illustrata nelle immagini che seguono di Figg. 5-6-7, figura il toponimo di ‘Saffri’, tra i luoghi o i porti e gli scali marittimi del litorale Tirrenico dell’Italia meridionale. Si tratta di una carta geografica contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, contenuto nel Codice latino di derivazione Tolemaica, Codice Plut. XXIX, 25 (Plut. 29.25), pp. cc. 62v e 63r, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze, e citata da Luciano Lago (4), op. cit., Tav. VII, dopo pag. 185 e s. Questa carta, fu pubblicata dall’Almagià, op. cit. (3), Tav. X. bis, ed è quella contenuta nell’Isolario, conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze, XXIX, 25 della seconda metà del secolo XV.

(Fig. 5) La ‘Carta del Mediterraneo’, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, contenuto nel Codice latino di derivazione Tolemaica, Plut. 29.25, pp. cc. 62v e 63r, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze.

(Fig. 6) Particolare della ‘Carta del Mediterraneo’, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, contenuto nel Codice latino di derivazione Tolemaica, Plut. 29.25, pp. cc. 62v e 63r, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze.

(Fig. 7) Particolare della ‘Carta del Mediterraneo’, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, contenuto nel Codice latino di derivazione Tolemaica, Plut. 29.25, pp. cc. 62v e 63r, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze.
La Carta del Mediterraneo contenuta nell'”Isolario” del Buontelmonti, esemplare conservato alla Bibliotteca Medicea-Laurenziana di Firenze

(Fig. 8) La carta corografica dell’Italia meridionale contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze (collocato: II.II.312, pag. c. IIv), citata e pubblicata da Luciano Lago, op. cit. (4), dopo pagina 185 e s., Tav. VI. Anche in questa carta – tratta dal testo di Lago, ritroviamo citato il toponimo di Sapri. Non abbiamo potuto esaminare de visu la carta tratta dall’orinale dell’Isolario del Buontelmonti conservato lla Laurenziana (altro esemplare rispetto al Plut. XXIX, 25), ma dall’immagine pubblicata dal Lago si legge chiaramente il toponimo di Sapri.
Note bibliografiche:
(1) (Fig. 1-4-9) La carta corografica della penisola Italiana e delle due Isole della Sicilia e Sardegna, contenuta in un esemplare del ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti (che lo compose nel 1420), annesso al codice berlinese Hamilton 108 (5), conservato alla Biblioteca Statale (Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di di Berlino, che è l’unico esemplare che contiene la carta dell’Italia in questione (Figg. 1-3). Si tratta di una carta manoscritta a colori, di autore anonimo, annessa al libro di Buontelmonti (5). L’unica carta dell’Italia (Figg. 1-3-4) è cotenuta nell’esemplare berlinese. La carta in questione è stata pubblicata da Luciano Lago, op. cit. (4), dopo pag. 185 e s. Tav. V ed è stata pubblicata anche da Almagià R., op. cit. (3), Tav. VII, 1). Recentemente, abbiamo ottenuto su cortese interessamento del conservato alla Biblioteca Statale di Berlino, che recentemente su cortese interessamento del Prof. Everardus Overgaauw, ci ha fornito la fotoriproduzione digitale tratte dall’originale (fol. 62v e 63r = Aufn. 132 + 133), in cui viene rappresentata tutta la peinisola dell’Italia con le due Isole della Sicilia e della Sardegna, che quì pubblichiamo su gentile autorizzazione della Biblioteca Statale ‘Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek’ di Berlino, che la conserva nel Codice Hamilton 108.

(Fig. 9) Isole: Sardegna e Sicilia (fol. 63r) della carta corografica dell’Italia, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonte, del 1420 (prima metà del secolo XV), contenuto nel Codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale ((Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino, dove è conservato e da dove è pervenuto il file tratto dall’originale.
(2) (Fig. 8) La carta corografica dell’Italia meridionale contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze (collocato: II.II.312, pag. c. IIv), e citata e pubblicata da Luciano Lago, op. cit. (4), dopo pagina 185 e s., Tav. VI.
(3) Almagià R., Monumenta Italiae Cartographica, I.P.S., Firenze, 1929, Forni editore. , Tav. VII, 1). Almagià, pubblicò anche altre due carte dell’Isolario del Buontelmonti, Tav. X. bis, che sono quelle contenute nell’Isolario, conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze, XXIX, 25 della seconda metà del secolo XV.
(4) Lago L., Imago Mundi et Italiae – la versione del mondo e la scoperta dell’Italia nella cartografia antica (secoli X-XVI), con contributi di L. Gambi, M. Milanesi, L.Rombai, per la mostra di Cartografia storica allestita dall’Università degli Studi di Trieste, ed. La Mongolfiera, Trieste, 1994: Tav. V, stà nel cap.: ‘Le prime carte corografiche moderne dell’Italia’.

(Fig. 9) Esemplare del ‘Liber Insularim Archipelagi cum pictura’, di Buontelmonti, conservato alla Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze

(Fig. 10) Esemplare del ‘Liber Insularim Archipelagi cum pictura’, di Buontelmonti, conservato alla Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze
(5) (Fig. 2) L‘Isolario o ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti, del 1420, è contenuto nel codice Hamilton 108, conservato alla Biblioteca Statale (Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek) di Berlino; si veda il testo con prefazione di Ludovico de Sinner, Helvetia, Berna, Lipsia et Barolini, 1824, Lightning Source UK Ltd, Milton Keynes UK; la versione Berlinese è l’unica che contiene la carta dell’Italia in questione (Figg. 1-3). Il codice Hamilton 108,ha la seguente collocazione: Ms. Ham. 108. Ricordiamo che il Codice Hamilton, conservato a Berlino, è di notevole interesse. L‘’Isolario’ del Buontelmonti, è stato scoperto dal fiorentino Poggio Bracciolini che lo pubblicò in un codice latino e, possono essere scaricate dal sito: https://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/Results.asp, ma esistono altre versioni dello stesso codice scoperto da Poggio Bracciolini nel…..Esiste il codice Latino, conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze, che riporta la segnatura Plut. 29-25 (Figg. 9-10-11). L’Almagià (3), pubblicò anche altre due carte dell’Isolario del Buontelmonti, Tav. X. bis, che sono quelle contenute nell’Isolario, conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze, XXIX, 25 (collocazione: Plut.29.25), della seconda metà del secolo XV. Esiste anche una versione conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana, ovvero il codice Barb. Latino 270. Si veda in particolare il testo “Desciption des iles de l’Archipel par Christophe Buontelmonti – version grecque par un anonyme” di Emile Legrand, Paris, ed. Ernest Leroux, 1897; si veda pure: Campana A., ‘Da codici del Buontelmonti’, estratto da “Silloge Bizantina” in onore di Silvio Giuseppe Mercati, Roma, 1957.


(Fig. 11) Esemplare del ‘Liber Insularim Archipelagi cum pictura’, di Cristoforo Buontelmonti, il Plut. XXIX, 25, conservato alla Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze (5).
(6) (Figg. 5-6-7) La ‘Carta del Mediterraneo’, contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, contenuto nel Codice latino di derivazione Tolemaica, Codice Plut. XXIX, 25 (Plut. 29.25), pp. cc. 62v e 63r, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze, e citata da Luciano Lago (4), op. cit., Tav. VII, dopo pag. 185 e s. Questa carta, fu pubblicata dall’Almagià, op. cit. (3), Tav. X. bis, ed è quella contenuta nell’Isolario, conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze, XXIX, 25 della seconda metà del secolo XV.
(Fig. 8) La carta corografica dell’Italia meridionale contenuta nel ‘Liber Insularum Archipelagi cum pictura’ (5), di Cristoforo Buontelmonti, posseduto dalla Biblioteca Nazionale Medicea-Laurenziana di Firenze (collocato: II.II.312, pag. c. IIv), citata e pubblicata da Luciano Lago, op. cit. (4), dopo pagina 185 e s., Tav. VI. Anche in questa carta – tratta dal testo di Lago, ritroviamo citato il toponimo di Sapri. Non abbiamo potuto esaminare de visu la carta tratta dall’orinale dell’Isolario del Buontelmonti conservato lla Laurenziana (altro esemplare rispetto al Plut. XXIX, 25), ma dall’immagine pubblicata dal Lago si legge chiaramente il toponimo di Sapri.
